(Italiano) 139 AO 399 Giugno/Luglio 2017 – Tavola Rotonda “Edge e Cloud Computing”
…un vantaggio strategico per ridefinire le modalità in cui un’azienda può sviluppare i suoi servizi, fornirli ai suoi clienti e gestire in modo efficiente le sue operazioni. Ne parliamo con le aziende
Quando nel 2006 è stato lanciato l’Amazon Web Service pochi ipotizzavano che questo servizio avrebbe raggiunto un valore di oltre 3 miliardi. La crescita esponenziale dell’Internet of Things ha, poi, ulteriormente contribuito alla diffusione del cloud e alla conseguente esplorazione di nuove applicazioni, l’Edge Computing è una di queste. Il passo successivo è quello di far diventare l’Edge Computing l’architettura dominante per tutte le applicazioni data driven.
La voce dei protagonisti
Con Christian Eder, marketing director di Congatec; Giuseppe Surace, chief product & marketing officer di Eurotech; Cristian Randieri, predicente & CEO di Intellisystem Technologies (www.intellisystem.it); Alberto Griffini, product manager avanced PLC & Scada di Mitsubishi Electric; Alberto Olivini, portfolio consultant motion control di Siemens Italia; Lodovico Piermattei, consulting & solution engineer di Vertiv in Italia; Locatelli Claudio, membro del comitato scientifico SPS IPC Drives Italia.
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Di seguito si riporta l’estratto dell’Intervista riguardante le risposte date da parte del Presidente e CEO Cristian Randieri.
Automazione Oggi: Il concetto di architettura a tre livelli si è completamente trasformato rispetto a quello degli anni ‘90, quando era basato su interfaccia, business logic e database. In che modo l’Edge Computing sta cambiando l’attuale concetto di architettura a tre livelli i cui pilastri sono il cloud, il machine learning e il fast data?
Cristian Randieri, presidente & CEO di Intellisystem Technologies (www.intellisystem.it): L’uso delle infrastrutture cloud ha permesso di rendere virtuale e scalabile la ben consolidata architettura a tre strati. L’evoluzione dei dispositivi IoT ha prodotto una nuova classe di applicazioni aventi caratteristiche molto stringenti per quanto riguarda la modalità di interazione e connessione tra la sorgente di produzione dei dati e la risorsa che li elabora. Ciò si traduce in un aumento della latenza, spesse volte intollerabile per alcune applicazioni che spaziano dalla realtà aumentata sino alla guida autonoma nel contesto automotive. Di conseguenza, occorre spostare le risorse in un punto della rete più vicino alla produzione dei dati utilizzando il modello Edge Computing, da cui nasce la definizione di una nuova infrastruttura di rete a tre livelli che inserisce risorse utilizzabili direttamente sull’edge della rete.
A.O.: Secondo l’ABI il valore di mercato dell’IoT raggiungerà i 23 miliardi di dollari entro la fine del decennio. Altri studi atte-stano che il numero dei dispositivi connessi attraverso l’IoT è di circa 5 miliardi. Con il suo diffondersi l’Edge Computing è destinato a diventare il principale strumento per la raccolta dei dati. I vantaggi rispetto ai suoi lontani ‘antenati’ sono facilmente riconoscibili, ma quali sono le applicazioni attuali e future per le principali industrie italiane?
Randieri: È ovvio supporre che le applicazioni attuali e future per le principali industrie italiane riguarderanno tutti i progetti che richiedono minore latenza, maggiore flessibilità e più capacità di elaborazione a livello locale. Mi riferisco a tutti quei progetti industriali basati sull’Internet of Things che richiedono applicazioni realtime sul territorio, quali ad esempio la Smart Mobility e le Smart City, ovvero tutte quelle applicazioni in cui il tempo di latenza è un fattore cruciale che può essere risolto con soluzioni specifiche e verticali rappresentate dall’Edge Computing o meglio dagli Edge Data Center.
A.O.: Ad oggi i settori più restii nell’applicazione di soluzioni cloud ed edge rimangono quello pubblico e quello finanziario. Quali sono le soluzioni più adatte alle imprese di questi settori?
Randieri: Malgrado a oggi questi settori rimangono ancora quelli più restii nell’applicazione di soluzioni cloud ed edge, è noto che nel settore finanziario i millisecondi possono fare una differenza drammatica per gli algoritmi di trading e che in quello sanitario le informazioni sui pazienti in tempo reale possono marcare il confine tra la vita e la morte. Questi scenari richiedono, quindi, velocità e scalabilità, raggiungibili con l’implementazione di un’architettura di calcolo edge, capace di ottimizzare in loco la sicurezza e, soprattutto, il tempo d’elaborazione dei dati.
A.O.: Dal lato delle SMB (Server Message Block), invece, come si può rispondere all’esigenza di allineare le architetture in cloud con l’Edge computing?
Randieri: Per rispondere all’esigenza di allineare le architetture cloud con l’Edge Computing le SMB devono in primis attuare quello che viene definito ‘Shift in Corporate Thinking’ unitamente a una maggiore comprensione dell’architettura Edge da configurare e adottare. In generale, senza dubbio è possibile ottenere una riduzione dei costi garantendo un servizio migliore data-oriented con piattaforme più efficienti appositamente progettate.
A.O.: L’infrastruttura IT di un’azienda è sempre più sotto pressione per lo smisurato volume di dati che vengono processati. L’integrazione tra Cloud ed Egde Computing fornisce una valida risposta in termini di ottimizzazione dell’infrastruttura, ma come si inserisce il Fog Computing in questo scenario?
Randieri: Da più fonti il Fog Computing è indicato come il paradigma di elezione per l’Internet of Things, che vede sempre più oggetti interconnessi in rete per scambiare dati da elaborare e analizzare. In realtà riportare l’elaborazione più vicina alla fonte dei dati si rivela di grande utilità anche in molti altri contesti, come le Smart Grid nel contesto di un’ottimizzazione della comunicazione m2m, anche per le stesse Smart City spinte dall’esigenza di portare le decisioni sempre più vicine al luogo in cui vengono acquisiti i dati.
A.O.: Integrazione, automazione e analisi sono le tre sfide che continuano a guidare lo sviluppo delle infrastrutture IoT. Quali sono le soluzioni che proponete per rispondere efficacemente queste sfide?
Randieri: Le soluzioni che intendiamo proporre nel prossimo futuro riguardano l’unificazione delle piattaforme di networking per il supporto eterogeno di varie tecnologie di networking. Siamo convinti di poter offrire nuove metodologie d’integrazione delle tecnologie siano esse operative sia dell’informazione. La tecnologia fog amplierà di fatto l’offerta di nuovi servizi che il Cloud Computing da solo non potrà sostenere, come ad esempio quelli di sicurezza. È proprio a tali servizi di sicurezza che stiamo puntando pensando di offrire nuove soluzioni capaci di includere il monito-raggio locale dello stato di sicurezza degli endpoint, delle credenziali di protezione e degli aggiornamenti software agli endpoint, nonché la rilevazione e la protezione di malware per conto degli endpoint stessi. Cooperando con altri fornitori di servizi e infra-strutture locali intendiamo offrire la tecnologia fog come servizio capace di permettere agli utenti di accedere a sistemi fog privati e pubblici distribuiti prossimi ad essi. In altre parole intendiamo offrire ai nostri clienti un servizio fog chiavi in mano.
Tavola Rotonda – Automazione Oggi N. 399 (Giugno/Luglio 2017), pubblicata da S. Beraudo.
Per scaricare l’Intervista completa pubblicata sulla rivista, seguire il link riportato di seguito https://www.intellisystem.it/it/portfolio/ao-giugno_luglio-2017-3

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