{"id":1944,"date":"2015-05-24T12:10:23","date_gmt":"2015-05-24T10:10:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.intellisystem.it\/?p=1944"},"modified":"2017-01-05T17:37:06","modified_gmt":"2017-01-05T16:37:06","slug":"green-and-profitable","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/green-and-profitable\/","title":{"rendered":"\u2018Green and profitable\u2019: come aumentare i profitti riducendo i consumi"},"content":{"rendered":"<h6 style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019IMPIEGO DI RETI STANDARD, ALCUNE DOTATE DI APPOSITI PROFILI E SPECIFICHE CHE CONSENTONO UN PI\u00d9 EFFICIENTE USO DELL\u2019ENERGIA, PU\u00d2 AIUTARE LE AZIENDE AD AUMENTARE I PROFITTI, RIDUCENDO I CONSUMI E FAVORENDO LA SOSTENIBILIT\u00c0\u00a0<\/strong><\/h6>\n<div class=\"white-space\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con <strong>Cristian Randieri<\/strong>, Ph.D., presidente e CEO di Intellisystem Technologies; <strong>Vittorio Agostinelli<\/strong>, product manager Factory Automation di Panasonic Electric Works Italia; <strong>Peter Lutz<\/strong>, managing director di Sercos International; <strong>Paolo Lagan\u00e0<\/strong>, responsabile tecnico di Inlon Engineering; <strong>Martin Rostan<\/strong>, direttore esecutivo di ETG &#8211; Ethercat Technology Group; <strong>John Browett<\/strong>, general manager di Clpa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><div class=\"white-space\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ormai da anni si parla di \u2018sostenibilit\u00e0\u2019: di fronte a una crisi economica globale che drena risorse e frena gli investimenti, non si possono pi\u00f9 rimandare i \u2018bilanci\u2019, non si possono pi\u00f9 tollerare gli \u2018sprechi\u2019. La produzione deve essere efficiente, l\u2019energia deve essere utilizzata al meglio, quando serve e dove serve, gli scarti devono essere ridotti al minimo, i lotti devono essere prodotti \u2018just in time\u2019 seguendo flessibilmente le richieste del mercato. Tutto questo richiede innovazione tecnologica, un\u2019innovazione in sistemi e apparati, hardware e soprattutto software, anche e soprattutto a livello di rete e comunicazione dati. Solo cos\u00ec l\u2019azienda pu\u00f2 sfruttare soluzioni, dall\u2019IoT al cloud, che possono renderla pi\u00f9 efficiente e competitiva in un mondo, quello del business, fattosi sempre pi\u00f9 globale e agguerrito sul fronte sia dei prezzi, sia della qualit\u00e0. Ecco dunque che essere \u2018sostenibili\u2019, essere \u2018green\u2019, non pu\u00f2 rappresentare solo un\u2019operazione di facciata, ma deve essere parte di un progetto di pi\u00f9 ampio respiro che coinvolge l\u2019intera azienda e tutti i suoi dipendenti, cambiando il modo di produrre e di intendere la produzione stessa, affinch\u00e9 l\u2019investimento possa ripagarsi e in tempi brevi. Ma vediamo cosa pensano riguardo a questo tema alcuni protagonisti del settore.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">______<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Di seguito riportiamo l&#8217;estratto dell&#8217;articolo riguardante le risposte date da parte del nostro Presidente e CEO Cristian Randieri<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><div class=\"white-space\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1)<\/strong><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><strong>Un investimento in tecnologie \u2018green\u2019 pu\u00f2 dare ritorni economici concreti o solo di immagine?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In generale, quello delle tecnologie \u2018green\u2019 \u00e8 un mercato in crescita un po\u2019 dappertutto: come riportato da pi\u00f9 fonti il settore \u201cclean tech\u201d continua a registrare nuovi investimenti nei Paesi sviluppati e in via di sviluppo, basti pensare che tra il 2007 e il 2010, la crescita in media \u00e8 stata del 11,8% all\u2019anno. Se a livello mondiale il fenomeno \u00e8 quanto mai significativo, lo \u00e8 particolarmente nei Paesi in via di sviluppo ci\u00f2 si traduce in nuove possibilit\u00e0 di esportazione di prodotti hi-Tech made in Italy, un\u2019occasione sicuramente da non perdere per le aziende Italiane che investono nella ricerca ed innovazione. Penso che il discorso inerente l\u2019immagine sia secondario a quello concreto di produrre nuove tecnologie a basso costo eco-compatibili poich\u00e9 tra qualche decennio dovremmo fare i conti con gli effetti delle varie politiche non eco-sostenibili attuate sino ad ora soprattutto nei paesi emergenti. Dal fronte lavoro le tecnologie green appaiono una scommessa ragionevole per le nuove imprese che offriranno i cosiddetti \u201cgreen jobs\u201d ossia occupati che applicheranno le competenze tecnologiche \u201cgreen\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><div class=\"white-space\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2)<\/strong><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><strong>Come le tecnologie di rete possono aiutare ad abbinare sostenibilit\u00e0 e redditivit\u00e0 dell\u2019industria?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da sempre il possesso delle tecnologie inerenti le Telecomunicazioni, e quindi le tecnologie di rete, sono state vincenti, basti pensare agli innumerevoli conflitti vinti da chi ha posseduto le soluzioni tecnologiche pi\u00f9 avanzate. Oggi alle varie sfide tecnologiche di aggiunge la sfida \u201cgreen-networking\u201d che dal punto di vista industriale significa enfatizzare i concetti di: maggiore integrazione, riduzione delle distanze, pi\u00f9 automazione, compatibilmente con la riduzione dei costi di esercizio; il che si traduce in maggiore sostenibilit\u00e0 e redditivit\u00e0 per chi ne fa uso. Gli sprechi in questo settore sono innumerevoli basti pensare a titolo d\u2019 esempio:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Ai lunghi periodi di inattivit\u00e0 dei vari dispositivi di networking durante le ore in cui le aziende non lavorano;<\/li>\n<li>Allo spreco di energia inerente le lunghezze dei cavi. Ad esempio qualsiasi switch \u00e8 progettato per supportare sino a 100m di cavo quando in media nelle aziende i segmenti medi sono di 5-10 metri. Sarebbe opportuno che lo switch sia in grado di rilevare la lunghezza del cavo e quindi regolare di conseguenza i consumi energetici.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><div class=\"white-space\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><div class=\"real3dflipbook\" id=\"77_6ad039c308d7f\" style=\"position:absolute;\"><\/div><script type=\"application\/json\" class=\"real3dflipbook-options\" data-book-id=\"77_6ad039c308d7f\">{\"id\":\"77\",\"name\":\"77 FN 82 Febbraio 2015 - Tavola Rotonda Green and Profitable\",\"pages\":[{\"title\":\"\",\"src\":\"\",\"thumb\":\"\",\"htmlContent\":\"\"},{\"title\":\"\",\"src\":\"\",\"thumb\":\"\",\"htmlContent\":\"\"},{\"title\":\"\",\"src\":\"\",\"thumb\":\"\",\"htmlContent\":\"\"},{\"title\":\"\",\"src\":\"\",\"thumb\":\"\",\"htmlContent\":\"\"},{\"title\":\"\",\"src\":\"\",\"thumb\":\"\",\"htmlContent\":\"\"}],\"submit\":\"Save Flipbook\",\"mode\":\"normal\",\"viewMode\":\"3d\",\"skin\":\"light\",\"sound\":\"true\",\"pdfPageScale\":\"1.5\",\"pdfPageQuality\":0.9,\"pdfPageBgColor\":\"#FFFFFF\",\"pdfUrl\":\"https:\/\/www.intellisystem.it\/Intellisystem\/wp-content\/uploads\/PDF\/Riviste\/77-fn-82-febbraio-2015-tavola-rotonda-green-and-profitable.pdf\",\"thumbnailsOnStart\":\"false\",\"contentOnStart\":\"false\",\"rightToLeft\":\"false\",\"loadAllPages\":\"false\",\"pageWidth\":\"892.5\",\"pageHeight\":\"1263\",\"thumbnailWidth\":\"100\",\"thumbnailHeight\":\"141.51260504202\",\"zoom\":1,\"zoomLevels\":\"1,1.2,1.5,1.9,2.5,4,6\",\"zoomDisabled\":\"false\",\"startPage\":\"1\",\"deeplinking\":{\"enabled\":\"false\",\"prefix\":\"\"},\"lightboxThumbnailUrl\":\"https:\/\/www.intellisystem.it\/Intellisystem\/wp-content\/uploads\/real3dflipbook\/77 FN 15 Green and Profitable\/thumb1.jpg\",\"lightboxCssClass\":\"\",\"lightboxText\":\"\",\"lightBoxOpened\":\"false\",\"lightBoxFullscreen\":\"false\",\"backgroundColor\":\"#818181\",\"backgroundPattern\":\"\",\"height\":\"600\",\"fitToWindow\":\"false\",\"fitToParent\":\"false\",\"fitToHeight\":\"false\",\"offsetTop\":\"0\",\"responsiveHeight\":\"true\",\"aspectRatio\":\"2\",\"btnNext\":{\"enabled\":\"true\",\"icon\":\"fa-chevron-right\",\"title\":\"Next Page\"},\"btnPrev\":{\"enabled\":\"true\",\"icon\":\"fa-chevron-left\",\"title\":\"Next Page\"},\"btnZoomIn\":{\"enabled\":\"true\",\"icon\":\"fa-plus\",\"title\":\"Zoom in\"},\"btnZoomOut\":{\"enabled\":\"true\",\"icon\":\"fa-minus\",\"title\":\"Zoom out\"},\"btnToc\":{\"enabled\":\"true\",\"icon\":\"fa-list-ol\",\"title\":\"Table of content\"},\"btnThumbs\":{\"enabled\":\"true\",\"icon\":\"fa-th-large\",\"title\":\"Pages\"},\"btnShare\":{\"enabled\":\"true\",\"icon\":\"fa-link\",\"title\":\"Share\"},\"btnSound\":{\"enabled\":\"true\",\"icon\":\"fa-volume-up\",\"title\":\"Sound\"},\"btnDownloadPages\":{\"enabled\":\"true\",\"url\":\"\",\"icon\":\"fa-download\",\"title\":\"Download pages\"},\"btnDownloadPdf\":{\"enabled\":\"true\",\"url\":\"https:\/\/www.intellisystem.it\/Intellisystem\/wp-content\/uploads\/PDF\/Riviste\/77 FN 15 Green and Profitable.pdf\",\"icon\":\"fa-file\",\"title\":\"Download pdf\",\"forceDownload\":\"false\",\"openInNewWindow\":\"false\"},\"btnPrint\":{\"enabled\":\"true\",\"icon\":\"fa-print\",\"title\":\"Print\"},\"btnExpand\":{\"enabled\":\"true\",\"icon\":\"fa-expand\",\"iconAlt\":\"fa-compress\",\"title\":\"Toggle fullscreen\"},\"btnExpandLightbox\":{\"enabled\":\"true\",\"icon\":\"fa-expand\",\"iconAlt\":\"fa-compress\",\"title\":\"Toggle fullscreen\"},\"cameraDistance\":2300,\"pan\":\"0\",\"panMax\":\"20\",\"panMin\":\"-20\",\"tilt\":\"0\",\"tiltMax\":\"0\",\"tiltMin\":\"-60\",\"bookX\":0,\"bookY\":0,\"bookZ\":0,\"pageMaterial\":\"phong\",\"pageHardness\":\"1\",\"coverHardness\":\"4\",\"pageSegmentsW\":\"8\",\"pageSegmentsH\":\"1\",\"pageShininess\":20,\"pageFlipDuration\":\"1.5\",\"socialShare\":[],\"singlePageMode\":\"false\",\"sideNavigationButtons\":\"true\",\"pageShadow1\":true,\"pageShadow2\":true,\"pageShadow3\":true,\"tableOfContentCloseOnClick\":\"true\",\"singlePageModeIfMobile\":\"false\",\"pdfBrowserViewerIfMobile\":\"false\",\"pdfBrowserViewerFullscreen\":\"true\",\"pdfBrowserViewerFullscreenTarget\":\"_blank\",\"lightboxContainerCSS\":\"display:inline-block;padding:10px;\",\"lightboxThumbnailUrlCSS\":\"display:block;\",\"lightboxTextCSS\":\"display:block;\",\"lightboxCloseOnClick\":\"false\",\"btnFirst\":{\"enabled\":\"true\",\"icon\":\"fa-step-backward\",\"title\":\"First Page\"},\"btnLast\":{\"enabled\":\"true\",\"icon\":\"fa-step-forward\",\"title\":\"First Page\"},\"webglMinAndroidVersion\":\"4.4\",\"pointLight\":true,\"pointLightX\":0,\"pointLightY\":200,\"pointLightZ\":1500,\"pointLightColor\":\"#FFFFFF\",\"pointLightIntensity\":0.05,\"directionalLight\":false,\"directionalLightX\":0,\"directionalLightY\":0,\"directionalLightZ\":2000,\"directionalLightColor\":\"#FFFFFF\",\"directionalLightIntensity\":0.01,\"ambientLight\":true,\"ambientLightColor\":\"#CFCFCF\",\"ambientLightIntensity\":1,\"type\":\"pdf\",\"menuSelector\":\"\",\"zIndex\":\"auto\",\"pageMode\":\"singlePage\",\"hideMenu\":\"false\",\"allowPageScroll\":\"vertical\",\"pageTextureSize\":\"2048\",\"autoplayOnStart\":\"false\",\"autoplayInterval\":\"3000\",\"logoImg\":\"\",\"logoUrl\":\"\",\"logoCSS\":\"position:absolute;\",\"btnTocIfMobile\":\"true\",\"btnThumbsIfMobile\":\"true\",\"btnShareIfMobile\":\"false\",\"btnDownloadPagesIfMobile\":\"true\",\"btnDownloadPdfIfMobile\":\"true\",\"btnSoundIfMobile\":\"false\",\"btnExpandIfMobile\":\"true\",\"btnPrintIfMobile\":\"false\",\"lightboxBackground\":\"rgb(81, 85, 88)\",\"lightboxTextPosition\":\"top\",\"lights\":\"true\",\"spotlightColor\":\"#FFFFFF\",\"spotlightIntensity\":\"0.14\",\"responsiveView\":\"true\",\"responsiveViewTreshold\":\"768\",\"minPixelRatio\":\"1\",\"pageRoughness\":\"1\",\"pageMetalness\":\"0\",\"pageMiddleShadowSize\":\"2\",\"pageMiddleShadowColorL\":\"#999999\",\"pageMiddleShadowColorR\":\"#777777\",\"antialias\":\"false\",\"rotateCameraOnMouseDrag\":\"true\",\"rotateCameraOnMouseMove\":\"false\",\"panMax2\":\"2\",\"panMin2\":\"-2\",\"tiltMax2\":\"0\",\"tiltMin2\":\"-5\",\"currentPage\":{\"enabled\":\"true\",\"title\":\"Current page\"},\"btnAutoplay\":{\"enabled\":\"true\",\"icon\":\"fa-play\",\"title\":\"Autoplay\"},\"google_plus\":{\"enabled\":\"true\",\"url\":\"\"},\"twitter\":{\"enabled\":\"true\",\"url\":\"\",\"description\":\"\"},\"facebook\":{\"enabled\":\"true\",\"url\":\"\",\"description\":\"\",\"title\":\"\",\"image\":\"\",\"caption\":\"\"},\"pinterest\":{\"enabled\":\"true\",\"url\":\"\",\"image\":\"\",\"description\":\"\"},\"email\":{\"enabled\":\"true\",\"url\":\"\",\"description\":\"\"},\"backgroundTransparent\":\"false\",\"menuBackground\":\"\",\"menuShadow\":\"0 0 6px rgba(0,0,0,0.16), 0 0 6px rgba(0,0,0,0.23)\",\"menuMargin\":\"0\",\"menuPadding\":\"0\",\"menuOverBook\":\"false\",\"menuAlignHorizontal\":\"center\",\"btnColor\":\"\",\"btnBackground\":\"none\",\"btnRadius\":\"0\",\"btnMargin\":\"0\",\"btnSize\":\"12\",\"btnPaddingV\":\"10\",\"btnPaddingH\":\"10\",\"btnShadow\":\"\",\"btnTextShadow\":\"\",\"btnBorder\":\"\",\"sideBtnColor\":\"#000\",\"sideBtnBackground\":\"rgba(255,255,255,.2)\",\"sideBtnRadius\":\"0\",\"sideBtnMargin\":\"0\",\"sideBtnSize\":\"40\",\"sideBtnPaddingV\":\"\",\"sideBtnPaddingH\":\"\",\"sideBtnShadow\":\"\",\"sideBtnTextShadow\":\"\",\"sideBtnBorder\":\"\",\"currentPagePositionV\":\"top\",\"currentPagePositionH\":\"left\",\"currentPageMarginV\":\"5\",\"currentPageMarginH\":\"5\",\"post_id\":19623,\"securePdf\":false,\"rootFolder\":\"https:\/\/www.intellisystem.it\/Intellisystem\/wp-content\/plugins\/real3d-flipbook\/\",\"version\":\"4.20\",\"uniqueId\":\"77_6ad039c308d7f\",\"date\":\"2024-04-24\",\"previewPages\":\"0\",\"notes\":[],\"s\":\"\"}<\/script><script type=\"application\/json\" id=\"real3dflipbook-global-options\">{\"pages\":[],\"pdfUrl\":\"\",\"printPdfUrl\":\"\",\"tableOfContent\":[],\"id\":\"\",\"bookId\":\"\",\"date\":\"\",\"lightboxThumbnailUrl\":\"\",\"mode\":\"normal\",\"viewMode\":\"webgl\",\"pageTextureSize\":\"2048\",\"pageTextureSizeSmall\":\"1500\",\"pageTextureSizeMobile\":\"\",\"pageTextureSizeMobileSmall\":\"1024\",\"rangeChunkSize\":\"256\",\"minPixelRatio\":\"1\",\"pdfTextLayer\":\"true\",\"zoomMin\":\"0.9\",\"zoomStep\":\"2\",\"zoomSize\":\"\",\"zoomReset\":\"false\",\"doubleClickZoom\":\"true\",\"pageDrag\":\"true\",\"singlePageMode\":\"false\",\"pageFlipDuration\":\"1\",\"sound\":\"true\",\"startPage\":\"1\",\"pageNumberOffset\":\"0\",\"deeplinking\":{\"enabled\":\"false\",\"prefix\":\"\"},\"responsiveView\":\"true\",\"responsiveViewTreshold\":\"768\",\"responsiveViewRatio\":\"1\",\"minimalView\":\"true\",\"minimalViewBreakpoint\":\"600\",\"cover\":\"true\",\"backCover\":\"true\",\"scaleCover\":\"false\",\"pageCaptions\":\"false\",\"height\":\"400\",\"responsiveHeight\":\"true\",\"containerRatio\":\"\",\"thumbnailsOnStart\":\"false\",\"contentOnStart\":\"false\",\"searchOnStart\":\"\",\"searchResultsThumbs\":\"false\",\"tableOfContentCloseOnClick\":\"true\",\"thumbsCloseOnClick\":\"true\",\"autoplayOnStart\":\"false\",\"autoplayInterval\":\"3000\",\"autoplayLoop\":\"true\",\"autoplayStartPage\":\"1\",\"rightToLeft\":\"false\",\"pageWidth\":\"\",\"pageHeight\":\"\",\"thumbSize\":\"130\",\"logoImg\":\"\",\"logoUrl\":\"\",\"logoUrlTarget\":\"\",\"logoCSS\":\"position:absolute;left:0;top:0;\",\"menuSelector\":\"\",\"zIndex\":\"auto\",\"preloaderText\":\"\",\"googleAnalyticsTrackingCode\":\"\",\"pdfBrowserViewerIfIE\":\"false\",\"modeMobile\":\"\",\"viewModeMobile\":\"\",\"aspectMobile\":\"\",\"aspectRatioMobile\":\"\",\"singlePageModeIfMobile\":\"false\",\"logoHideOnMobile\":\"false\",\"mobile\":{\"thumbnailsOnStart\":\"false\",\"contentOnStart\":\"false\",\"pagesInMemory\":\"6\",\"bitmapResizeHeight\":\"\",\"bitmapResizeQuality\":\"\",\"currentPage\":{\"enabled\":\"false\"},\"pdfUrl\":\"\",\"minimalViewBreakpoint\":\"360\"},\"lightboxCssClass\":\"\",\"lightboxLink\":\"\",\"lightboxLinkNewWindow\":\"true\",\"lightboxBackground\":\"rgb(81, 85, 88)\",\"lightboxBackgroundPattern\":\"\",\"lightboxBackgroundImage\":\"\",\"lightboxContainerCSS\":\"display:inline-block;padding:10px;\",\"lightboxThumbnailHeight\":\"300\",\"lightboxThumbnailUrlCSS\":\"display:block;\",\"lightboxThumbnailInfo\":\"false\",\"lightboxThumbnailInfoText\":\"\",\"lightboxThumbnailInfoCSS\":\"top: 0;  width: 100%; height: 100%; font-size: 16px; color: #000; background: rgba(255,255,255,.8); \",\"showTitle\":\"false\",\"showDate\":\"false\",\"hideThumbnail\":\"false\",\"lightboxText\":\"\",\"lightboxTextCSS\":\"display:block;\",\"lightboxTextPosition\":\"top\",\"lightBoxOpened\":\"false\",\"lightBoxFullscreen\":\"false\",\"lightboxStartPage\":\"\",\"lightboxMarginV\":\"0\",\"lightboxMarginH\":\"0\",\"lights\":\"true\",\"lightPositionX\":\"0\",\"lightPositionY\":\"150\",\"lightPositionZ\":\"1400\",\"lightIntensity\":\"0.6\",\"shadows\":\"true\",\"shadowMapSize\":\"2048\",\"shadowOpacity\":\"0.2\",\"shadowDistance\":\"15\",\"pageHardness\":\"2\",\"coverHardness\":\"2\",\"pageRoughness\":\"1\",\"pageMetalness\":\"0\",\"pageSegmentsW\":\"6\",\"pageSegmentsH\":\"1\",\"pagesInMemory\":\"20\",\"bitmapResizeHeight\":\"\",\"bitmapResizeQuality\":\"\",\"pageMiddleShadowSize\":\"2\",\"pageMiddleShadowColorL\":\"#999999\",\"pageMiddleShadowColorR\":\"#777777\",\"antialias\":\"false\",\"pan\":\"0\",\"tilt\":\"0\",\"rotateCameraOnMouseDrag\":\"true\",\"panMax\":\"20\",\"panMin\":\"-20\",\"tiltMax\":\"0\",\"tiltMin\":\"-60\",\"currentPage\":{\"enabled\":\"true\",\"title\":\"Current page\",\"hAlign\":\"left\",\"vAlign\":\"top\"},\"btnAutoplay\":{\"enabled\":\"true\",\"title\":\"Autoplay\",\"icon\":\"fa-play\",\"iconAlt\":\"fa-pause\",\"icon2\":\"play_arrow\",\"iconAlt2\":\"pause\"},\"btnNext\":{\"enabled\":\"true\",\"title\":\"Next Page\",\"icon\":\"fa-chevron-right\",\"icon2\":\"chevron_right\"},\"btnLast\":{\"enabled\":\"false\",\"title\":\"Last Page\",\"icon\":\"fa-angle-double-right\",\"icon2\":\"last_page\"},\"btnPrev\":{\"enabled\":\"true\",\"title\":\"Previous Page\",\"icon\":\"fa-chevron-left\",\"icon2\":\"chevron_left\"},\"btnFirst\":{\"enabled\":\"false\",\"title\":\"First Page\",\"icon\":\"fa-angle-double-left\",\"icon2\":\"first_page\"},\"btnZoomIn\":{\"enabled\":\"true\",\"title\":\"Zoom in\",\"icon\":\"fa-plus\",\"icon2\":\"zoom_in\"},\"btnZoomOut\":{\"enabled\":\"true\",\"title\":\"Zoom out\",\"icon\":\"fa-minus\",\"icon2\":\"zoom_out\"},\"btnToc\":{\"enabled\":\"true\",\"title\":\"Table of Contents\",\"icon\":\"fa-list-ol\",\"icon2\":\"toc\"},\"btnThumbs\":{\"enabled\":\"true\",\"title\":\"Pages\",\"icon\":\"fa-th-large\",\"icon2\":\"view_module\"},\"btnShare\":{\"enabled\":\"true\",\"title\":\"Share\",\"icon\":\"fa-share-alt\",\"icon2\":\"share\"},\"btnNotes\":{\"enabled\":\"false\",\"title\":\"Notes\"},\"btnDownloadPages\":{\"enabled\":\"false\",\"url\":\"\",\"title\":\"Download pages\",\"icon\":\"fa-download\",\"icon2\":\"file_download\"},\"btnDownloadPdf\":{\"enabled\":\"false\",\"url\":\"\",\"title\":\"Download PDF\",\"forceDownload\":\"true\",\"openInNewWindow\":\"true\",\"icon\":\"fa-file\",\"icon2\":\"picture_as_pdf\"},\"btnSound\":{\"enabled\":\"true\",\"title\":\"Sound\",\"icon\":\"fa-volume-up\",\"iconAlt\":\"fa-volume-off\",\"icon2\":\"volume_up\",\"iconAlt2\":\"volume_mute\"},\"btnExpand\":{\"enabled\":\"true\",\"title\":\"Toggle fullscreen\",\"icon\":\"fa-expand\",\"iconAlt\":\"fa-compress\",\"icon2\":\"fullscreen\",\"iconAlt2\":\"fullscreen_exit\"},\"btnSingle\":{\"enabled\":\"true\",\"title\":\"Toggle single page\"},\"btnSearch\":{\"enabled\":\"false\",\"title\":\"Search\",\"icon\":\"fas fa-search\",\"icon2\":\"search\"},\"search\":{\"enabled\":\"false\",\"title\":\"Search\"},\"btnBookmark\":{\"enabled\":\"false\",\"title\":\"Bookmark\",\"icon\":\"fas fa-bookmark\",\"icon2\":\"bookmark\"},\"btnPrint\":{\"enabled\":\"true\",\"title\":\"Print\",\"icon\":\"fa-print\",\"icon2\":\"print\"},\"btnTools\":{\"enabled\":\"true\",\"title\":\"More\"},\"btnClose\":{\"enabled\":\"true\",\"title\":\"Close\"},\"whatsapp\":{\"enabled\":\"true\"},\"twitter\":{\"enabled\":\"true\",\"url\":\"\",\"description\":\"\"},\"facebook\":{\"enabled\":\"true\",\"url\":\"\",\"description\":\"\",\"title\":\"\",\"image\":\"\",\"caption\":\"\"},\"pinterest\":{\"enabled\":\"true\",\"url\":\"\",\"image\":\"\",\"description\":\"\"},\"email\":{\"enabled\":\"true\",\"url\":\"\",\"description\":\"\"},\"linkedin\":{\"enabled\":\"true\"},\"digg\":{\"enabled\":\"false\"},\"reddit\":{\"enabled\":\"false\"},\"shareUrl\":\"\",\"shareTitle\":\"\",\"shareImage\":\"\",\"layout\":1,\"icons\":\"FontAwesome\",\"skin\":\"light\",\"useFontAwesome5\":\"true\",\"sideNavigationButtons\":\"true\",\"menuNavigationButtons\":\"false\",\"backgroundColor\":\"rgb(81, 85, 88)\",\"backgroundPattern\":\"\",\"backgroundImage\":\"\",\"backgroundTransparent\":\"false\",\"menuBackground\":\"\",\"menuShadow\":\"\",\"menuMargin\":\"0\",\"menuPadding\":\"0\",\"menuOverBook\":\"false\",\"menuFloating\":\"false\",\"menuTransparent\":\"false\",\"menu2Background\":\"\",\"menu2Shadow\":\"\",\"menu2Margin\":\"0\",\"menu2Padding\":\"0\",\"menu2OverBook\":\"true\",\"menu2Floating\":\"false\",\"menu2Transparent\":\"true\",\"skinColor\":\"\",\"skinBackground\":\"\",\"hideMenu\":\"false\",\"menuAlignHorizontal\":\"center\",\"btnColor\":\"\",\"btnColorHover\":\"\",\"btnBackground\":\"none\",\"btnRadius\":\"0\",\"btnMargin\":\"0\",\"btnSize\":\"14\",\"btnPaddingV\":\"10\",\"btnPaddingH\":\"10\",\"btnShadow\":\"\",\"btnTextShadow\":\"\",\"btnBorder\":\"\",\"arrowColor\":\"#fff\",\"arrowColorHover\":\"#fff\",\"arrowBackground\":\"rgba(0,0,0,0)\",\"arrowBackgroundHover\":\"rgba(0, 0, 0, .15)\",\"arrowRadius\":\"4\",\"arrowMargin\":\"4\",\"arrowSize\":\"40\",\"arrowPadding\":\"10\",\"arrowTextShadow\":\"0px 0px 1px rgba(0, 0, 0, 1)\",\"arrowBorder\":\"\",\"closeBtnColorHover\":\"#FFF\",\"closeBtnBackground\":\"rgba(0,0,0,.4)\",\"closeBtnRadius\":\"0\",\"closeBtnMargin\":\"0\",\"closeBtnSize\":\"20\",\"closeBtnPadding\":\"5\",\"closeBtnTextShadow\":\"\",\"closeBtnBorder\":\"\",\"floatingBtnColor\":\"\",\"floatingBtnColorHover\":\"\",\"floatingBtnBackground\":\"\",\"floatingBtnBackgroundHover\":\"\",\"floatingBtnRadius\":\"\",\"floatingBtnMargin\":\"\",\"floatingBtnSize\":\"\",\"floatingBtnPadding\":\"\",\"floatingBtnShadow\":\"\",\"floatingBtnTextShadow\":\"\",\"floatingBtnBorder\":\"\",\"currentPageMarginV\":\"5\",\"currentPageMarginH\":\"5\",\"arrowsAlwaysEnabledForNavigation\":\"false\",\"arrowsDisabledNotFullscreen\":\"true\",\"touchSwipeEnabled\":\"true\",\"fitToWidth\":\"false\",\"rightClickEnabled\":\"true\",\"linkColor\":\"rgba(0, 0, 0, 0)\",\"linkColorHover\":\"rgba(255, 255, 0, 1)\",\"linkOpacity\":\"0.4\",\"linkTarget\":\"_blank\",\"pdfAutoLinks\":\"false\",\"disableRange\":\"false\",\"strings\":{\"print\":\"Print\",\"printLeftPage\":\"Print left page\",\"printRightPage\":\"Print right page\",\"printCurrentPage\":\"Print current page\",\"printAllPages\":\"Print all pages\",\"download\":\"Download\",\"downloadLeftPage\":\"Download left page\",\"downloadRightPage\":\"Download right page\",\"downloadCurrentPage\":\"Download current page\",\"downloadAllPages\":\"Download all pages\",\"bookmarks\":\"Bookmarks\",\"bookmarkLeftPage\":\"Bookmark left page\",\"bookmarkRightPage\":\"Bookmark right page\",\"bookmarkCurrentPage\":\"Bookmark current page\",\"search\":\"Search\",\"findInDocument\":\"Find in document\",\"pagesFoundContaining\":\"pages found containing\",\"noMatches\":\"No matches\",\"matchesFound\":\"matches found\",\"page\":\"Page\",\"matches\":\"matches\",\"thumbnails\":\"Thumbnails\",\"tableOfContent\":\"Table of Contents\",\"share\":\"Share\",\"pressEscToClose\":\"Press ESC to close\",\"password\":\"Password\",\"addNote\":\"Add note\",\"typeInYourNote\":\"Type in your note...\"},\"access\":\"free\",\"backgroundMusic\":\"\",\"cornerCurl\":\"false\",\"pdfTools\":{\"pageHeight\":1500,\"thumbHeight\":200,\"quality\":0.8,\"textLayer\":\"true\",\"autoConvert\":\"true\"},\"slug\":\"\",\"convertPDFLinks\":\"true\",\"convertPDFLinksWithClass\":\"\",\"convertPDFLinksWithoutClass\":\"\",\"overridePDFEmbedder\":\"true\",\"overrideDflip\":\"true\",\"overrideWonderPDFEmbed\":\"true\",\"override3DFlipBook\":\"true\",\"overridePDFjsViewer\":\"true\",\"resumeReading\":\"false\",\"previewPages\":\"\",\"previewMode\":\"\",\"textLayer\":\"false\",\"pdfPageScale\":\"\",\"aspectRatio\":\"2\",\"pdfBrowserViewerIfMobile\":\"false\",\"pdfBrowserViewerFullscreen\":\"true\",\"pdfBrowserViewerFullscreenTarget\":\"_blank\",\"btnTocIfMobile\":\"true\",\"btnThumbsIfMobile\":\"true\",\"btnShareIfMobile\":\"false\",\"btnDownloadPagesIfMobile\":\"true\",\"btnDownloadPdfIfMobile\":\"true\",\"btnSoundIfMobile\":\"false\",\"btnExpandIfMobile\":\"true\",\"btnPrintIfMobile\":\"false\",\"lightboxCSS\":\"\",\"lightboxCloseOnClick\":\"false\",\"btnSelect\":{\"enabled\":\"true\",\"icon\":\"fas fa-i-cursor\",\"icon2\":\"text_format\",\"title\":\"Select tool\"},\"google_plus\":{\"enabled\":\"true\",\"url\":\"\"},\"theme\":\"default\",\"sideBtnColor\":\"#fff\",\"sideBtnBackground\":\"rgba(0,0,0,.3)\",\"sideBtnRadius\":\"0\",\"sideBtnMargin\":\"0\",\"sideBtnSize\":\"30\",\"sideBtnPaddingV\":\"5\",\"sideBtnPaddingH\":\"5\",\"sideBtnShadow\":\"\",\"sideBtnTextShadow\":\"\",\"sideBtnBorder\":\"\",\"closeBtnColor\":\"#FFF\",\"s\":\"\"}<\/script>\n<p style=\"text-align: justify;\"><div class=\"white-space\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3)<\/strong><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><strong>Esiste o sarebbe utile uno standard o un marchio di riferimento anche per le tecnologie di comunicazione per certificarne l\u2019efficienza energetica e\/o la sostenibilit\u00e0 ambientale? (tipo Energy Star nell\u2019informatica o l\u2019etichetta energetica degli elettrodomestici)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sicuramente sarebbe molto utile poich\u00e9 cos\u00ec come gi\u00e0 accade in altri settori, il consumatore avrebbe uno strumento in pi\u00f9 per orientarsi meglio nella scelta degli apparati di rete, magari ponendosi dei quesiti alle problematiche inerenti i loro consumi. Sembra banale ma la maggior parte delle PMI in Italia non si \u00e8 mai posto il problema di adottare delle soluzioni per la riduzione dei costi di consumo energetico dei propri apparati di rete. Dalle parole non sar\u00e0 facile passare ai fatti poich\u00e9 come per ogni standard che si rispetti occorreranno anni per la definizione dei protocolli di valutazione ed attuazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><div class=\"white-space\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4)<\/strong><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><strong>Quali innovazioni tecnologiche possono aiutare la diffusione delle reti di comunicazione in progetti \u2018green\u2019<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sicuramente le tecnologie di \u201csmart sensing\u201d ovvero le applicazioni di sensori e reti di sensori possono contribuire in modo significativo ad un uso pi\u00f9 efficiente delle risorse, affrontare le sfide ambientali e ridurre gli effetti del cambiamento climatico. Negli \u201cSmart Buildings\u201d l\u2019accoppiamento degli standard minimi di efficienza energetica con l&#8217;uso della tecnologia dei sensori pu\u00f2 essere un fattore importante nel ridurre l&#8217;uso di energia elettrica e le emissioni di gas a effetto serra. Tuttavia, effetti di tipo \u201crimbalzo\u201d devono essere presi in considerazione, in particolare nei trasporti. Una maggiore efficienza dovuta all&#8217;utilizzo della tecnologia dei sensori deve essere accompagnata da una gestione della domanda di internalizzare i costi ambientali, ad esempio incoraggiando il cambiamento sistemico nel comportamento dei consumatori e degli utenti educandoli ad un consapevole risparmio energetico. Le politiche e le iniziative del governo, a mio avviso, sono cruciali per favorire gli effetti ambientali positivi scaturiti dell&#8217;uso di sensori e reti di sensori. Una soluzione potrebbe essere un\u2019intensa attivit\u00e0 programmatica che abbia come obiettivo quello di dimostrare e promuovere l&#8217;uso della tecnologia dei sensori mediante progetti pilota mirati ad offrire un valido supporto per lo sviluppo di standard aperti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><div class=\"white-space\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5)<\/strong><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><strong>Avete dei risultati quantitativi da condividere ottenuti in alcuni vostri progetti o dai vostri clienti?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nostra azienda da sempre si \u00e8 occupata di queste tematiche ed \u00e8 stata una delle prime a progettare e costruire dei sistemi embedded per il telecontrollo remoto di apparati con l\u2019obiettivo duale di automatizzare quest\u2019ultimi compatibilmente con il risparmio energetico. Siamo stati tra i primi in Italia ad introdurre nel mercato un sistema capace di controllare i carichi di apparati permettendone l\u2019attivazione e disattivazione in funzione di politiche di risparmio energetico.\u00a0 Oggi le maggiori esigenze dei nostri clienti sono focalizzate verso il monitoraggio dei consumi delle macchine per la produzione. Stiamo mettendo a punto un sistema basato su tecnologie smart sensing che stimiamo permetter\u00e0 un abbattimento dei consumi stimato tra 10 ed il 30 % in funzione delle tipologie di applicazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><div class=\"white-space\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span class=\"underline\">Tavola Rotonda &#8211; Fieldbus &amp; Networks N<\/span><span class=\"underline\">. 82 (Febbraio 2015), pubblicata da\u00a0Stefano Cazzani e Ilaria De Poli <\/span><\/strong><\/p>\n<p>Per scaricare l&#8217;articolo pubblicato sulla rivista seguire il link riportato di seguito <em><a href=\"http:\/\/www.intellisystem.it\/portfolio\/fn-febbraio-2015\/\">http:\/\/www.intellisystem.it\/portfolio\/fn-febbraio-2015\/<\/a><\/em>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019IMPIEGO DI RETI STANDARD, ALCUNE DOTATE DI APPOSITI PROFILI E SPECIFICHE CHE CONSENTONO UN PI\u00d9 EFFICIENTE USO DELL\u2019ENERGIA, PU\u00d2 AIUTARE LE AZIENDE AD AUMENTARE I PROFITTI, RIDUCENDO I CONSUMI E FAVORENDO LA SOSTENIBILIT\u00c0\u00a0 Con Cristian Randieri, Ph.D., presidente e CEO di Intellisystem Technologies; Vittorio Agostinelli, product manager Factory Automation di Panasonic Electric Works Italia; Peter [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":1878,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[140],"tags":[93,92,91],"class_list":["post-1944","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interviste","tag-green-technology","tag-profit-maximization","tag-reduced-costs"],"aioseo_notices":[],"aioseo_head":"\n\t\t<!-- All in One SEO 5.0.2.1 - aioseo.com -->\n\t<meta name=\"description\" content=\"Con Cristian Randieri, Ph.D., presidente e CEO di Intellisystem Technologies (randieri@intellisystem.it - www.intellisystem.it); Vittorio Agostinelli, product manager Factory Automation di Panasonic Electric Works Italia; Peter Lutz, managing director di Sercos International; Paolo Lagan\u00e0, responsabile tecnico di Inlon Engineering; Martin Rostan, direttore esecutivo di ETG - Ethercat Technology Group; John Browett, general manager di Clpa. ---- L\u2019IMPIEGO DI RETI STANDARD, ALCUNE DOTATE DI APPOSITI PROFILI E SPECIFICHE CHE CONSENTONO UN PI\u00d9 EFFICIENTE USO DELL\u2019ENERGIA, PU\u00d2 AIUTARE LE AZIENDE AD AUMENTARE I PROFITTI, RIDUCENDO I CONSUMI E FAVORENDO LA SOSTENIBILIT\u00c0 Ormai da anni si parla di \u2018sostenibilit\u00e0\u2019: di fronte a una crisi economica globale che drena risorse e frena gli investimenti, non si possono pi\u00f9 rimandare i \u2018bilanci\u2019, non si possono pi\u00f9 tollerare gli \u2018sprechi\u2019. La produzione deve essere efficiente, l\u2019energia deve essere utilizzata al meglio, quando serve e dove serve, gli scarti devono essere ridotti al minimo, i lotti devono essere prodotti \u2018just in time\u2019 seguendo flessibilmente le richieste del mercato. Tutto questo richiede innovazione tecnologica, un\u2019innovazione in sistemi e apparati, hardware e soprattutto software, anche e soprattutto a livello di rete e comunicazione dati. Solo cos\u00ec l\u2019azienda pu\u00f2 sfruttare soluzioni, dall\u2019IoT al cloud, che possono renderla pi\u00f9 efficiente e competitiva in un mondo, quello del business, fattosi sempre pi\u00f9 globale e agguerrito sul fronte sia dei prezzi, sia della qualit\u00e0. Ecco dunque che essere \u2018sostenibili\u2019, essere \u2018green\u2019, non pu\u00f2 rappresentare solo un\u2019operazione di facciata, ma deve essere parte di un progetto di pi\u00f9 ampio respiro che coinvolge l\u2019intera azienda e tutti i suoi dipendenti, cambiando il modo di produrre e di intendere la produzione stessa, affinch\u00e9 l\u2019investimento possa ripagarsi e in tempi brevi. Ma vediamo cosa pensano riguardo a questo tema alcuni protagonisti del settore. Oltre l\u2019immagine Fieldbus&amp;Networks: Un investimento in tecnologie \u2018green\u2019 pu\u00f2 dare ritorni economici concreti o \u00e8 solo una questione di immagine? Cristian Randieri, Ph.D., presidente e CEO di Intellisystem Technologies (www.intellisystem.it): \u201cIn generale, quello delle tecnologie \u2018green\u2019 \u00e8 un mercato in crescita un po\u2019 dappertutto: come riportato da pi\u00f9 fonti il settore \u2018clean tech\u2019 continua a registrare nuovi investimenti. Basti pensare che tra il 2007 e il 2010 la crescita in media \u00e8 stata dell\u201911,8% all\u2019anno. E se a livello mondiale il fenomeno \u00e8 quanto mai significativo, lo \u00e8 particolarmente nei Paesi in via di sviluppo, dove pu\u00f2 tradursi in nuove possibilit\u00e0 di esportazione di prodotti \u2018hi-tech made in Italy\u2019, un\u2019occasione sicuramente da non perdere per le aziende italiane che investono in ricerca e innovazione. Penso che il discorso inerente all\u2019immagine sia secondario a quello concreto di produrre nuove tecnologie a basso costo eco-compatibili, poich\u00e9 tra qualche decennio dovremo fare i conti con gli effetti delle varie politiche non eco-sostenibili attuate sinora soprattutto dai Paesi emergenti. Sul fronte del lavoro, poi, le tecnologie \u2018green\u2019 appaiono una scommessa ragionevole per le imprese che offriranno i cosiddetti \u2018green job\u2019, ossia assumendo persone con competenze tecnologiche \u2018green\u2019\u201d. Vittorio Agostinelli, product manager Factory Automation di Panasonic Electric Works Italia (www.panasonic-electricworks.it): \u201cInvestire in tecnologie \u2018green\u2019 per l\u2019efficienza energetica \u2018paga\u2019 in termini economici, in quanto, dopo il periodo di ammortamento dell\u2019investimento, l\u2019azienda ha un elemento in pi\u00f9 a favore per mantenersi competitiva sul mercato, oltre che avere un effettivo ritorno in termini di immagine in termini di marketing. Se per\u00f2 si lavora solo per il ritorno di immagine, tutto si traduce in un mero costo \u2018commerciale-pubblicitario\u2019\u201d. Peter Lutz, managing director di Sercos International (www.sercos.de): \u201cLe aziende possono non solo godere dei benefi ci derivanti dal risparmio, dato direttamente dalla riduzione del consumo energetico, ma anche delle agevolazioni fi scali previste da alcuni governi nazionali. Per esempio, in Germania, fra gli obblighi imposti per ottenere una riduzione delle tasse sull\u2019elettricit\u00e0, figurano la presenza di un sistema di gestone dell\u2019energia conforme alla ISO 50001 e la prova di un effettivo incremento dell\u2019efficienza (al momento dell\u20191,3%). La riduzione pu\u00f2 arrivare anche al 90%\u201d. Paolo Lagan\u00e0, responsabile tecnico di Inlon Engineering (www.inlon.it): \u201cTemo che in questo momento e in questo Paese si tratti soprattutto di un investimento di immagine, nel senso che pu\u00f2 far differenziare il brand aziendale rispetto alla concorrenza. Di per s\u00e9, per\u00f2, difficilmente le tecnologie generano business, se non sono orientate a un immediato ritorno economico\u201d. Martin Rostan, direttore esecutivo di ETG - Ethercat Technology Group (www.ethercat.org): \u201cSebbene Ethercat non sia ancora stato dichiarato una tecnologia \u2018verde\u2019, abbiamo osservato numerosi casi in cui il suo impiego ha portato a un ritorno economico sugli investimenti in termini di efficienza energetica, risparmio di materiali e incremento del ciclo di vita. Non posso affermare al contrario che questo avviene necessariamente per ogni tecnologia che porti l\u2019etichetta \u2018green\u2019\u201d. John Browett, general manager di Clpa (CC-Link Partner Association - Europe - www.clpa-europe.com): \u201cSe si lavora bene gli investimenti in tecnologie \u2018green\u2019 possono generare un effettivo ritorno economico. Molti stanno ormai cominciando a comprendere che l\u2019energia deve essere considerata una materia prima, proprio come il metallo, la plastica o il legno, in quanto il modo in cui viene impiegata ha un impatto diretto sulle performance finanziarie aziendali: una gestione attenta dell\u2019energia dovrebbe essere una priorit\u00e0 per il management. Certo, le realt\u00e0 pi\u00f9 \u2018capaci\u2019 possono poi anche promuovere la propria immagine facendo leva sulla loro abilit\u00e0 di gestire attentamente l\u2019energia. Oltretutto, a volte gli \u2018accorgimenti\u2019 tecnici da prendere per essere pi\u00f9 \u2018sostenibili\u2019 sono fi n banali. Per esempio, alcune aziende hanno dipinto i loro tetti di colore chiaro in modo da riflettere i raggi del Sole. Questo porta a un risparmio anche significativo dell\u2019energia richiesta per far funzionare i sistemi Hvac atti a mantenere il comfort ambientale negli edifici. Le aziende stanno semplicemente cominciando a realizzare che spesso a livello operativo si spreca energia mentre si potrebbe evitarlo. Per esempio, si \u00e8 soliti far funzionare alla massima velocit\u00e0 ventilatori e ventole, regolandone il flusso meccanicamente tramite l\u2019apertura o chiusura di bocchette d\u2019aerazione. Ora alcune aziende hanno capito che \u00e8 pi\u00f9 efficiente usare un inverter per controllare la velocit\u00e0 del motore e produrre gi\u00e0 il flusso d\u2019aria richiesto. L\u2019attivit\u00e0 di questi inverter si pu\u00f2 coordinare tramite una rete, la quale pu\u00f2 anche consentire di monitorare la quantit\u00e0 e il costo dell\u2019energia impiegata per ciascun dispositivo. In questo modo le aziende possono capire in quali ambiti possono risparmiare. Oltretutto, con l\u2019andar del tempo, sar\u00e0 sempre pi\u00f9 diffi cile individuare quali siano le eventuali aree di risparmio. Qui \u00e8 dove le funzionalit\u00e0 di monitoraggio offerte dalle reti che connettono i sistemi principali dell\u2019impianto possono dare un grande aiuto\u201d. Sostenibili e redditizie FN: Come possono le tecnologie di rete aiutare le aziende a combinare sostenibilit\u00e0 e redditivit\u00e0? Browett: \u201cDa quando Ethernet \u00e8 diventato uno standard riconosciuto per le reti industriali, quello della gestione dell\u2019energia ha costituito una delle funzioni per le quali la rete \u00e8 stata pensata. Oggi, molti protocolli Industrial Ethernet, come CC-Link IE, offrono la possibilit\u00e0 di monitorare e controllare l\u2019uso dell\u2019energia in modo economico. La disponibilit\u00e0 di queste funzioni addizionali riduce il CTO, in quanto non \u00e8 pi\u00f9 necessario implementare una rete a parte per assolvere ai compiti legati alla gestione energetica. Questo rende pi\u00f9 facile controllare in modo efficiente la strumentazione industriale, in quanto \u00e8 possibile monitorare il consumo dei singoli dispositivi, cos\u00ec come di macchine specifiche. Questo costituisce un notevole miglioramento rispetto alle metodologie precedenti, che consentivano il monitoraggio solo di una parte dell\u2019impianto. La sostenibilit\u00e0 \u00e8 per\u00f2 pi\u00f9 difficile da ottenere, in quanto a volte dipende da aspetti che sfuggono al controllo aziendale, per esempio come viene generata la corrente elettrica, o come vengono estratte le materie prime ecc. Focalizzandosi per\u00f2 sulle giuste risorse, si pu\u00f2 arrivare anche alla sostenibilit\u00e0. Per raggiungerla alcune aziende stanno investendo in risorse rinnovabili. Questo ha portato, per esempio, al recente incremento delle vendite di pannelli fotovoltaici. Le reti giocano un ruolo importante nel controllo efficiente di queste risorse. Per esempio, si sa che l\u2019output di un pannello fotovoltaico migliora se questo cambia posizione durante il giorno, per avere il maggiore irraggiamento possibile. \u00c8 inoltre chiaro che occorre una rete per monitorare e controllare tutti i pannelli fotovoltaici di un vasto parco installato\u201d. Lagan\u00e0: \u201cIndubbiamente le tecnologie di rete consentono di ottimizzare l\u2019impiego delle risorse e di ampliare e rendere pi\u00f9 efficaci gli strumenti di controllo e analisi, quindi un loro uso intelligente e appropriato non pu\u00f2 che andare a beneficio dell\u2019azienda\u201d. Randieri: \u201cDa sempre il possesso di tecnologie TLC, o tecnologie di rete, sono state vincenti. Oggi alle varie sfi de tecnologiche si aggiunge quella che potremmo definire del \u2018green-networking\u2019; essa, dal punto di vista industriale, enfatizza i concetti di maggiore integrazione, riduzione delle distanze, pi\u00f9 automazione, diminuzione dei costi di esercizio. Il che si traduce in una maggiore sostenibilit\u00e0 e redditivit\u00e0 per chi fa uso di tali tecnologie. Gli sprechi in ambito industriale sono innumerevoli, basti pensare ai lunghi periodi di inattivit\u00e0 dei vari dispositivi di networking durante le ore in cui le aziende non lavorano, o allo spreco di energia legato alla lunghezza dei cavi. Per esempio, qualsiasi switch \u00e8 progettato per supportare sino a 100 m di cavo, quando in media nelle aziende i segmenti sono di 5-10 m. Sarebbe opportuno che lo switch fosse in grado di rilevare la lunghezza del cavo e di regolare conseguentemente i consumi energetici\u201d. Agostinelli: \u201cNell\u2019industria, una delle priorit\u00e0 future riguarder\u00e0 l\u2019attuazione di strategie atte a ottenere un miglioramento dell\u2019effi cienza. Un approccio sistematico alla misura e alla raccolta dati si pu\u00f2 avvalere di dispositivi di misura, come la serie Eco-Power Meter di Panasonic. Sono contatori di energia grazie ai quali, attraverso una porta di comunicazione RS485, si possono mettere a disposizione di altri apparati i dati raccolti. Il sistema di raccolta (PLC) pu\u00f2 eseguire poi il campionamento dei dati dei diversi strumenti tramite una rete cablata o wireless posta all\u2019interno dell\u2019impianto. Dal punto di raccolta si potrebbe avere una rappresentazione locale dei dati ottenuti tramite interfaccia operatore, oppure memorizzare o mettere i dati a disposizione di un livello superiore di raccolta. Quest\u2019ultimo pu\u00f2 essere costituito da PC in rete Ethernet locale (LAN), o da PC in remoto collegabili a PLC tramite diverse metodologie di telecontrollo cablato (Pstn, Adsl ecc.) o wireless (Gprs\/Hspa). La rete che permette il passaggio e la condivisione delle informazioni costituisce dunque un elemento centrale, indispensabile per conoscere l\u2019impianto e\/o sistema, in modo poi da applicarvi le opportune misure, contromisure e gli investimenti\u201d. Rostan: \u201cSe utilizzate correttamente, prestazioni di rete superiori e banda di comunicazione contribuiscono a risparmiare risorse ed energia. Anzitutto le prestazioni: gli utilizzatori di Ethercat, per esempio, riferiscono che, grazie ai brevissimi tempi-ciclo ottenibili mediante questo standard, essi hanno potuto ridurre drasticamente i tempi di attesa e incrementare in tal modo il rendimento dell\u2019impianto in misura superiore all\u2019aumento del consumo di energia. In altre parole, \u00e8 stato ridotto il consumo di energia per singolo pezzo prodotto. Inoltre, la disponibilit\u00e0 di un\u2019ampia banda di comunicazione, come quella messa a disposizione da Ethercat grazie al suo principio di funzionamento, costituisce una premessa per l\u2019integrazione all\u2019interno della rete di tecnologie di misura dell\u2019energia, per il rilevamento e l\u2019ottimizzazione dei consumi nei sistemi esistenti\u201d. Lutz: \u201cIn generale, si pu\u00f2 dire che le tecnologie di rete abbiano un notevole impatto sull\u2019efficienza e le performance, cos\u00ec come sul TCO delle macchine. Il bus di automazione Sercos, per esempio, \u00e8 progettato per offrire performance elevate, alta flessibilit\u00e0 e un\u2019accuratezza dell\u2019ordine di nanosecondi, in modo da essere applicabile a tutti i tipi di applicazione di automazione, anche nelle macchine ad alte prestazioni. La possibilit\u00e0 di utilizzare una rete consolidata e standard per lo scambio dei dati legati al processo (motion, safety, I\/O, visione) porta significativi vantaggi in termini di costi. Al contempo, le reti semplificano la comunicazione fra la periferia delle macchine e i sistemi di supervisione IT, in modo da offrire ulteriori vantaggi potenziali, per esempio legati al condition monitoring e all\u2019ottimizzazione dei processi\u201d. Certificare o no? FN: Sarebbe utile che esistesse uno standard o un marchio riconosciuto per le tecnologie di comunicazione atto a certifi carne l\u2019effi cienza energetica o la sostenibilit\u00e0, come \u2018Energy Star\u2019 per il settore ICT o le \u2018etichette energetiche\u2019 che contraddistinguono gli elettrodomestici? Rostan: \u201cNo, non credo, nel caso delle tecnologie di comunicazione l\u2019efficienza energetica viene conseguita piuttosto in modo indiretto, con il miglioramento del rendimento dell\u2019applicazione, che non sul piano della tecnologia di comunicazione stessa. Per questo motivo una certificazione della tecnologia non credo abbia senso\u201d. Lutz: \u201cUna rete pu\u00f2 offrire determinate funzionalit\u00e0, ma la sfida principale sta poi nella capacit\u00e0 di saperle impiegare al meglio per risparmiare energia o diventare pi\u00f9 sostenibili. Penso che l\u2019introduzione di una sorta di certificazione atta a provare il livello di efficienza energetica e\/o sostenibilit\u00e0 di una rete di per s\u00e9 creerebbe solo confusione\u201d. Lagan\u00e0: \u201cAggiungerei che forse il problema riguarda pi\u00f9 la certificazione dei fornitori, che quella dei prodotti\u201d. Randieri: \u201cRitengo che sarebbe utile, invece, poich\u00e9, cos\u00ec come gi\u00e0 accade in altri settori, il consumatore avrebbe uno strumento in pi\u00f9 per orientarsi meglio nella scelta degli apparati di rete da adottare, magari ponendosi dei quesiti sulle problematiche inerenti ai loro consumi. Sembra banale ma la maggior parte delle PMI in Italia non si \u00e8 mai posto il problema di adottare delle soluzioni per la riduzione dei costi legati ai consumi energetici degli apparati di rete. Dalle parole non sar\u00e0 facile passare ai fatti, occorreranno infatti anni prima che si definiscano dei protocolli di valutazione e attuazione condivisi\u201d. Browett: \u201cL\u2019esigenza di un riconoscimento si sente, in realt\u00e0, e qualcosa in questo senso si sta gi\u00e0 muovendo. Alcune tecnologie di rete, per esempio CC-Link IE, offrono gi\u00e0 delle funzioni particolari per la gestione energetica. Un\u2019azienda che impiega le nostre reti sta gi\u00e0 facendo delle dichiarazioni relative alla loro capacit\u00e0 di gestire l\u2019energia. Ovviamente, questo tipo di asserzioni non sono comparabili con un sistema di certificazione come quello legato al marchio \u2018Energy Star\u2019. Per questo tipo di certificazione di conformit\u00e0 dovrebbero muoversi organismi come OSI o IEC\u201d. L\u2019innovazione tecnologica si fa \u2018green\u2019 FN: Quali innovazioni tecnologiche possono aiutare la diffusione delle reti di comunicazione in progetti \u2018green\u2019? Browett: \u201cPotrebbe sembrare ironico, ma, ovviamente, anche le reti che servono a monitorare e controllare l\u2019uso dell\u2019energia, consumano a loro volta, in qualche modo, energia! Ebbene, i sistemi devono consumare poca energia, altrimenti saranno a loro volta parte del problema, anzich\u00e9 aiutare a risolverlo. Fra le tecnologie che possono supplire in questo figurano, per esempio, quelle legate all\u2019energy harvesting. Grazie a esse un dispositivo di monitoraggio pu\u00f2 letteralmente essere alimentato tramite vibrazioni o altri movimenti, in modo da \u2018auto-alimentarsi\u2019. Del resto, alla fi ne l\u2019aspetto decisivo sar\u00e0 economico, non tecnologico: se verr\u00e0 dimostrato che il ritorno su questo tipo di sistemi si ottiene in un periodo relativamente ragionevole, e poi si continuano a generare ricavi, allora questa sar\u00e0 la strada giusta da percorrere\u201d. Agostinelli: \u201cPi\u00f9 che concentrarsi su tecnologie innovative, sarebbe utile definire quale caratteristica deve avere una tecnologia per una valida e significativa diffusione. Apertura e standardizzazione, per esempio, sono parte integrante delle soluzioni proposte da Panasonic, con l\u2019obiettivo di garantire gli ingenti investimenti allocati dall\u2019utilizzatore per il tempo pi\u00f9 lungo possibile, rendendoli immuni da un\u2019eccessiva dipendenza dai fornitori e da una troppo rapida obsolescenza tecnologica. Ci\u00f2 avviene perch\u00e9 la standardizzazione porta alla creazione di una possibile offerta di pi\u00f9 partner, tutti focalizzati su un\u2019unica soluzione\u201d. Lagan\u00e0: \u201cHo la sensazione che si vada avanti a colpi di annunci e nuove proposte, senza per\u00f2 che vi sia qualcosa di effettivamente consolidato e implementato\u201d. Randieri: \u201cSicuramente le tecnologie di \u2018smart sensing\u2019, ovvero le applicazioni di sensori e reti di sensori, possono contribuire in modo significativo a un uso pi\u00f9 efficiente delle risorse, per affrontare le sfide ambientali e ridurre gli effetti del cambiamento climatico. Negli \u2018smart building\u2019, per esempio, l\u2019accoppiamento degli standard minimi di efficienza energetica con l\u2019uso della tecnologia dei sensori pu\u00f2 essere un fattore importante per ridurre l\u2019uso di energia elettrica e le emissioni di gas a effetto serra. Tuttavia, si devono prendere in considerazione eventuali effetti di tipo \u2018rimbalzo\u2019, in particolare nei trasporti. Una maggiore efficienza dovuta all\u2019impiego della tecnologia dei sensori deve essere accompagnata da una gestione della domanda di internalizzazione dei costi ambientali, per esempio incoraggiando il cambiamento sistematico nel comportamento dei consumatori e degli utenti, educandoli a un consapevole uso dell\u2019energia. Le politiche e le iniziative del governo, a mio avviso, sono cruciali per favorire gli effetti ambientali positivi scaturiti dall\u2019uso di sensori e reti di sensori. Una soluzione potrebbe essere un\u2019intensa attivit\u00e0 programmatica, che abbia come obiettivo quello di dimostrare e promuovere l\u2019uso della tecnologia dei sensori mediante progetti pilota atti a offrire un valido supporto per lo sviluppo di standard aperti\u201d. Lutz: \u201cFieldbus e reti possono essere le architetture \u2018abilitanti\u2019, sulla base delle quali i costruttori di macchine e gli utenti finali implementano progetti \u2018green\u2019. Un buon esempio di questo \u00e8 costituito dal profilo \u2018Energy\u2019 di Sercos. Sercos Energy \u00e8 un profilo implementabile a livello applicativo, che definisce parametri e comandi per la riduzione dei consumi di energia in modo uniforme e indipendente dal fornitore. Pu\u00f2 essere incorporato nei dispositivi Sercos da qualsiasi fornitore. Riduce il consumo di energia in tre modi: riduzione del carico permanente quando macchine\/motori sono in stand by; aggiustamento dinamico del consumo energetico legato al processo in base ai tempi\/dati di completamento \u2018target\u2019, per ottenere un carico parziale pi\u00f9 efficiente; risparmio dell\u2019energia durante il processo spegnando i componenti che non sono necessari in un certo particolare momento o punto del processo (attivit\u00e0 parziale delle macchine)\u201d. Qualche esempio\u2026 FN: Avete dei risultati da condividere, ottenuti in progetti vostri o dei vostri clienti? Randieri: \u201cLa nostra azienda da sempre si \u00e8 occupata di queste tematiche ed \u00e8 stata una delle prime a progettare e costruire dei sistemi embedded per il telecontrollo remoto di apparati, con il duplice obiettivo di automatizzare questi ultimi, compatibilmente con il risparmio energetico. Siamo stati tra i primi in Italia a introdurre un sistema capace di controllare i carichi degli apparati permettendone l\u2019attivazione e disattivazione in funzione delle politiche di risparmio energetico. Oggi, le maggiori esigenze dei nostri clienti sono focalizzate sul monitoraggio dei consumi delle macchine per la produzione. Stiamo mettendo a punto un sistema basato su tecnologie \u2018smart sensing\u2019, che stimiamo permetter\u00e0 un abbattimento dei consumi tra il 10% e il 30% in funzione delle tipologie di applicazione\u201d. Agostinelli: \u201cPrimo fruitore della tecnologia Panasonic \u00e8 la stessa Panasonic. Per cui riporto a titolo di esempio il sistema di monitoraggio realizzato presso l\u2019impianto produttivo di Tastuno, dove, grazie a un sistema di raccolta dati su rete e alla serie Eco-Power Meter, vengono monitorate le varie utenze. In un momento successivo sono state prese le appropriate contromisure. Per la competitivit\u00e0 aziendale, uno dei fronti di analisi \u00e8 proprio la riduzione dei costi e, se si riesce grazie all\u2019efficienza energetica a ottenere una riduzione nei costi dell\u2019energia e un miglioramento dell\u2019immagine aziendale, ci\u00f2 va positivamente a beneficio dell\u2019intera azienda\u201d. Rostan: \u201cUn esempio significativo ci \u00e8 stato riportato da un costruttore di macchine nel settore plastico: grazie alla riduzione dei tempi-ciclo che si \u00e8 potuta ottenere grazie alle prestazioni di Ethercat, \u00e8 stato possibile migliorare la precisione di fabbricazione. Di conseguenza, lo spessore delle pareti delle confezioni di yogurt prodotte \u00e8 stata ridotta. La migrazione a una tecnologia di controllo basata su Ethercat ha portato in questo modo a un risparmio di circa 125 tonnellate di materiale plastico all\u2019anno per singola macchina e a un conseguente risparmio energetico, infatti non \u00e8 stato necessario fondere queste 125 tonnellate di plastica\u2026\u201d.\" \/>\n\t<meta name=\"robots\" content=\"max-image-preview:large\" \/>\n\t<meta name=\"author\" content=\"Cristian Randieri\"\/>\n\t<meta name=\"google-site-verification\" content=\"7NMwsp-N3LHX1jBoRKAjMfXze3ZZVT66ZEDEbn1CTdY\" \/>\n\t<meta name=\"msvalidate.01\" content=\"74F4813546CEAE7E320FAA10BCCB41D3\" \/>\n\t<meta name=\"p:domain_verify\" content=\"81b78776d14b78cb35a05343ddb0f2f8\" \/>\n\t<meta name=\"keywords\" content=\"reduced costs,profit maximization,green technology,randieri,tavola rotonda,interviste\" \/>\n\t<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/green-and-profitable\/\" \/>\n\t<meta name=\"generator\" content=\"All in One SEO (AIOSEO) 5.0.2.1\" \/>\n\t\t<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n\t\t<meta property=\"og:site_name\" content=\"Intellisystem Technologies\" \/>\n\t\t<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n\t\t<meta property=\"og:title\" content=\"Tavola rotonda \u2018Green and profitable\u2019\" \/>\n\t\t<meta property=\"og:description\" content=\"Con Cristian Randieri, Ph.D., presidente e CEO di Intellisystem Technologies (randieri@intellisystem.it - www.intellisystem.it); Vittorio Agostinelli, product manager Factory Automation di Panasonic Electric Works Italia; Peter Lutz, managing director di Sercos International; Paolo Lagan\u00e0, responsabile tecnico di Inlon Engineering; Martin Rostan, direttore esecutivo di ETG - Ethercat Technology Group; John Browett, general manager di Clpa. ---- L\u2019IMPIEGO DI RETI STANDARD, ALCUNE DOTATE DI APPOSITI PROFILI E SPECIFICHE CHE CONSENTONO UN PI\u00d9 EFFICIENTE USO DELL\u2019ENERGIA, PU\u00d2 AIUTARE LE AZIENDE AD AUMENTARE I PROFITTI, RIDUCENDO I CONSUMI E FAVORENDO LA SOSTENIBILIT\u00c0 Ormai da anni si parla di \u2018sostenibilit\u00e0\u2019: di fronte a una crisi economica globale che drena risorse e frena gli investimenti, non si possono pi\u00f9 rimandare i \u2018bilanci\u2019, non si possono pi\u00f9 tollerare gli \u2018sprechi\u2019. La produzione deve essere efficiente, l\u2019energia deve essere utilizzata al meglio, quando serve e dove serve, gli scarti devono essere ridotti al minimo, i lotti devono essere prodotti \u2018just in time\u2019 seguendo flessibilmente le richieste del mercato. Tutto questo richiede innovazione tecnologica, un\u2019innovazione in sistemi e apparati, hardware e soprattutto software, anche e soprattutto a livello di rete e comunicazione dati. Solo cos\u00ec l\u2019azienda pu\u00f2 sfruttare soluzioni, dall\u2019IoT al cloud, che possono renderla pi\u00f9 efficiente e competitiva in un mondo, quello del business, fattosi sempre pi\u00f9 globale e agguerrito sul fronte sia dei prezzi, sia della qualit\u00e0. Ecco dunque che essere \u2018sostenibili\u2019, essere \u2018green\u2019, non pu\u00f2 rappresentare solo un\u2019operazione di facciata, ma deve essere parte di un progetto di pi\u00f9 ampio respiro che coinvolge l\u2019intera azienda e tutti i suoi dipendenti, cambiando il modo di produrre e di intendere la produzione stessa, affinch\u00e9 l\u2019investimento possa ripagarsi e in tempi brevi. Ma vediamo cosa pensano riguardo a questo tema alcuni protagonisti del settore. Oltre l\u2019immagine Fieldbus&amp;Networks: Un investimento in tecnologie \u2018green\u2019 pu\u00f2 dare ritorni economici concreti o \u00e8 solo una questione di immagine? Cristian Randieri, Ph.D., presidente e CEO di Intellisystem Technologies (www.intellisystem.it): \u201cIn generale, quello delle tecnologie \u2018green\u2019 \u00e8 un mercato in crescita un po\u2019 dappertutto: come riportato da pi\u00f9 fonti il settore \u2018clean tech\u2019 continua a registrare nuovi investimenti. Basti pensare che tra il 2007 e il 2010 la crescita in media \u00e8 stata dell\u201911,8% all\u2019anno. E se a livello mondiale il fenomeno \u00e8 quanto mai significativo, lo \u00e8 particolarmente nei Paesi in via di sviluppo, dove pu\u00f2 tradursi in nuove possibilit\u00e0 di esportazione di prodotti \u2018hi-tech made in Italy\u2019, un\u2019occasione sicuramente da non perdere per le aziende italiane che investono in ricerca e innovazione. Penso che il discorso inerente all\u2019immagine sia secondario a quello concreto di produrre nuove tecnologie a basso costo eco-compatibili, poich\u00e9 tra qualche decennio dovremo fare i conti con gli effetti delle varie politiche non eco-sostenibili attuate sinora soprattutto dai Paesi emergenti. Sul fronte del lavoro, poi, le tecnologie \u2018green\u2019 appaiono una scommessa ragionevole per le imprese che offriranno i cosiddetti \u2018green job\u2019, ossia assumendo persone con competenze tecnologiche \u2018green\u2019\u201d. Vittorio Agostinelli, product manager Factory Automation di Panasonic Electric Works Italia (www.panasonic-electricworks.it): \u201cInvestire in tecnologie \u2018green\u2019 per l\u2019efficienza energetica \u2018paga\u2019 in termini economici, in quanto, dopo il periodo di ammortamento dell\u2019investimento, l\u2019azienda ha un elemento in pi\u00f9 a favore per mantenersi competitiva sul mercato, oltre che avere un effettivo ritorno in termini di immagine in termini di marketing. Se per\u00f2 si lavora solo per il ritorno di immagine, tutto si traduce in un mero costo \u2018commerciale-pubblicitario\u2019\u201d. Peter Lutz, managing director di Sercos International (www.sercos.de): \u201cLe aziende possono non solo godere dei benefi ci derivanti dal risparmio, dato direttamente dalla riduzione del consumo energetico, ma anche delle agevolazioni fi scali previste da alcuni governi nazionali. Per esempio, in Germania, fra gli obblighi imposti per ottenere una riduzione delle tasse sull\u2019elettricit\u00e0, figurano la presenza di un sistema di gestone dell\u2019energia conforme alla ISO 50001 e la prova di un effettivo incremento dell\u2019efficienza (al momento dell\u20191,3%). La riduzione pu\u00f2 arrivare anche al 90%\u201d. Paolo Lagan\u00e0, responsabile tecnico di Inlon Engineering (www.inlon.it): \u201cTemo che in questo momento e in questo Paese si tratti soprattutto di un investimento di immagine, nel senso che pu\u00f2 far differenziare il brand aziendale rispetto alla concorrenza. Di per s\u00e9, per\u00f2, difficilmente le tecnologie generano business, se non sono orientate a un immediato ritorno economico\u201d. Martin Rostan, direttore esecutivo di ETG - Ethercat Technology Group (www.ethercat.org): \u201cSebbene Ethercat non sia ancora stato dichiarato una tecnologia \u2018verde\u2019, abbiamo osservato numerosi casi in cui il suo impiego ha portato a un ritorno economico sugli investimenti in termini di efficienza energetica, risparmio di materiali e incremento del ciclo di vita. Non posso affermare al contrario che questo avviene necessariamente per ogni tecnologia che porti l\u2019etichetta \u2018green\u2019\u201d. John Browett, general manager di Clpa (CC-Link Partner Association - Europe - www.clpa-europe.com): \u201cSe si lavora bene gli investimenti in tecnologie \u2018green\u2019 possono generare un effettivo ritorno economico. Molti stanno ormai cominciando a comprendere che l\u2019energia deve essere considerata una materia prima, proprio come il metallo, la plastica o il legno, in quanto il modo in cui viene impiegata ha un impatto diretto sulle performance finanziarie aziendali: una gestione attenta dell\u2019energia dovrebbe essere una priorit\u00e0 per il management. Certo, le realt\u00e0 pi\u00f9 \u2018capaci\u2019 possono poi anche promuovere la propria immagine facendo leva sulla loro abilit\u00e0 di gestire attentamente l\u2019energia. Oltretutto, a volte gli \u2018accorgimenti\u2019 tecnici da prendere per essere pi\u00f9 \u2018sostenibili\u2019 sono fi n banali. Per esempio, alcune aziende hanno dipinto i loro tetti di colore chiaro in modo da riflettere i raggi del Sole. Questo porta a un risparmio anche significativo dell\u2019energia richiesta per far funzionare i sistemi Hvac atti a mantenere il comfort ambientale negli edifici. Le aziende stanno semplicemente cominciando a realizzare che spesso a livello operativo si spreca energia mentre si potrebbe evitarlo. Per esempio, si \u00e8 soliti far funzionare alla massima velocit\u00e0 ventilatori e ventole, regolandone il flusso meccanicamente tramite l\u2019apertura o chiusura di bocchette d\u2019aerazione. Ora alcune aziende hanno capito che \u00e8 pi\u00f9 efficiente usare un inverter per controllare la velocit\u00e0 del motore e produrre gi\u00e0 il flusso d\u2019aria richiesto. L\u2019attivit\u00e0 di questi inverter si pu\u00f2 coordinare tramite una rete, la quale pu\u00f2 anche consentire di monitorare la quantit\u00e0 e il costo dell\u2019energia impiegata per ciascun dispositivo. In questo modo le aziende possono capire in quali ambiti possono risparmiare. Oltretutto, con l\u2019andar del tempo, sar\u00e0 sempre pi\u00f9 diffi cile individuare quali siano le eventuali aree di risparmio. Qui \u00e8 dove le funzionalit\u00e0 di monitoraggio offerte dalle reti che connettono i sistemi principali dell\u2019impianto possono dare un grande aiuto\u201d. Sostenibili e redditizie FN: Come possono le tecnologie di rete aiutare le aziende a combinare sostenibilit\u00e0 e redditivit\u00e0? Browett: \u201cDa quando Ethernet \u00e8 diventato uno standard riconosciuto per le reti industriali, quello della gestione dell\u2019energia ha costituito una delle funzioni per le quali la rete \u00e8 stata pensata. Oggi, molti protocolli Industrial Ethernet, come CC-Link IE, offrono la possibilit\u00e0 di monitorare e controllare l\u2019uso dell\u2019energia in modo economico. La disponibilit\u00e0 di queste funzioni addizionali riduce il CTO, in quanto non \u00e8 pi\u00f9 necessario implementare una rete a parte per assolvere ai compiti legati alla gestione energetica. Questo rende pi\u00f9 facile controllare in modo efficiente la strumentazione industriale, in quanto \u00e8 possibile monitorare il consumo dei singoli dispositivi, cos\u00ec come di macchine specifiche. Questo costituisce un notevole miglioramento rispetto alle metodologie precedenti, che consentivano il monitoraggio solo di una parte dell\u2019impianto. La sostenibilit\u00e0 \u00e8 per\u00f2 pi\u00f9 difficile da ottenere, in quanto a volte dipende da aspetti che sfuggono al controllo aziendale, per esempio come viene generata la corrente elettrica, o come vengono estratte le materie prime ecc. Focalizzandosi per\u00f2 sulle giuste risorse, si pu\u00f2 arrivare anche alla sostenibilit\u00e0. Per raggiungerla alcune aziende stanno investendo in risorse rinnovabili. Questo ha portato, per esempio, al recente incremento delle vendite di pannelli fotovoltaici. Le reti giocano un ruolo importante nel controllo efficiente di queste risorse. Per esempio, si sa che l\u2019output di un pannello fotovoltaico migliora se questo cambia posizione durante il giorno, per avere il maggiore irraggiamento possibile. \u00c8 inoltre chiaro che occorre una rete per monitorare e controllare tutti i pannelli fotovoltaici di un vasto parco installato\u201d. Lagan\u00e0: \u201cIndubbiamente le tecnologie di rete consentono di ottimizzare l\u2019impiego delle risorse e di ampliare e rendere pi\u00f9 efficaci gli strumenti di controllo e analisi, quindi un loro uso intelligente e appropriato non pu\u00f2 che andare a beneficio dell\u2019azienda\u201d. Randieri: \u201cDa sempre il possesso di tecnologie TLC, o tecnologie di rete, sono state vincenti. Oggi alle varie sfi de tecnologiche si aggiunge quella che potremmo definire del \u2018green-networking\u2019; essa, dal punto di vista industriale, enfatizza i concetti di maggiore integrazione, riduzione delle distanze, pi\u00f9 automazione, diminuzione dei costi di esercizio. Il che si traduce in una maggiore sostenibilit\u00e0 e redditivit\u00e0 per chi fa uso di tali tecnologie. Gli sprechi in ambito industriale sono innumerevoli, basti pensare ai lunghi periodi di inattivit\u00e0 dei vari dispositivi di networking durante le ore in cui le aziende non lavorano, o allo spreco di energia legato alla lunghezza dei cavi. Per esempio, qualsiasi switch \u00e8 progettato per supportare sino a 100 m di cavo, quando in media nelle aziende i segmenti sono di 5-10 m. Sarebbe opportuno che lo switch fosse in grado di rilevare la lunghezza del cavo e di regolare conseguentemente i consumi energetici\u201d. Agostinelli: \u201cNell\u2019industria, una delle priorit\u00e0 future riguarder\u00e0 l\u2019attuazione di strategie atte a ottenere un miglioramento dell\u2019effi cienza. Un approccio sistematico alla misura e alla raccolta dati si pu\u00f2 avvalere di dispositivi di misura, come la serie Eco-Power Meter di Panasonic. Sono contatori di energia grazie ai quali, attraverso una porta di comunicazione RS485, si possono mettere a disposizione di altri apparati i dati raccolti. Il sistema di raccolta (PLC) pu\u00f2 eseguire poi il campionamento dei dati dei diversi strumenti tramite una rete cablata o wireless posta all\u2019interno dell\u2019impianto. Dal punto di raccolta si potrebbe avere una rappresentazione locale dei dati ottenuti tramite interfaccia operatore, oppure memorizzare o mettere i dati a disposizione di un livello superiore di raccolta. Quest\u2019ultimo pu\u00f2 essere costituito da PC in rete Ethernet locale (LAN), o da PC in remoto collegabili a PLC tramite diverse metodologie di telecontrollo cablato (Pstn, Adsl ecc.) o wireless (Gprs\/Hspa). La rete che permette il passaggio e la condivisione delle informazioni costituisce dunque un elemento centrale, indispensabile per conoscere l\u2019impianto e\/o sistema, in modo poi da applicarvi le opportune misure, contromisure e gli investimenti\u201d. Rostan: \u201cSe utilizzate correttamente, prestazioni di rete superiori e banda di comunicazione contribuiscono a risparmiare risorse ed energia. Anzitutto le prestazioni: gli utilizzatori di Ethercat, per esempio, riferiscono che, grazie ai brevissimi tempi-ciclo ottenibili mediante questo standard, essi hanno potuto ridurre drasticamente i tempi di attesa e incrementare in tal modo il rendimento dell\u2019impianto in misura superiore all\u2019aumento del consumo di energia. In altre parole, \u00e8 stato ridotto il consumo di energia per singolo pezzo prodotto. Inoltre, la disponibilit\u00e0 di un\u2019ampia banda di comunicazione, come quella messa a disposizione da Ethercat grazie al suo principio di funzionamento, costituisce una premessa per l\u2019integrazione all\u2019interno della rete di tecnologie di misura dell\u2019energia, per il rilevamento e l\u2019ottimizzazione dei consumi nei sistemi esistenti\u201d. Lutz: \u201cIn generale, si pu\u00f2 dire che le tecnologie di rete abbiano un notevole impatto sull\u2019efficienza e le performance, cos\u00ec come sul TCO delle macchine. Il bus di automazione Sercos, per esempio, \u00e8 progettato per offrire performance elevate, alta flessibilit\u00e0 e un\u2019accuratezza dell\u2019ordine di nanosecondi, in modo da essere applicabile a tutti i tipi di applicazione di automazione, anche nelle macchine ad alte prestazioni. La possibilit\u00e0 di utilizzare una rete consolidata e standard per lo scambio dei dati legati al processo (motion, safety, I\/O, visione) porta significativi vantaggi in termini di costi. Al contempo, le reti semplificano la comunicazione fra la periferia delle macchine e i sistemi di supervisione IT, in modo da offrire ulteriori vantaggi potenziali, per esempio legati al condition monitoring e all\u2019ottimizzazione dei processi\u201d. Certificare o no? FN: Sarebbe utile che esistesse uno standard o un marchio riconosciuto per le tecnologie di comunicazione atto a certifi carne l\u2019effi cienza energetica o la sostenibilit\u00e0, come \u2018Energy Star\u2019 per il settore ICT o le \u2018etichette energetiche\u2019 che contraddistinguono gli elettrodomestici? Rostan: \u201cNo, non credo, nel caso delle tecnologie di comunicazione l\u2019efficienza energetica viene conseguita piuttosto in modo indiretto, con il miglioramento del rendimento dell\u2019applicazione, che non sul piano della tecnologia di comunicazione stessa. Per questo motivo una certificazione della tecnologia non credo abbia senso\u201d. Lutz: \u201cUna rete pu\u00f2 offrire determinate funzionalit\u00e0, ma la sfida principale sta poi nella capacit\u00e0 di saperle impiegare al meglio per risparmiare energia o diventare pi\u00f9 sostenibili. Penso che l\u2019introduzione di una sorta di certificazione atta a provare il livello di efficienza energetica e\/o sostenibilit\u00e0 di una rete di per s\u00e9 creerebbe solo confusione\u201d. Lagan\u00e0: \u201cAggiungerei che forse il problema riguarda pi\u00f9 la certificazione dei fornitori, che quella dei prodotti\u201d. Randieri: \u201cRitengo che sarebbe utile, invece, poich\u00e9, cos\u00ec come gi\u00e0 accade in altri settori, il consumatore avrebbe uno strumento in pi\u00f9 per orientarsi meglio nella scelta degli apparati di rete da adottare, magari ponendosi dei quesiti sulle problematiche inerenti ai loro consumi. Sembra banale ma la maggior parte delle PMI in Italia non si \u00e8 mai posto il problema di adottare delle soluzioni per la riduzione dei costi legati ai consumi energetici degli apparati di rete. Dalle parole non sar\u00e0 facile passare ai fatti, occorreranno infatti anni prima che si definiscano dei protocolli di valutazione e attuazione condivisi\u201d. Browett: \u201cL\u2019esigenza di un riconoscimento si sente, in realt\u00e0, e qualcosa in questo senso si sta gi\u00e0 muovendo. Alcune tecnologie di rete, per esempio CC-Link IE, offrono gi\u00e0 delle funzioni particolari per la gestione energetica. Un\u2019azienda che impiega le nostre reti sta gi\u00e0 facendo delle dichiarazioni relative alla loro capacit\u00e0 di gestire l\u2019energia. Ovviamente, questo tipo di asserzioni non sono comparabili con un sistema di certificazione come quello legato al marchio \u2018Energy Star\u2019. Per questo tipo di certificazione di conformit\u00e0 dovrebbero muoversi organismi come OSI o IEC\u201d. L\u2019innovazione tecnologica si fa \u2018green\u2019 FN: Quali innovazioni tecnologiche possono aiutare la diffusione delle reti di comunicazione in progetti \u2018green\u2019? Browett: \u201cPotrebbe sembrare ironico, ma, ovviamente, anche le reti che servono a monitorare e controllare l\u2019uso dell\u2019energia, consumano a loro volta, in qualche modo, energia! Ebbene, i sistemi devono consumare poca energia, altrimenti saranno a loro volta parte del problema, anzich\u00e9 aiutare a risolverlo. Fra le tecnologie che possono supplire in questo figurano, per esempio, quelle legate all\u2019energy harvesting. Grazie a esse un dispositivo di monitoraggio pu\u00f2 letteralmente essere alimentato tramite vibrazioni o altri movimenti, in modo da \u2018auto-alimentarsi\u2019. Del resto, alla fi ne l\u2019aspetto decisivo sar\u00e0 economico, non tecnologico: se verr\u00e0 dimostrato che il ritorno su questo tipo di sistemi si ottiene in un periodo relativamente ragionevole, e poi si continuano a generare ricavi, allora questa sar\u00e0 la strada giusta da percorrere\u201d. Agostinelli: \u201cPi\u00f9 che concentrarsi su tecnologie innovative, sarebbe utile definire quale caratteristica deve avere una tecnologia per una valida e significativa diffusione. Apertura e standardizzazione, per esempio, sono parte integrante delle soluzioni proposte da Panasonic, con l\u2019obiettivo di garantire gli ingenti investimenti allocati dall\u2019utilizzatore per il tempo pi\u00f9 lungo possibile, rendendoli immuni da un\u2019eccessiva dipendenza dai fornitori e da una troppo rapida obsolescenza tecnologica. Ci\u00f2 avviene perch\u00e9 la standardizzazione porta alla creazione di una possibile offerta di pi\u00f9 partner, tutti focalizzati su un\u2019unica soluzione\u201d. Lagan\u00e0: \u201cHo la sensazione che si vada avanti a colpi di annunci e nuove proposte, senza per\u00f2 che vi sia qualcosa di effettivamente consolidato e implementato\u201d. Randieri: \u201cSicuramente le tecnologie di \u2018smart sensing\u2019, ovvero le applicazioni di sensori e reti di sensori, possono contribuire in modo significativo a un uso pi\u00f9 efficiente delle risorse, per affrontare le sfide ambientali e ridurre gli effetti del cambiamento climatico. Negli \u2018smart building\u2019, per esempio, l\u2019accoppiamento degli standard minimi di efficienza energetica con l\u2019uso della tecnologia dei sensori pu\u00f2 essere un fattore importante per ridurre l\u2019uso di energia elettrica e le emissioni di gas a effetto serra. Tuttavia, si devono prendere in considerazione eventuali effetti di tipo \u2018rimbalzo\u2019, in particolare nei trasporti. Una maggiore efficienza dovuta all\u2019impiego della tecnologia dei sensori deve essere accompagnata da una gestione della domanda di internalizzazione dei costi ambientali, per esempio incoraggiando il cambiamento sistematico nel comportamento dei consumatori e degli utenti, educandoli a un consapevole uso dell\u2019energia. Le politiche e le iniziative del governo, a mio avviso, sono cruciali per favorire gli effetti ambientali positivi scaturiti dall\u2019uso di sensori e reti di sensori. Una soluzione potrebbe essere un\u2019intensa attivit\u00e0 programmatica, che abbia come obiettivo quello di dimostrare e promuovere l\u2019uso della tecnologia dei sensori mediante progetti pilota atti a offrire un valido supporto per lo sviluppo di standard aperti\u201d. Lutz: \u201cFieldbus e reti possono essere le architetture \u2018abilitanti\u2019, sulla base delle quali i costruttori di macchine e gli utenti finali implementano progetti \u2018green\u2019. Un buon esempio di questo \u00e8 costituito dal profilo \u2018Energy\u2019 di Sercos. Sercos Energy \u00e8 un profilo implementabile a livello applicativo, che definisce parametri e comandi per la riduzione dei consumi di energia in modo uniforme e indipendente dal fornitore. Pu\u00f2 essere incorporato nei dispositivi Sercos da qualsiasi fornitore. Riduce il consumo di energia in tre modi: riduzione del carico permanente quando macchine\/motori sono in stand by; aggiustamento dinamico del consumo energetico legato al processo in base ai tempi\/dati di completamento \u2018target\u2019, per ottenere un carico parziale pi\u00f9 efficiente; risparmio dell\u2019energia durante il processo spegnando i componenti che non sono necessari in un certo particolare momento o punto del processo (attivit\u00e0 parziale delle macchine)\u201d. Qualche esempio\u2026 FN: Avete dei risultati da condividere, ottenuti in progetti vostri o dei vostri clienti? Randieri: \u201cLa nostra azienda da sempre si \u00e8 occupata di queste tematiche ed \u00e8 stata una delle prime a progettare e costruire dei sistemi embedded per il telecontrollo remoto di apparati, con il duplice obiettivo di automatizzare questi ultimi, compatibilmente con il risparmio energetico. Siamo stati tra i primi in Italia a introdurre un sistema capace di controllare i carichi degli apparati permettendone l\u2019attivazione e disattivazione in funzione delle politiche di risparmio energetico. Oggi, le maggiori esigenze dei nostri clienti sono focalizzate sul monitoraggio dei consumi delle macchine per la produzione. Stiamo mettendo a punto un sistema basato su tecnologie \u2018smart sensing\u2019, che stimiamo permetter\u00e0 un abbattimento dei consumi tra il 10% e il 30% in funzione delle tipologie di applicazione\u201d. Agostinelli: \u201cPrimo fruitore della tecnologia Panasonic \u00e8 la stessa Panasonic. Per cui riporto a titolo di esempio il sistema di monitoraggio realizzato presso l\u2019impianto produttivo di Tastuno, dove, grazie a un sistema di raccolta dati su rete e alla serie Eco-Power Meter, vengono monitorate le varie utenze. In un momento successivo sono state prese le appropriate contromisure. Per la competitivit\u00e0 aziendale, uno dei fronti di analisi \u00e8 proprio la riduzione dei costi e, se si riesce grazie all\u2019efficienza energetica a ottenere una riduzione nei costi dell\u2019energia e un miglioramento dell\u2019immagine aziendale, ci\u00f2 va positivamente a beneficio dell\u2019intera azienda\u201d. Rostan: \u201cUn esempio significativo ci \u00e8 stato riportato da un costruttore di macchine nel settore plastico: grazie alla riduzione dei tempi-ciclo che si \u00e8 potuta ottenere grazie alle prestazioni di Ethercat, \u00e8 stato possibile migliorare la precisione di fabbricazione. Di conseguenza, lo spessore delle pareti delle confezioni di yogurt prodotte \u00e8 stata ridotta. La migrazione a una tecnologia di controllo basata su Ethercat ha portato in questo modo a un risparmio di circa 125 tonnellate di materiale plastico all\u2019anno per singola macchina e a un conseguente risparmio energetico, infatti non \u00e8 stato necessario fondere queste 125 tonnellate di plastica\u2026\u201d.\" \/>\n\t\t<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/green-and-profitable\/\" \/>\n\t\t<meta property=\"fb:app_id\" content=\"928537610592511\" \/>\n\t\t<meta property=\"fb:admins\" content=\"100009340067462\" \/>\n\t\t<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.intellisystem.it\/Intellisystem\/wp-content\/uploads\/Copertine%20Riviste\/Copertine%20Pulse\/fn-febbraio-2015-tavola-rotonda-green-and-profitable-intellisystem-technologies.jpg\" \/>\n\t\t<meta property=\"og:image:secure_url\" content=\"https:\/\/www.intellisystem.it\/Intellisystem\/wp-content\/uploads\/Copertine%20Riviste\/Copertine%20Pulse\/fn-febbraio-2015-tavola-rotonda-green-and-profitable-intellisystem-technologies.jpg\" \/>\n\t\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"700\" \/>\n\t\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"400\" \/>\n\t\t<meta property=\"article:tag\" content=\"reduced costs\" \/>\n\t\t<meta property=\"article:tag\" content=\"profit maximization\" \/>\n\t\t<meta property=\"article:tag\" content=\"green technology\" \/>\n\t\t<meta property=\"article:tag\" content=\"randieri\" \/>\n\t\t<meta property=\"article:tag\" content=\"tavola rotonda\" \/>\n\t\t<meta property=\"article:tag\" content=\"interviste\" \/>\n\t\t<meta property=\"article:published_time\" content=\"2015-05-24T10:10:23+00:00\" \/>\n\t\t<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2017-01-05T16:37:06+00:00\" \/>\n\t\t<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/intellisystem\" \/>\n\t\t<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n\t\t<meta name=\"twitter:site\" content=\"@C_Randieri\" \/>\n\t\t<meta name=\"twitter:title\" content=\"Tavola rotonda \u2018Green and profitable\u2019\" \/>\n\t\t<meta name=\"twitter:description\" content=\"Con Cristian Randieri, Ph.D., presidente e CEO di Intellisystem Technologies (randieri@intellisystem.it - www.intellisystem.it); Vittorio Agostinelli, product manager Factory Automation di Panasonic Electric Works Italia; Peter Lutz, managing director di Sercos International; Paolo Lagan\u00e0, responsabile tecnico di Inlon Engineering; Martin Rostan, direttore esecutivo di ETG - Ethercat Technology Group; John Browett, general manager di Clpa. ---- L\u2019IMPIEGO DI RETI STANDARD, ALCUNE DOTATE DI APPOSITI PROFILI E SPECIFICHE CHE CONSENTONO UN PI\u00d9 EFFICIENTE USO DELL\u2019ENERGIA, PU\u00d2 AIUTARE LE AZIENDE AD AUMENTARE I PROFITTI, RIDUCENDO I CONSUMI E FAVORENDO LA SOSTENIBILIT\u00c0 Ormai da anni si parla di \u2018sostenibilit\u00e0\u2019: di fronte a una crisi economica globale che drena risorse e frena gli investimenti, non si possono pi\u00f9 rimandare i \u2018bilanci\u2019, non si possono pi\u00f9 tollerare gli \u2018sprechi\u2019. La produzione deve essere efficiente, l\u2019energia deve essere utilizzata al meglio, quando serve e dove serve, gli scarti devono essere ridotti al minimo, i lotti devono essere prodotti \u2018just in time\u2019 seguendo flessibilmente le richieste del mercato. Tutto questo richiede innovazione tecnologica, un\u2019innovazione in sistemi e apparati, hardware e soprattutto software, anche e soprattutto a livello di rete e comunicazione dati. Solo cos\u00ec l\u2019azienda pu\u00f2 sfruttare soluzioni, dall\u2019IoT al cloud, che possono renderla pi\u00f9 efficiente e competitiva in un mondo, quello del business, fattosi sempre pi\u00f9 globale e agguerrito sul fronte sia dei prezzi, sia della qualit\u00e0. Ecco dunque che essere \u2018sostenibili\u2019, essere \u2018green\u2019, non pu\u00f2 rappresentare solo un\u2019operazione di facciata, ma deve essere parte di un progetto di pi\u00f9 ampio respiro che coinvolge l\u2019intera azienda e tutti i suoi dipendenti, cambiando il modo di produrre e di intendere la produzione stessa, affinch\u00e9 l\u2019investimento possa ripagarsi e in tempi brevi. Ma vediamo cosa pensano riguardo a questo tema alcuni protagonisti del settore. Oltre l\u2019immagine Fieldbus&amp;Networks: Un investimento in tecnologie \u2018green\u2019 pu\u00f2 dare ritorni economici concreti o \u00e8 solo una questione di immagine? Cristian Randieri, Ph.D., presidente e CEO di Intellisystem Technologies (www.intellisystem.it): \u201cIn generale, quello delle tecnologie \u2018green\u2019 \u00e8 un mercato in crescita un po\u2019 dappertutto: come riportato da pi\u00f9 fonti il settore \u2018clean tech\u2019 continua a registrare nuovi investimenti. Basti pensare che tra il 2007 e il 2010 la crescita in media \u00e8 stata dell\u201911,8% all\u2019anno. E se a livello mondiale il fenomeno \u00e8 quanto mai significativo, lo \u00e8 particolarmente nei Paesi in via di sviluppo, dove pu\u00f2 tradursi in nuove possibilit\u00e0 di esportazione di prodotti \u2018hi-tech made in Italy\u2019, un\u2019occasione sicuramente da non perdere per le aziende italiane che investono in ricerca e innovazione. Penso che il discorso inerente all\u2019immagine sia secondario a quello concreto di produrre nuove tecnologie a basso costo eco-compatibili, poich\u00e9 tra qualche decennio dovremo fare i conti con gli effetti delle varie politiche non eco-sostenibili attuate sinora soprattutto dai Paesi emergenti. Sul fronte del lavoro, poi, le tecnologie \u2018green\u2019 appaiono una scommessa ragionevole per le imprese che offriranno i cosiddetti \u2018green job\u2019, ossia assumendo persone con competenze tecnologiche \u2018green\u2019\u201d. Vittorio Agostinelli, product manager Factory Automation di Panasonic Electric Works Italia (www.panasonic-electricworks.it): \u201cInvestire in tecnologie \u2018green\u2019 per l\u2019efficienza energetica \u2018paga\u2019 in termini economici, in quanto, dopo il periodo di ammortamento dell\u2019investimento, l\u2019azienda ha un elemento in pi\u00f9 a favore per mantenersi competitiva sul mercato, oltre che avere un effettivo ritorno in termini di immagine in termini di marketing. Se per\u00f2 si lavora solo per il ritorno di immagine, tutto si traduce in un mero costo \u2018commerciale-pubblicitario\u2019\u201d. Peter Lutz, managing director di Sercos International (www.sercos.de): \u201cLe aziende possono non solo godere dei benefi ci derivanti dal risparmio, dato direttamente dalla riduzione del consumo energetico, ma anche delle agevolazioni fi scali previste da alcuni governi nazionali. Per esempio, in Germania, fra gli obblighi imposti per ottenere una riduzione delle tasse sull\u2019elettricit\u00e0, figurano la presenza di un sistema di gestone dell\u2019energia conforme alla ISO 50001 e la prova di un effettivo incremento dell\u2019efficienza (al momento dell\u20191,3%). La riduzione pu\u00f2 arrivare anche al 90%\u201d. Paolo Lagan\u00e0, responsabile tecnico di Inlon Engineering (www.inlon.it): \u201cTemo che in questo momento e in questo Paese si tratti soprattutto di un investimento di immagine, nel senso che pu\u00f2 far differenziare il brand aziendale rispetto alla concorrenza. Di per s\u00e9, per\u00f2, difficilmente le tecnologie generano business, se non sono orientate a un immediato ritorno economico\u201d. Martin Rostan, direttore esecutivo di ETG - Ethercat Technology Group (www.ethercat.org): \u201cSebbene Ethercat non sia ancora stato dichiarato una tecnologia \u2018verde\u2019, abbiamo osservato numerosi casi in cui il suo impiego ha portato a un ritorno economico sugli investimenti in termini di efficienza energetica, risparmio di materiali e incremento del ciclo di vita. Non posso affermare al contrario che questo avviene necessariamente per ogni tecnologia che porti l\u2019etichetta \u2018green\u2019\u201d. John Browett, general manager di Clpa (CC-Link Partner Association - Europe - www.clpa-europe.com): \u201cSe si lavora bene gli investimenti in tecnologie \u2018green\u2019 possono generare un effettivo ritorno economico. Molti stanno ormai cominciando a comprendere che l\u2019energia deve essere considerata una materia prima, proprio come il metallo, la plastica o il legno, in quanto il modo in cui viene impiegata ha un impatto diretto sulle performance finanziarie aziendali: una gestione attenta dell\u2019energia dovrebbe essere una priorit\u00e0 per il management. Certo, le realt\u00e0 pi\u00f9 \u2018capaci\u2019 possono poi anche promuovere la propria immagine facendo leva sulla loro abilit\u00e0 di gestire attentamente l\u2019energia. Oltretutto, a volte gli \u2018accorgimenti\u2019 tecnici da prendere per essere pi\u00f9 \u2018sostenibili\u2019 sono fi n banali. Per esempio, alcune aziende hanno dipinto i loro tetti di colore chiaro in modo da riflettere i raggi del Sole. Questo porta a un risparmio anche significativo dell\u2019energia richiesta per far funzionare i sistemi Hvac atti a mantenere il comfort ambientale negli edifici. Le aziende stanno semplicemente cominciando a realizzare che spesso a livello operativo si spreca energia mentre si potrebbe evitarlo. Per esempio, si \u00e8 soliti far funzionare alla massima velocit\u00e0 ventilatori e ventole, regolandone il flusso meccanicamente tramite l\u2019apertura o chiusura di bocchette d\u2019aerazione. Ora alcune aziende hanno capito che \u00e8 pi\u00f9 efficiente usare un inverter per controllare la velocit\u00e0 del motore e produrre gi\u00e0 il flusso d\u2019aria richiesto. L\u2019attivit\u00e0 di questi inverter si pu\u00f2 coordinare tramite una rete, la quale pu\u00f2 anche consentire di monitorare la quantit\u00e0 e il costo dell\u2019energia impiegata per ciascun dispositivo. In questo modo le aziende possono capire in quali ambiti possono risparmiare. Oltretutto, con l\u2019andar del tempo, sar\u00e0 sempre pi\u00f9 diffi cile individuare quali siano le eventuali aree di risparmio. Qui \u00e8 dove le funzionalit\u00e0 di monitoraggio offerte dalle reti che connettono i sistemi principali dell\u2019impianto possono dare un grande aiuto\u201d. Sostenibili e redditizie FN: Come possono le tecnologie di rete aiutare le aziende a combinare sostenibilit\u00e0 e redditivit\u00e0? Browett: \u201cDa quando Ethernet \u00e8 diventato uno standard riconosciuto per le reti industriali, quello della gestione dell\u2019energia ha costituito una delle funzioni per le quali la rete \u00e8 stata pensata. Oggi, molti protocolli Industrial Ethernet, come CC-Link IE, offrono la possibilit\u00e0 di monitorare e controllare l\u2019uso dell\u2019energia in modo economico. La disponibilit\u00e0 di queste funzioni addizionali riduce il CTO, in quanto non \u00e8 pi\u00f9 necessario implementare una rete a parte per assolvere ai compiti legati alla gestione energetica. Questo rende pi\u00f9 facile controllare in modo efficiente la strumentazione industriale, in quanto \u00e8 possibile monitorare il consumo dei singoli dispositivi, cos\u00ec come di macchine specifiche. Questo costituisce un notevole miglioramento rispetto alle metodologie precedenti, che consentivano il monitoraggio solo di una parte dell\u2019impianto. La sostenibilit\u00e0 \u00e8 per\u00f2 pi\u00f9 difficile da ottenere, in quanto a volte dipende da aspetti che sfuggono al controllo aziendale, per esempio come viene generata la corrente elettrica, o come vengono estratte le materie prime ecc. Focalizzandosi per\u00f2 sulle giuste risorse, si pu\u00f2 arrivare anche alla sostenibilit\u00e0. Per raggiungerla alcune aziende stanno investendo in risorse rinnovabili. Questo ha portato, per esempio, al recente incremento delle vendite di pannelli fotovoltaici. Le reti giocano un ruolo importante nel controllo efficiente di queste risorse. Per esempio, si sa che l\u2019output di un pannello fotovoltaico migliora se questo cambia posizione durante il giorno, per avere il maggiore irraggiamento possibile. \u00c8 inoltre chiaro che occorre una rete per monitorare e controllare tutti i pannelli fotovoltaici di un vasto parco installato\u201d. Lagan\u00e0: \u201cIndubbiamente le tecnologie di rete consentono di ottimizzare l\u2019impiego delle risorse e di ampliare e rendere pi\u00f9 efficaci gli strumenti di controllo e analisi, quindi un loro uso intelligente e appropriato non pu\u00f2 che andare a beneficio dell\u2019azienda\u201d. Randieri: \u201cDa sempre il possesso di tecnologie TLC, o tecnologie di rete, sono state vincenti. Oggi alle varie sfi de tecnologiche si aggiunge quella che potremmo definire del \u2018green-networking\u2019; essa, dal punto di vista industriale, enfatizza i concetti di maggiore integrazione, riduzione delle distanze, pi\u00f9 automazione, diminuzione dei costi di esercizio. Il che si traduce in una maggiore sostenibilit\u00e0 e redditivit\u00e0 per chi fa uso di tali tecnologie. Gli sprechi in ambito industriale sono innumerevoli, basti pensare ai lunghi periodi di inattivit\u00e0 dei vari dispositivi di networking durante le ore in cui le aziende non lavorano, o allo spreco di energia legato alla lunghezza dei cavi. Per esempio, qualsiasi switch \u00e8 progettato per supportare sino a 100 m di cavo, quando in media nelle aziende i segmenti sono di 5-10 m. Sarebbe opportuno che lo switch fosse in grado di rilevare la lunghezza del cavo e di regolare conseguentemente i consumi energetici\u201d. Agostinelli: \u201cNell\u2019industria, una delle priorit\u00e0 future riguarder\u00e0 l\u2019attuazione di strategie atte a ottenere un miglioramento dell\u2019effi cienza. Un approccio sistematico alla misura e alla raccolta dati si pu\u00f2 avvalere di dispositivi di misura, come la serie Eco-Power Meter di Panasonic. Sono contatori di energia grazie ai quali, attraverso una porta di comunicazione RS485, si possono mettere a disposizione di altri apparati i dati raccolti. Il sistema di raccolta (PLC) pu\u00f2 eseguire poi il campionamento dei dati dei diversi strumenti tramite una rete cablata o wireless posta all\u2019interno dell\u2019impianto. Dal punto di raccolta si potrebbe avere una rappresentazione locale dei dati ottenuti tramite interfaccia operatore, oppure memorizzare o mettere i dati a disposizione di un livello superiore di raccolta. Quest\u2019ultimo pu\u00f2 essere costituito da PC in rete Ethernet locale (LAN), o da PC in remoto collegabili a PLC tramite diverse metodologie di telecontrollo cablato (Pstn, Adsl ecc.) o wireless (Gprs\/Hspa). La rete che permette il passaggio e la condivisione delle informazioni costituisce dunque un elemento centrale, indispensabile per conoscere l\u2019impianto e\/o sistema, in modo poi da applicarvi le opportune misure, contromisure e gli investimenti\u201d. Rostan: \u201cSe utilizzate correttamente, prestazioni di rete superiori e banda di comunicazione contribuiscono a risparmiare risorse ed energia. Anzitutto le prestazioni: gli utilizzatori di Ethercat, per esempio, riferiscono che, grazie ai brevissimi tempi-ciclo ottenibili mediante questo standard, essi hanno potuto ridurre drasticamente i tempi di attesa e incrementare in tal modo il rendimento dell\u2019impianto in misura superiore all\u2019aumento del consumo di energia. In altre parole, \u00e8 stato ridotto il consumo di energia per singolo pezzo prodotto. Inoltre, la disponibilit\u00e0 di un\u2019ampia banda di comunicazione, come quella messa a disposizione da Ethercat grazie al suo principio di funzionamento, costituisce una premessa per l\u2019integrazione all\u2019interno della rete di tecnologie di misura dell\u2019energia, per il rilevamento e l\u2019ottimizzazione dei consumi nei sistemi esistenti\u201d. Lutz: \u201cIn generale, si pu\u00f2 dire che le tecnologie di rete abbiano un notevole impatto sull\u2019efficienza e le performance, cos\u00ec come sul TCO delle macchine. Il bus di automazione Sercos, per esempio, \u00e8 progettato per offrire performance elevate, alta flessibilit\u00e0 e un\u2019accuratezza dell\u2019ordine di nanosecondi, in modo da essere applicabile a tutti i tipi di applicazione di automazione, anche nelle macchine ad alte prestazioni. La possibilit\u00e0 di utilizzare una rete consolidata e standard per lo scambio dei dati legati al processo (motion, safety, I\/O, visione) porta significativi vantaggi in termini di costi. Al contempo, le reti semplificano la comunicazione fra la periferia delle macchine e i sistemi di supervisione IT, in modo da offrire ulteriori vantaggi potenziali, per esempio legati al condition monitoring e all\u2019ottimizzazione dei processi\u201d. Certificare o no? FN: Sarebbe utile che esistesse uno standard o un marchio riconosciuto per le tecnologie di comunicazione atto a certifi carne l\u2019effi cienza energetica o la sostenibilit\u00e0, come \u2018Energy Star\u2019 per il settore ICT o le \u2018etichette energetiche\u2019 che contraddistinguono gli elettrodomestici? Rostan: \u201cNo, non credo, nel caso delle tecnologie di comunicazione l\u2019efficienza energetica viene conseguita piuttosto in modo indiretto, con il miglioramento del rendimento dell\u2019applicazione, che non sul piano della tecnologia di comunicazione stessa. Per questo motivo una certificazione della tecnologia non credo abbia senso\u201d. Lutz: \u201cUna rete pu\u00f2 offrire determinate funzionalit\u00e0, ma la sfida principale sta poi nella capacit\u00e0 di saperle impiegare al meglio per risparmiare energia o diventare pi\u00f9 sostenibili. Penso che l\u2019introduzione di una sorta di certificazione atta a provare il livello di efficienza energetica e\/o sostenibilit\u00e0 di una rete di per s\u00e9 creerebbe solo confusione\u201d. Lagan\u00e0: \u201cAggiungerei che forse il problema riguarda pi\u00f9 la certificazione dei fornitori, che quella dei prodotti\u201d. Randieri: \u201cRitengo che sarebbe utile, invece, poich\u00e9, cos\u00ec come gi\u00e0 accade in altri settori, il consumatore avrebbe uno strumento in pi\u00f9 per orientarsi meglio nella scelta degli apparati di rete da adottare, magari ponendosi dei quesiti sulle problematiche inerenti ai loro consumi. Sembra banale ma la maggior parte delle PMI in Italia non si \u00e8 mai posto il problema di adottare delle soluzioni per la riduzione dei costi legati ai consumi energetici degli apparati di rete. Dalle parole non sar\u00e0 facile passare ai fatti, occorreranno infatti anni prima che si definiscano dei protocolli di valutazione e attuazione condivisi\u201d. Browett: \u201cL\u2019esigenza di un riconoscimento si sente, in realt\u00e0, e qualcosa in questo senso si sta gi\u00e0 muovendo. Alcune tecnologie di rete, per esempio CC-Link IE, offrono gi\u00e0 delle funzioni particolari per la gestione energetica. Un\u2019azienda che impiega le nostre reti sta gi\u00e0 facendo delle dichiarazioni relative alla loro capacit\u00e0 di gestire l\u2019energia. Ovviamente, questo tipo di asserzioni non sono comparabili con un sistema di certificazione come quello legato al marchio \u2018Energy Star\u2019. Per questo tipo di certificazione di conformit\u00e0 dovrebbero muoversi organismi come OSI o IEC\u201d. L\u2019innovazione tecnologica si fa \u2018green\u2019 FN: Quali innovazioni tecnologiche possono aiutare la diffusione delle reti di comunicazione in progetti \u2018green\u2019? Browett: \u201cPotrebbe sembrare ironico, ma, ovviamente, anche le reti che servono a monitorare e controllare l\u2019uso dell\u2019energia, consumano a loro volta, in qualche modo, energia! Ebbene, i sistemi devono consumare poca energia, altrimenti saranno a loro volta parte del problema, anzich\u00e9 aiutare a risolverlo. Fra le tecnologie che possono supplire in questo figurano, per esempio, quelle legate all\u2019energy harvesting. Grazie a esse un dispositivo di monitoraggio pu\u00f2 letteralmente essere alimentato tramite vibrazioni o altri movimenti, in modo da \u2018auto-alimentarsi\u2019. Del resto, alla fi ne l\u2019aspetto decisivo sar\u00e0 economico, non tecnologico: se verr\u00e0 dimostrato che il ritorno su questo tipo di sistemi si ottiene in un periodo relativamente ragionevole, e poi si continuano a generare ricavi, allora questa sar\u00e0 la strada giusta da percorrere\u201d. Agostinelli: \u201cPi\u00f9 che concentrarsi su tecnologie innovative, sarebbe utile definire quale caratteristica deve avere una tecnologia per una valida e significativa diffusione. Apertura e standardizzazione, per esempio, sono parte integrante delle soluzioni proposte da Panasonic, con l\u2019obiettivo di garantire gli ingenti investimenti allocati dall\u2019utilizzatore per il tempo pi\u00f9 lungo possibile, rendendoli immuni da un\u2019eccessiva dipendenza dai fornitori e da una troppo rapida obsolescenza tecnologica. Ci\u00f2 avviene perch\u00e9 la standardizzazione porta alla creazione di una possibile offerta di pi\u00f9 partner, tutti focalizzati su un\u2019unica soluzione\u201d. Lagan\u00e0: \u201cHo la sensazione che si vada avanti a colpi di annunci e nuove proposte, senza per\u00f2 che vi sia qualcosa di effettivamente consolidato e implementato\u201d. Randieri: \u201cSicuramente le tecnologie di \u2018smart sensing\u2019, ovvero le applicazioni di sensori e reti di sensori, possono contribuire in modo significativo a un uso pi\u00f9 efficiente delle risorse, per affrontare le sfide ambientali e ridurre gli effetti del cambiamento climatico. Negli \u2018smart building\u2019, per esempio, l\u2019accoppiamento degli standard minimi di efficienza energetica con l\u2019uso della tecnologia dei sensori pu\u00f2 essere un fattore importante per ridurre l\u2019uso di energia elettrica e le emissioni di gas a effetto serra. Tuttavia, si devono prendere in considerazione eventuali effetti di tipo \u2018rimbalzo\u2019, in particolare nei trasporti. Una maggiore efficienza dovuta all\u2019impiego della tecnologia dei sensori deve essere accompagnata da una gestione della domanda di internalizzazione dei costi ambientali, per esempio incoraggiando il cambiamento sistematico nel comportamento dei consumatori e degli utenti, educandoli a un consapevole uso dell\u2019energia. Le politiche e le iniziative del governo, a mio avviso, sono cruciali per favorire gli effetti ambientali positivi scaturiti dall\u2019uso di sensori e reti di sensori. Una soluzione potrebbe essere un\u2019intensa attivit\u00e0 programmatica, che abbia come obiettivo quello di dimostrare e promuovere l\u2019uso della tecnologia dei sensori mediante progetti pilota atti a offrire un valido supporto per lo sviluppo di standard aperti\u201d. Lutz: \u201cFieldbus e reti possono essere le architetture \u2018abilitanti\u2019, sulla base delle quali i costruttori di macchine e gli utenti finali implementano progetti \u2018green\u2019. Un buon esempio di questo \u00e8 costituito dal profilo \u2018Energy\u2019 di Sercos. Sercos Energy \u00e8 un profilo implementabile a livello applicativo, che definisce parametri e comandi per la riduzione dei consumi di energia in modo uniforme e indipendente dal fornitore. Pu\u00f2 essere incorporato nei dispositivi Sercos da qualsiasi fornitore. Riduce il consumo di energia in tre modi: riduzione del carico permanente quando macchine\/motori sono in stand by; aggiustamento dinamico del consumo energetico legato al processo in base ai tempi\/dati di completamento \u2018target\u2019, per ottenere un carico parziale pi\u00f9 efficiente; risparmio dell\u2019energia durante il processo spegnando i componenti che non sono necessari in un certo particolare momento o punto del processo (attivit\u00e0 parziale delle macchine)\u201d. Qualche esempio\u2026 FN: Avete dei risultati da condividere, ottenuti in progetti vostri o dei vostri clienti? Randieri: \u201cLa nostra azienda da sempre si \u00e8 occupata di queste tematiche ed \u00e8 stata una delle prime a progettare e costruire dei sistemi embedded per il telecontrollo remoto di apparati, con il duplice obiettivo di automatizzare questi ultimi, compatibilmente con il risparmio energetico. Siamo stati tra i primi in Italia a introdurre un sistema capace di controllare i carichi degli apparati permettendone l\u2019attivazione e disattivazione in funzione delle politiche di risparmio energetico. Oggi, le maggiori esigenze dei nostri clienti sono focalizzate sul monitoraggio dei consumi delle macchine per la produzione. Stiamo mettendo a punto un sistema basato su tecnologie \u2018smart sensing\u2019, che stimiamo permetter\u00e0 un abbattimento dei consumi tra il 10% e il 30% in funzione delle tipologie di applicazione\u201d. Agostinelli: \u201cPrimo fruitore della tecnologia Panasonic \u00e8 la stessa Panasonic. Per cui riporto a titolo di esempio il sistema di monitoraggio realizzato presso l\u2019impianto produttivo di Tastuno, dove, grazie a un sistema di raccolta dati su rete e alla serie Eco-Power Meter, vengono monitorate le varie utenze. In un momento successivo sono state prese le appropriate contromisure. Per la competitivit\u00e0 aziendale, uno dei fronti di analisi \u00e8 proprio la riduzione dei costi e, se si riesce grazie all\u2019efficienza energetica a ottenere una riduzione nei costi dell\u2019energia e un miglioramento dell\u2019immagine aziendale, ci\u00f2 va positivamente a beneficio dell\u2019intera azienda\u201d. Rostan: \u201cUn esempio significativo ci \u00e8 stato riportato da un costruttore di macchine nel settore plastico: grazie alla riduzione dei tempi-ciclo che si \u00e8 potuta ottenere grazie alle prestazioni di Ethercat, \u00e8 stato possibile migliorare la precisione di fabbricazione. Di conseguenza, lo spessore delle pareti delle confezioni di yogurt prodotte \u00e8 stata ridotta. La migrazione a una tecnologia di controllo basata su Ethercat ha portato in questo modo a un risparmio di circa 125 tonnellate di materiale plastico all\u2019anno per singola macchina e a un conseguente risparmio energetico, infatti non \u00e8 stato necessario fondere queste 125 tonnellate di plastica\u2026\u201d.\" \/>\n\t\t<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@C_Randieri\" \/>\n\t\t<meta name=\"twitter:image\" content=\"https:\/\/www.intellisystem.it\/Intellisystem\/wp-content\/uploads\/Copertine Riviste\/Copertine Pulse\/fn-febbraio-2015-tavola-rotonda-green-and-profitable-intellisystem-technologies.jpg\" \/>\n\t\t<script type=\"application\/ld+json\" class=\"aioseo-schema\">\n\t\t\t{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.intellisystem.it\\\/it\\\/green-and-profitable\\\/#article\",\"name\":\"Tavola rotonda \\u2018Green and profitable\\u2019\",\"headline\":\"\\u2018Green and profitable\\u2019: come aumentare i profitti riducendo i consumi\",\"author\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.intellisystem.it\\\/it\\\/author\\\/cristian\\\/#author\"},\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.intellisystem.it\\\/it\\\/#organization\"},\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.intellisystem.it\\\/Intellisystem\\\/wp-content\\\/uploads\\\/Copertine Riviste\\\/Copertine Pulse\\\/fn-febbraio-2015-tavola-rotonda-green-and-profitable-intellisystem-technologies.jpg\",\"width\":700,\"height\":400,\"caption\":\"FN Febbraio 2015 - Tavola Rotonda Green and profitable - Intellisystem Technologies\"},\"datePublished\":\"2015-05-24T12:10:23+02:00\",\"dateModified\":\"2017-01-05T17:37:06+01:00\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.intellisystem.it\\\/it\\\/green-and-profitable\\\/#webpage\"},\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.intellisystem.it\\\/it\\\/green-and-profitable\\\/#webpage\"},\"articleSection\":\"Interviste, Green Technology, Profit Maximization, Reduced Costs\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.intellisystem.it\\\/it\\\/green-and-profitable\\\/#breadcrumblist\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.intellisystem.it\\\/it\\\/#listItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.intellisystem.it\\\/it\\\/\",\"nextItem\":{\"@type\":\"ListItem\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.intellisystem.it\\\/it\\\/category\\\/news\\\/#listItem\",\"name\":\"Ultime News\"}},{\"@type\":\"ListItem\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.intellisystem.it\\\/it\\\/category\\\/news\\\/#listItem\",\"position\":2,\"name\":\"Ultime News\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.intellisystem.it\\\/it\\\/category\\\/news\\\/\",\"nextItem\":{\"@type\":\"ListItem\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.intellisystem.it\\\/it\\\/category\\\/news\\\/interviste\\\/#listItem\",\"name\":\"Interviste\"},\"previousItem\":{\"@type\":\"ListItem\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.intellisystem.it\\\/it\\\/#listItem\",\"name\":\"Home\"}},{\"@type\":\"ListItem\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.intellisystem.it\\\/it\\\/category\\\/news\\\/interviste\\\/#listItem\",\"position\":3,\"name\":\"Interviste\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.intellisystem.it\\\/it\\\/category\\\/news\\\/interviste\\\/\",\"nextItem\":{\"@type\":\"ListItem\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.intellisystem.it\\\/it\\\/green-and-profitable\\\/#listItem\",\"name\":\"\\u2018Green and profitable\\u2019: come aumentare i profitti riducendo i consumi\"},\"previousItem\":{\"@type\":\"ListItem\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.intellisystem.it\\\/it\\\/category\\\/news\\\/#listItem\",\"name\":\"Ultime News\"}},{\"@type\":\"ListItem\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.intellisystem.it\\\/it\\\/green-and-profitable\\\/#listItem\",\"position\":4,\"name\":\"\\u2018Green and profitable\\u2019: come aumentare i profitti riducendo i consumi\",\"previousItem\":{\"@type\":\"ListItem\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.intellisystem.it\\\/it\\\/category\\\/news\\\/interviste\\\/#listItem\",\"name\":\"Interviste\"}}]},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.intellisystem.it\\\/it\\\/#organization\",\"name\":\"Intellisystem Technologies\",\"description\":\"Scienza e tecnologia al tuo servizio!\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.intellisystem.it\\\/it\\\/\",\"telephone\":\"+393351880035\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.intellisystem.it\\\/Intellisystem\\\/wp-content\\\/uploads\\\/Loghi Intellisystem\\\/logo-intellisystem-400x400.jpg\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.intellisystem.it\\\/it\\\/green-and-profitable\\\/#organizationLogo\",\"width\":390,\"height\":390},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.intellisystem.it\\\/it\\\/green-and-profitable\\\/#organizationLogo\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/intellisystem\",\"https:\\\/\\\/twitter.com\\\/C_Randieri\",\"https:\\\/\\\/www.instagram.com\\\/intellisystem\",\"https:\\\/\\\/www.linkedin.com\\\/in\\\/cristianrandieri\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.intellisystem.it\\\/it\\\/author\\\/cristian\\\/#author\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.intellisystem.it\\\/it\\\/author\\\/cristian\\\/\",\"name\":\"Cristian Randieri\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.intellisystem.it\\\/it\\\/green-and-profitable\\\/#authorImage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/74a74549fb5e1f14aba969ab729f21b0d042daa12a2ba417831b32d5a1bc36e0?s=96&d=mm&r=g\",\"width\":96,\"height\":96,\"caption\":\"Cristian Randieri\"}},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.intellisystem.it\\\/it\\\/green-and-profitable\\\/#webpage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.intellisystem.it\\\/it\\\/green-and-profitable\\\/\",\"name\":\"Tavola rotonda \\u2018Green and profitable\\u2019\",\"description\":\"Con Cristian Randieri, Ph.D., presidente e CEO di Intellisystem Technologies (randieri@intellisystem.it - www.intellisystem.it); Vittorio Agostinelli, product manager Factory Automation di Panasonic Electric Works Italia; Peter Lutz, managing director di Sercos International; Paolo Lagan\\u00e0, responsabile tecnico di Inlon Engineering; Martin Rostan, direttore esecutivo di ETG - Ethercat Technology Group; John Browett, general manager di Clpa. ---- L\\u2019IMPIEGO DI RETI STANDARD, ALCUNE DOTATE DI APPOSITI PROFILI E SPECIFICHE CHE CONSENTONO UN PI\\u00d9 EFFICIENTE USO DELL\\u2019ENERGIA, PU\\u00d2 AIUTARE LE AZIENDE AD AUMENTARE I PROFITTI, RIDUCENDO I CONSUMI E FAVORENDO LA SOSTENIBILIT\\u00c0 Ormai da anni si parla di \\u2018sostenibilit\\u00e0\\u2019: di fronte a una crisi economica globale che drena risorse e frena gli investimenti, non si possono pi\\u00f9 rimandare i \\u2018bilanci\\u2019, non si possono pi\\u00f9 tollerare gli \\u2018sprechi\\u2019. La produzione deve essere efficiente, l\\u2019energia deve essere utilizzata al meglio, quando serve e dove serve, gli scarti devono essere ridotti al minimo, i lotti devono essere prodotti \\u2018just in time\\u2019 seguendo flessibilmente le richieste del mercato. Tutto questo richiede innovazione tecnologica, un\\u2019innovazione in sistemi e apparati, hardware e soprattutto software, anche e soprattutto a livello di rete e comunicazione dati. Solo cos\\u00ec l\\u2019azienda pu\\u00f2 sfruttare soluzioni, dall\\u2019IoT al cloud, che possono renderla pi\\u00f9 efficiente e competitiva in un mondo, quello del business, fattosi sempre pi\\u00f9 globale e agguerrito sul fronte sia dei prezzi, sia della qualit\\u00e0. Ecco dunque che essere \\u2018sostenibili\\u2019, essere \\u2018green\\u2019, non pu\\u00f2 rappresentare solo un\\u2019operazione di facciata, ma deve essere parte di un progetto di pi\\u00f9 ampio respiro che coinvolge l\\u2019intera azienda e tutti i suoi dipendenti, cambiando il modo di produrre e di intendere la produzione stessa, affinch\\u00e9 l\\u2019investimento possa ripagarsi e in tempi brevi. Ma vediamo cosa pensano riguardo a questo tema alcuni protagonisti del settore. Oltre l\\u2019immagine Fieldbus&Networks: Un investimento in tecnologie \\u2018green\\u2019 pu\\u00f2 dare ritorni economici concreti o \\u00e8 solo una questione di immagine? Cristian Randieri, Ph.D., presidente e CEO di Intellisystem Technologies (www.intellisystem.it): \\u201cIn generale, quello delle tecnologie \\u2018green\\u2019 \\u00e8 un mercato in crescita un po\\u2019 dappertutto: come riportato da pi\\u00f9 fonti il settore \\u2018clean tech\\u2019 continua a registrare nuovi investimenti. Basti pensare che tra il 2007 e il 2010 la crescita in media \\u00e8 stata dell\\u201911,8% all\\u2019anno. E se a livello mondiale il fenomeno \\u00e8 quanto mai significativo, lo \\u00e8 particolarmente nei Paesi in via di sviluppo, dove pu\\u00f2 tradursi in nuove possibilit\\u00e0 di esportazione di prodotti \\u2018hi-tech made in Italy\\u2019, un\\u2019occasione sicuramente da non perdere per le aziende italiane che investono in ricerca e innovazione. Penso che il discorso inerente all\\u2019immagine sia secondario a quello concreto di produrre nuove tecnologie a basso costo eco-compatibili, poich\\u00e9 tra qualche decennio dovremo fare i conti con gli effetti delle varie politiche non eco-sostenibili attuate sinora soprattutto dai Paesi emergenti. Sul fronte del lavoro, poi, le tecnologie \\u2018green\\u2019 appaiono una scommessa ragionevole per le imprese che offriranno i cosiddetti \\u2018green job\\u2019, ossia assumendo persone con competenze tecnologiche \\u2018green\\u2019\\u201d. Vittorio Agostinelli, product manager Factory Automation di Panasonic Electric Works Italia (www.panasonic-electricworks.it): \\u201cInvestire in tecnologie \\u2018green\\u2019 per l\\u2019efficienza energetica \\u2018paga\\u2019 in termini economici, in quanto, dopo il periodo di ammortamento dell\\u2019investimento, l\\u2019azienda ha un elemento in pi\\u00f9 a favore per mantenersi competitiva sul mercato, oltre che avere un effettivo ritorno in termini di immagine in termini di marketing. Se per\\u00f2 si lavora solo per il ritorno di immagine, tutto si traduce in un mero costo \\u2018commerciale-pubblicitario\\u2019\\u201d. Peter Lutz, managing director di Sercos International (www.sercos.de): \\u201cLe aziende possono non solo godere dei benefi ci derivanti dal risparmio, dato direttamente dalla riduzione del consumo energetico, ma anche delle agevolazioni fi scali previste da alcuni governi nazionali. Per esempio, in Germania, fra gli obblighi imposti per ottenere una riduzione delle tasse sull\\u2019elettricit\\u00e0, figurano la presenza di un sistema di gestone dell\\u2019energia conforme alla ISO 50001 e la prova di un effettivo incremento dell\\u2019efficienza (al momento dell\\u20191,3%). La riduzione pu\\u00f2 arrivare anche al 90%\\u201d. Paolo Lagan\\u00e0, responsabile tecnico di Inlon Engineering (www.inlon.it): \\u201cTemo che in questo momento e in questo Paese si tratti soprattutto di un investimento di immagine, nel senso che pu\\u00f2 far differenziare il brand aziendale rispetto alla concorrenza. Di per s\\u00e9, per\\u00f2, difficilmente le tecnologie generano business, se non sono orientate a un immediato ritorno economico\\u201d. Martin Rostan, direttore esecutivo di ETG - Ethercat Technology Group (www.ethercat.org): \\u201cSebbene Ethercat non sia ancora stato dichiarato una tecnologia \\u2018verde\\u2019, abbiamo osservato numerosi casi in cui il suo impiego ha portato a un ritorno economico sugli investimenti in termini di efficienza energetica, risparmio di materiali e incremento del ciclo di vita. Non posso affermare al contrario che questo avviene necessariamente per ogni tecnologia che porti l\\u2019etichetta \\u2018green\\u2019\\u201d. John Browett, general manager di Clpa (CC-Link Partner Association - Europe - www.clpa-europe.com): \\u201cSe si lavora bene gli investimenti in tecnologie \\u2018green\\u2019 possono generare un effettivo ritorno economico. Molti stanno ormai cominciando a comprendere che l\\u2019energia deve essere considerata una materia prima, proprio come il metallo, la plastica o il legno, in quanto il modo in cui viene impiegata ha un impatto diretto sulle performance finanziarie aziendali: una gestione attenta dell\\u2019energia dovrebbe essere una priorit\\u00e0 per il management. Certo, le realt\\u00e0 pi\\u00f9 \\u2018capaci\\u2019 possono poi anche promuovere la propria immagine facendo leva sulla loro abilit\\u00e0 di gestire attentamente l\\u2019energia. Oltretutto, a volte gli \\u2018accorgimenti\\u2019 tecnici da prendere per essere pi\\u00f9 \\u2018sostenibili\\u2019 sono fi n banali. Per esempio, alcune aziende hanno dipinto i loro tetti di colore chiaro in modo da riflettere i raggi del Sole. Questo porta a un risparmio anche significativo dell\\u2019energia richiesta per far funzionare i sistemi Hvac atti a mantenere il comfort ambientale negli edifici. Le aziende stanno semplicemente cominciando a realizzare che spesso a livello operativo si spreca energia mentre si potrebbe evitarlo. Per esempio, si \\u00e8 soliti far funzionare alla massima velocit\\u00e0 ventilatori e ventole, regolandone il flusso meccanicamente tramite l\\u2019apertura o chiusura di bocchette d\\u2019aerazione. Ora alcune aziende hanno capito che \\u00e8 pi\\u00f9 efficiente usare un inverter per controllare la velocit\\u00e0 del motore e produrre gi\\u00e0 il flusso d\\u2019aria richiesto. L\\u2019attivit\\u00e0 di questi inverter si pu\\u00f2 coordinare tramite una rete, la quale pu\\u00f2 anche consentire di monitorare la quantit\\u00e0 e il costo dell\\u2019energia impiegata per ciascun dispositivo. In questo modo le aziende possono capire in quali ambiti possono risparmiare. Oltretutto, con l\\u2019andar del tempo, sar\\u00e0 sempre pi\\u00f9 diffi cile individuare quali siano le eventuali aree di risparmio. Qui \\u00e8 dove le funzionalit\\u00e0 di monitoraggio offerte dalle reti che connettono i sistemi principali dell\\u2019impianto possono dare un grande aiuto\\u201d. Sostenibili e redditizie FN: Come possono le tecnologie di rete aiutare le aziende a combinare sostenibilit\\u00e0 e redditivit\\u00e0? Browett: \\u201cDa quando Ethernet \\u00e8 diventato uno standard riconosciuto per le reti industriali, quello della gestione dell\\u2019energia ha costituito una delle funzioni per le quali la rete \\u00e8 stata pensata. Oggi, molti protocolli Industrial Ethernet, come CC-Link IE, offrono la possibilit\\u00e0 di monitorare e controllare l\\u2019uso dell\\u2019energia in modo economico. La disponibilit\\u00e0 di queste funzioni addizionali riduce il CTO, in quanto non \\u00e8 pi\\u00f9 necessario implementare una rete a parte per assolvere ai compiti legati alla gestione energetica. Questo rende pi\\u00f9 facile controllare in modo efficiente la strumentazione industriale, in quanto \\u00e8 possibile monitorare il consumo dei singoli dispositivi, cos\\u00ec come di macchine specifiche. Questo costituisce un notevole miglioramento rispetto alle metodologie precedenti, che consentivano il monitoraggio solo di una parte dell\\u2019impianto. La sostenibilit\\u00e0 \\u00e8 per\\u00f2 pi\\u00f9 difficile da ottenere, in quanto a volte dipende da aspetti che sfuggono al controllo aziendale, per esempio come viene generata la corrente elettrica, o come vengono estratte le materie prime ecc. Focalizzandosi per\\u00f2 sulle giuste risorse, si pu\\u00f2 arrivare anche alla sostenibilit\\u00e0. Per raggiungerla alcune aziende stanno investendo in risorse rinnovabili. Questo ha portato, per esempio, al recente incremento delle vendite di pannelli fotovoltaici. Le reti giocano un ruolo importante nel controllo efficiente di queste risorse. Per esempio, si sa che l\\u2019output di un pannello fotovoltaico migliora se questo cambia posizione durante il giorno, per avere il maggiore irraggiamento possibile. \\u00c8 inoltre chiaro che occorre una rete per monitorare e controllare tutti i pannelli fotovoltaici di un vasto parco installato\\u201d. Lagan\\u00e0: \\u201cIndubbiamente le tecnologie di rete consentono di ottimizzare l\\u2019impiego delle risorse e di ampliare e rendere pi\\u00f9 efficaci gli strumenti di controllo e analisi, quindi un loro uso intelligente e appropriato non pu\\u00f2 che andare a beneficio dell\\u2019azienda\\u201d. Randieri: \\u201cDa sempre il possesso di tecnologie TLC, o tecnologie di rete, sono state vincenti. Oggi alle varie sfi de tecnologiche si aggiunge quella che potremmo definire del \\u2018green-networking\\u2019; essa, dal punto di vista industriale, enfatizza i concetti di maggiore integrazione, riduzione delle distanze, pi\\u00f9 automazione, diminuzione dei costi di esercizio. Il che si traduce in una maggiore sostenibilit\\u00e0 e redditivit\\u00e0 per chi fa uso di tali tecnologie. Gli sprechi in ambito industriale sono innumerevoli, basti pensare ai lunghi periodi di inattivit\\u00e0 dei vari dispositivi di networking durante le ore in cui le aziende non lavorano, o allo spreco di energia legato alla lunghezza dei cavi. Per esempio, qualsiasi switch \\u00e8 progettato per supportare sino a 100 m di cavo, quando in media nelle aziende i segmenti sono di 5-10 m. Sarebbe opportuno che lo switch fosse in grado di rilevare la lunghezza del cavo e di regolare conseguentemente i consumi energetici\\u201d. Agostinelli: \\u201cNell\\u2019industria, una delle priorit\\u00e0 future riguarder\\u00e0 l\\u2019attuazione di strategie atte a ottenere un miglioramento dell\\u2019effi cienza. Un approccio sistematico alla misura e alla raccolta dati si pu\\u00f2 avvalere di dispositivi di misura, come la serie Eco-Power Meter di Panasonic. Sono contatori di energia grazie ai quali, attraverso una porta di comunicazione RS485, si possono mettere a disposizione di altri apparati i dati raccolti. Il sistema di raccolta (PLC) pu\\u00f2 eseguire poi il campionamento dei dati dei diversi strumenti tramite una rete cablata o wireless posta all\\u2019interno dell\\u2019impianto. Dal punto di raccolta si potrebbe avere una rappresentazione locale dei dati ottenuti tramite interfaccia operatore, oppure memorizzare o mettere i dati a disposizione di un livello superiore di raccolta. Quest\\u2019ultimo pu\\u00f2 essere costituito da PC in rete Ethernet locale (LAN), o da PC in remoto collegabili a PLC tramite diverse metodologie di telecontrollo cablato (Pstn, Adsl ecc.) o wireless (Gprs\\\/Hspa). La rete che permette il passaggio e la condivisione delle informazioni costituisce dunque un elemento centrale, indispensabile per conoscere l\\u2019impianto e\\\/o sistema, in modo poi da applicarvi le opportune misure, contromisure e gli investimenti\\u201d. Rostan: \\u201cSe utilizzate correttamente, prestazioni di rete superiori e banda di comunicazione contribuiscono a risparmiare risorse ed energia. Anzitutto le prestazioni: gli utilizzatori di Ethercat, per esempio, riferiscono che, grazie ai brevissimi tempi-ciclo ottenibili mediante questo standard, essi hanno potuto ridurre drasticamente i tempi di attesa e incrementare in tal modo il rendimento dell\\u2019impianto in misura superiore all\\u2019aumento del consumo di energia. In altre parole, \\u00e8 stato ridotto il consumo di energia per singolo pezzo prodotto. Inoltre, la disponibilit\\u00e0 di un\\u2019ampia banda di comunicazione, come quella messa a disposizione da Ethercat grazie al suo principio di funzionamento, costituisce una premessa per l\\u2019integrazione all\\u2019interno della rete di tecnologie di misura dell\\u2019energia, per il rilevamento e l\\u2019ottimizzazione dei consumi nei sistemi esistenti\\u201d. Lutz: \\u201cIn generale, si pu\\u00f2 dire che le tecnologie di rete abbiano un notevole impatto sull\\u2019efficienza e le performance, cos\\u00ec come sul TCO delle macchine. Il bus di automazione Sercos, per esempio, \\u00e8 progettato per offrire performance elevate, alta flessibilit\\u00e0 e un\\u2019accuratezza dell\\u2019ordine di nanosecondi, in modo da essere applicabile a tutti i tipi di applicazione di automazione, anche nelle macchine ad alte prestazioni. La possibilit\\u00e0 di utilizzare una rete consolidata e standard per lo scambio dei dati legati al processo (motion, safety, I\\\/O, visione) porta significativi vantaggi in termini di costi. Al contempo, le reti semplificano la comunicazione fra la periferia delle macchine e i sistemi di supervisione IT, in modo da offrire ulteriori vantaggi potenziali, per esempio legati al condition monitoring e all\\u2019ottimizzazione dei processi\\u201d. Certificare o no? FN: Sarebbe utile che esistesse uno standard o un marchio riconosciuto per le tecnologie di comunicazione atto a certifi carne l\\u2019effi cienza energetica o la sostenibilit\\u00e0, come \\u2018Energy Star\\u2019 per il settore ICT o le \\u2018etichette energetiche\\u2019 che contraddistinguono gli elettrodomestici? Rostan: \\u201cNo, non credo, nel caso delle tecnologie di comunicazione l\\u2019efficienza energetica viene conseguita piuttosto in modo indiretto, con il miglioramento del rendimento dell\\u2019applicazione, che non sul piano della tecnologia di comunicazione stessa. Per questo motivo una certificazione della tecnologia non credo abbia senso\\u201d. Lutz: \\u201cUna rete pu\\u00f2 offrire determinate funzionalit\\u00e0, ma la sfida principale sta poi nella capacit\\u00e0 di saperle impiegare al meglio per risparmiare energia o diventare pi\\u00f9 sostenibili. Penso che l\\u2019introduzione di una sorta di certificazione atta a provare il livello di efficienza energetica e\\\/o sostenibilit\\u00e0 di una rete di per s\\u00e9 creerebbe solo confusione\\u201d. Lagan\\u00e0: \\u201cAggiungerei che forse il problema riguarda pi\\u00f9 la certificazione dei fornitori, che quella dei prodotti\\u201d. Randieri: \\u201cRitengo che sarebbe utile, invece, poich\\u00e9, cos\\u00ec come gi\\u00e0 accade in altri settori, il consumatore avrebbe uno strumento in pi\\u00f9 per orientarsi meglio nella scelta degli apparati di rete da adottare, magari ponendosi dei quesiti sulle problematiche inerenti ai loro consumi. Sembra banale ma la maggior parte delle PMI in Italia non si \\u00e8 mai posto il problema di adottare delle soluzioni per la riduzione dei costi legati ai consumi energetici degli apparati di rete. Dalle parole non sar\\u00e0 facile passare ai fatti, occorreranno infatti anni prima che si definiscano dei protocolli di valutazione e attuazione condivisi\\u201d. Browett: \\u201cL\\u2019esigenza di un riconoscimento si sente, in realt\\u00e0, e qualcosa in questo senso si sta gi\\u00e0 muovendo. Alcune tecnologie di rete, per esempio CC-Link IE, offrono gi\\u00e0 delle funzioni particolari per la gestione energetica. Un\\u2019azienda che impiega le nostre reti sta gi\\u00e0 facendo delle dichiarazioni relative alla loro capacit\\u00e0 di gestire l\\u2019energia. Ovviamente, questo tipo di asserzioni non sono comparabili con un sistema di certificazione come quello legato al marchio \\u2018Energy Star\\u2019. Per questo tipo di certificazione di conformit\\u00e0 dovrebbero muoversi organismi come OSI o IEC\\u201d. L\\u2019innovazione tecnologica si fa \\u2018green\\u2019 FN: Quali innovazioni tecnologiche possono aiutare la diffusione delle reti di comunicazione in progetti \\u2018green\\u2019? Browett: \\u201cPotrebbe sembrare ironico, ma, ovviamente, anche le reti che servono a monitorare e controllare l\\u2019uso dell\\u2019energia, consumano a loro volta, in qualche modo, energia! Ebbene, i sistemi devono consumare poca energia, altrimenti saranno a loro volta parte del problema, anzich\\u00e9 aiutare a risolverlo. Fra le tecnologie che possono supplire in questo figurano, per esempio, quelle legate all\\u2019energy harvesting. Grazie a esse un dispositivo di monitoraggio pu\\u00f2 letteralmente essere alimentato tramite vibrazioni o altri movimenti, in modo da \\u2018auto-alimentarsi\\u2019. Del resto, alla fi ne l\\u2019aspetto decisivo sar\\u00e0 economico, non tecnologico: se verr\\u00e0 dimostrato che il ritorno su questo tipo di sistemi si ottiene in un periodo relativamente ragionevole, e poi si continuano a generare ricavi, allora questa sar\\u00e0 la strada giusta da percorrere\\u201d. Agostinelli: \\u201cPi\\u00f9 che concentrarsi su tecnologie innovative, sarebbe utile definire quale caratteristica deve avere una tecnologia per una valida e significativa diffusione. Apertura e standardizzazione, per esempio, sono parte integrante delle soluzioni proposte da Panasonic, con l\\u2019obiettivo di garantire gli ingenti investimenti allocati dall\\u2019utilizzatore per il tempo pi\\u00f9 lungo possibile, rendendoli immuni da un\\u2019eccessiva dipendenza dai fornitori e da una troppo rapida obsolescenza tecnologica. Ci\\u00f2 avviene perch\\u00e9 la standardizzazione porta alla creazione di una possibile offerta di pi\\u00f9 partner, tutti focalizzati su un\\u2019unica soluzione\\u201d. Lagan\\u00e0: \\u201cHo la sensazione che si vada avanti a colpi di annunci e nuove proposte, senza per\\u00f2 che vi sia qualcosa di effettivamente consolidato e implementato\\u201d. Randieri: \\u201cSicuramente le tecnologie di \\u2018smart sensing\\u2019, ovvero le applicazioni di sensori e reti di sensori, possono contribuire in modo significativo a un uso pi\\u00f9 efficiente delle risorse, per affrontare le sfide ambientali e ridurre gli effetti del cambiamento climatico. Negli \\u2018smart building\\u2019, per esempio, l\\u2019accoppiamento degli standard minimi di efficienza energetica con l\\u2019uso della tecnologia dei sensori pu\\u00f2 essere un fattore importante per ridurre l\\u2019uso di energia elettrica e le emissioni di gas a effetto serra. Tuttavia, si devono prendere in considerazione eventuali effetti di tipo \\u2018rimbalzo\\u2019, in particolare nei trasporti. Una maggiore efficienza dovuta all\\u2019impiego della tecnologia dei sensori deve essere accompagnata da una gestione della domanda di internalizzazione dei costi ambientali, per esempio incoraggiando il cambiamento sistematico nel comportamento dei consumatori e degli utenti, educandoli a un consapevole uso dell\\u2019energia. Le politiche e le iniziative del governo, a mio avviso, sono cruciali per favorire gli effetti ambientali positivi scaturiti dall\\u2019uso di sensori e reti di sensori. Una soluzione potrebbe essere un\\u2019intensa attivit\\u00e0 programmatica, che abbia come obiettivo quello di dimostrare e promuovere l\\u2019uso della tecnologia dei sensori mediante progetti pilota atti a offrire un valido supporto per lo sviluppo di standard aperti\\u201d. Lutz: \\u201cFieldbus e reti possono essere le architetture \\u2018abilitanti\\u2019, sulla base delle quali i costruttori di macchine e gli utenti finali implementano progetti \\u2018green\\u2019. Un buon esempio di questo \\u00e8 costituito dal profilo \\u2018Energy\\u2019 di Sercos. Sercos Energy \\u00e8 un profilo implementabile a livello applicativo, che definisce parametri e comandi per la riduzione dei consumi di energia in modo uniforme e indipendente dal fornitore. Pu\\u00f2 essere incorporato nei dispositivi Sercos da qualsiasi fornitore. Riduce il consumo di energia in tre modi: riduzione del carico permanente quando macchine\\\/motori sono in stand by; aggiustamento dinamico del consumo energetico legato al processo in base ai tempi\\\/dati di completamento \\u2018target\\u2019, per ottenere un carico parziale pi\\u00f9 efficiente; risparmio dell\\u2019energia durante il processo spegnando i componenti che non sono necessari in un certo particolare momento o punto del processo (attivit\\u00e0 parziale delle macchine)\\u201d. Qualche esempio\\u2026 FN: Avete dei risultati da condividere, ottenuti in progetti vostri o dei vostri clienti? Randieri: \\u201cLa nostra azienda da sempre si \\u00e8 occupata di queste tematiche ed \\u00e8 stata una delle prime a progettare e costruire dei sistemi embedded per il telecontrollo remoto di apparati, con il duplice obiettivo di automatizzare questi ultimi, compatibilmente con il risparmio energetico. Siamo stati tra i primi in Italia a introdurre un sistema capace di controllare i carichi degli apparati permettendone l\\u2019attivazione e disattivazione in funzione delle politiche di risparmio energetico. Oggi, le maggiori esigenze dei nostri clienti sono focalizzate sul monitoraggio dei consumi delle macchine per la produzione. Stiamo mettendo a punto un sistema basato su tecnologie \\u2018smart sensing\\u2019, che stimiamo permetter\\u00e0 un abbattimento dei consumi tra il 10% e il 30% in funzione delle tipologie di applicazione\\u201d. Agostinelli: \\u201cPrimo fruitore della tecnologia Panasonic \\u00e8 la stessa Panasonic. Per cui riporto a titolo di esempio il sistema di monitoraggio realizzato presso l\\u2019impianto produttivo di Tastuno, dove, grazie a un sistema di raccolta dati su rete e alla serie Eco-Power Meter, vengono monitorate le varie utenze. In un momento successivo sono state prese le appropriate contromisure. Per la competitivit\\u00e0 aziendale, uno dei fronti di analisi \\u00e8 proprio la riduzione dei costi e, se si riesce grazie all\\u2019efficienza energetica a ottenere una riduzione nei costi dell\\u2019energia e un miglioramento dell\\u2019immagine aziendale, ci\\u00f2 va positivamente a beneficio dell\\u2019intera azienda\\u201d. Rostan: \\u201cUn esempio significativo ci \\u00e8 stato riportato da un costruttore di macchine nel settore plastico: grazie alla riduzione dei tempi-ciclo che si \\u00e8 potuta ottenere grazie alle prestazioni di Ethercat, \\u00e8 stato possibile migliorare la precisione di fabbricazione. Di conseguenza, lo spessore delle pareti delle confezioni di yogurt prodotte \\u00e8 stata ridotta. La migrazione a una tecnologia di controllo basata su Ethercat ha portato in questo modo a un risparmio di circa 125 tonnellate di materiale plastico all\\u2019anno per singola macchina e a un conseguente risparmio energetico, infatti non \\u00e8 stato necessario fondere queste 125 tonnellate di plastica\\u2026\\u201d.\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.intellisystem.it\\\/it\\\/#website\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.intellisystem.it\\\/it\\\/green-and-profitable\\\/#breadcrumblist\"},\"author\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.intellisystem.it\\\/it\\\/author\\\/cristian\\\/#author\"},\"creator\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.intellisystem.it\\\/it\\\/author\\\/cristian\\\/#author\"},\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.intellisystem.it\\\/Intellisystem\\\/wp-content\\\/uploads\\\/Copertine Riviste\\\/Copertine Pulse\\\/fn-febbraio-2015-tavola-rotonda-green-and-profitable-intellisystem-technologies.jpg\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.intellisystem.it\\\/it\\\/green-and-profitable\\\/#mainImage\",\"width\":700,\"height\":400,\"caption\":\"FN Febbraio 2015 - Tavola Rotonda Green and profitable - Intellisystem Technologies\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.intellisystem.it\\\/it\\\/green-and-profitable\\\/#mainImage\"},\"datePublished\":\"2015-05-24T12:10:23+02:00\",\"dateModified\":\"2017-01-05T17:37:06+01:00\"},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.intellisystem.it\\\/it\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.intellisystem.it\\\/it\\\/\",\"name\":\"Intellisystem Technologies\",\"description\":\"Scienza e tecnologia al tuo servizio!\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.intellisystem.it\\\/it\\\/#organization\"}}]}\n\t\t<\/script>\n\t\t<!-- All in One SEO -->\n\n","aioseo_head_json":{"title":"Tavola rotonda \u2018Green and profitable\u2019","description":"Con Cristian Randieri, Ph.D., presidente e CEO di Intellisystem Technologies (randieri@intellisystem.it - www.intellisystem.it); Vittorio Agostinelli, product manager Factory Automation di Panasonic Electric Works Italia; Peter Lutz, managing director di Sercos International; Paolo Lagan\u00e0, responsabile tecnico di Inlon Engineering; Martin Rostan, direttore esecutivo di ETG - Ethercat Technology Group; John Browett, general manager di Clpa. ---- L\u2019IMPIEGO DI RETI STANDARD, ALCUNE DOTATE DI APPOSITI PROFILI E SPECIFICHE CHE CONSENTONO UN PI\u00d9 EFFICIENTE USO DELL\u2019ENERGIA, PU\u00d2 AIUTARE LE AZIENDE AD AUMENTARE I PROFITTI, RIDUCENDO I CONSUMI E FAVORENDO LA SOSTENIBILIT\u00c0 Ormai da anni si parla di \u2018sostenibilit\u00e0\u2019: di fronte a una crisi economica globale che drena risorse e frena gli investimenti, non si possono pi\u00f9 rimandare i \u2018bilanci\u2019, non si possono pi\u00f9 tollerare gli \u2018sprechi\u2019. La produzione deve essere efficiente, l\u2019energia deve essere utilizzata al meglio, quando serve e dove serve, gli scarti devono essere ridotti al minimo, i lotti devono essere prodotti \u2018just in time\u2019 seguendo flessibilmente le richieste del mercato. Tutto questo richiede innovazione tecnologica, un\u2019innovazione in sistemi e apparati, hardware e soprattutto software, anche e soprattutto a livello di rete e comunicazione dati. Solo cos\u00ec l\u2019azienda pu\u00f2 sfruttare soluzioni, dall\u2019IoT al cloud, che possono renderla pi\u00f9 efficiente e competitiva in un mondo, quello del business, fattosi sempre pi\u00f9 globale e agguerrito sul fronte sia dei prezzi, sia della qualit\u00e0. Ecco dunque che essere \u2018sostenibili\u2019, essere \u2018green\u2019, non pu\u00f2 rappresentare solo un\u2019operazione di facciata, ma deve essere parte di un progetto di pi\u00f9 ampio respiro che coinvolge l\u2019intera azienda e tutti i suoi dipendenti, cambiando il modo di produrre e di intendere la produzione stessa, affinch\u00e9 l\u2019investimento possa ripagarsi e in tempi brevi. Ma vediamo cosa pensano riguardo a questo tema alcuni protagonisti del settore. Oltre l\u2019immagine Fieldbus&Networks: Un investimento in tecnologie \u2018green\u2019 pu\u00f2 dare ritorni economici concreti o \u00e8 solo una questione di immagine? Cristian Randieri, Ph.D., presidente e CEO di Intellisystem Technologies (www.intellisystem.it): \u201cIn generale, quello delle tecnologie \u2018green\u2019 \u00e8 un mercato in crescita un po\u2019 dappertutto: come riportato da pi\u00f9 fonti il settore \u2018clean tech\u2019 continua a registrare nuovi investimenti. Basti pensare che tra il 2007 e il 2010 la crescita in media \u00e8 stata dell\u201911,8% all\u2019anno. E se a livello mondiale il fenomeno \u00e8 quanto mai significativo, lo \u00e8 particolarmente nei Paesi in via di sviluppo, dove pu\u00f2 tradursi in nuove possibilit\u00e0 di esportazione di prodotti \u2018hi-tech made in Italy\u2019, un\u2019occasione sicuramente da non perdere per le aziende italiane che investono in ricerca e innovazione. Penso che il discorso inerente all\u2019immagine sia secondario a quello concreto di produrre nuove tecnologie a basso costo eco-compatibili, poich\u00e9 tra qualche decennio dovremo fare i conti con gli effetti delle varie politiche non eco-sostenibili attuate sinora soprattutto dai Paesi emergenti. Sul fronte del lavoro, poi, le tecnologie \u2018green\u2019 appaiono una scommessa ragionevole per le imprese che offriranno i cosiddetti \u2018green job\u2019, ossia assumendo persone con competenze tecnologiche \u2018green\u2019\u201d. Vittorio Agostinelli, product manager Factory Automation di Panasonic Electric Works Italia (www.panasonic-electricworks.it): \u201cInvestire in tecnologie \u2018green\u2019 per l\u2019efficienza energetica \u2018paga\u2019 in termini economici, in quanto, dopo il periodo di ammortamento dell\u2019investimento, l\u2019azienda ha un elemento in pi\u00f9 a favore per mantenersi competitiva sul mercato, oltre che avere un effettivo ritorno in termini di immagine in termini di marketing. Se per\u00f2 si lavora solo per il ritorno di immagine, tutto si traduce in un mero costo \u2018commerciale-pubblicitario\u2019\u201d. Peter Lutz, managing director di Sercos International (www.sercos.de): \u201cLe aziende possono non solo godere dei benefi ci derivanti dal risparmio, dato direttamente dalla riduzione del consumo energetico, ma anche delle agevolazioni fi scali previste da alcuni governi nazionali. Per esempio, in Germania, fra gli obblighi imposti per ottenere una riduzione delle tasse sull\u2019elettricit\u00e0, figurano la presenza di un sistema di gestone dell\u2019energia conforme alla ISO 50001 e la prova di un effettivo incremento dell\u2019efficienza (al momento dell\u20191,3%). La riduzione pu\u00f2 arrivare anche al 90%\u201d. Paolo Lagan\u00e0, responsabile tecnico di Inlon Engineering (www.inlon.it): \u201cTemo che in questo momento e in questo Paese si tratti soprattutto di un investimento di immagine, nel senso che pu\u00f2 far differenziare il brand aziendale rispetto alla concorrenza. Di per s\u00e9, per\u00f2, difficilmente le tecnologie generano business, se non sono orientate a un immediato ritorno economico\u201d. Martin Rostan, direttore esecutivo di ETG - Ethercat Technology Group (www.ethercat.org): \u201cSebbene Ethercat non sia ancora stato dichiarato una tecnologia \u2018verde\u2019, abbiamo osservato numerosi casi in cui il suo impiego ha portato a un ritorno economico sugli investimenti in termini di efficienza energetica, risparmio di materiali e incremento del ciclo di vita. Non posso affermare al contrario che questo avviene necessariamente per ogni tecnologia che porti l\u2019etichetta \u2018green\u2019\u201d. John Browett, general manager di Clpa (CC-Link Partner Association - Europe - www.clpa-europe.com): \u201cSe si lavora bene gli investimenti in tecnologie \u2018green\u2019 possono generare un effettivo ritorno economico. Molti stanno ormai cominciando a comprendere che l\u2019energia deve essere considerata una materia prima, proprio come il metallo, la plastica o il legno, in quanto il modo in cui viene impiegata ha un impatto diretto sulle performance finanziarie aziendali: una gestione attenta dell\u2019energia dovrebbe essere una priorit\u00e0 per il management. Certo, le realt\u00e0 pi\u00f9 \u2018capaci\u2019 possono poi anche promuovere la propria immagine facendo leva sulla loro abilit\u00e0 di gestire attentamente l\u2019energia. Oltretutto, a volte gli \u2018accorgimenti\u2019 tecnici da prendere per essere pi\u00f9 \u2018sostenibili\u2019 sono fi n banali. Per esempio, alcune aziende hanno dipinto i loro tetti di colore chiaro in modo da riflettere i raggi del Sole. Questo porta a un risparmio anche significativo dell\u2019energia richiesta per far funzionare i sistemi Hvac atti a mantenere il comfort ambientale negli edifici. Le aziende stanno semplicemente cominciando a realizzare che spesso a livello operativo si spreca energia mentre si potrebbe evitarlo. Per esempio, si \u00e8 soliti far funzionare alla massima velocit\u00e0 ventilatori e ventole, regolandone il flusso meccanicamente tramite l\u2019apertura o chiusura di bocchette d\u2019aerazione. Ora alcune aziende hanno capito che \u00e8 pi\u00f9 efficiente usare un inverter per controllare la velocit\u00e0 del motore e produrre gi\u00e0 il flusso d\u2019aria richiesto. L\u2019attivit\u00e0 di questi inverter si pu\u00f2 coordinare tramite una rete, la quale pu\u00f2 anche consentire di monitorare la quantit\u00e0 e il costo dell\u2019energia impiegata per ciascun dispositivo. In questo modo le aziende possono capire in quali ambiti possono risparmiare. Oltretutto, con l\u2019andar del tempo, sar\u00e0 sempre pi\u00f9 diffi cile individuare quali siano le eventuali aree di risparmio. Qui \u00e8 dove le funzionalit\u00e0 di monitoraggio offerte dalle reti che connettono i sistemi principali dell\u2019impianto possono dare un grande aiuto\u201d. Sostenibili e redditizie FN: Come possono le tecnologie di rete aiutare le aziende a combinare sostenibilit\u00e0 e redditivit\u00e0? Browett: \u201cDa quando Ethernet \u00e8 diventato uno standard riconosciuto per le reti industriali, quello della gestione dell\u2019energia ha costituito una delle funzioni per le quali la rete \u00e8 stata pensata. Oggi, molti protocolli Industrial Ethernet, come CC-Link IE, offrono la possibilit\u00e0 di monitorare e controllare l\u2019uso dell\u2019energia in modo economico. La disponibilit\u00e0 di queste funzioni addizionali riduce il CTO, in quanto non \u00e8 pi\u00f9 necessario implementare una rete a parte per assolvere ai compiti legati alla gestione energetica. Questo rende pi\u00f9 facile controllare in modo efficiente la strumentazione industriale, in quanto \u00e8 possibile monitorare il consumo dei singoli dispositivi, cos\u00ec come di macchine specifiche. Questo costituisce un notevole miglioramento rispetto alle metodologie precedenti, che consentivano il monitoraggio solo di una parte dell\u2019impianto. La sostenibilit\u00e0 \u00e8 per\u00f2 pi\u00f9 difficile da ottenere, in quanto a volte dipende da aspetti che sfuggono al controllo aziendale, per esempio come viene generata la corrente elettrica, o come vengono estratte le materie prime ecc. Focalizzandosi per\u00f2 sulle giuste risorse, si pu\u00f2 arrivare anche alla sostenibilit\u00e0. Per raggiungerla alcune aziende stanno investendo in risorse rinnovabili. Questo ha portato, per esempio, al recente incremento delle vendite di pannelli fotovoltaici. Le reti giocano un ruolo importante nel controllo efficiente di queste risorse. Per esempio, si sa che l\u2019output di un pannello fotovoltaico migliora se questo cambia posizione durante il giorno, per avere il maggiore irraggiamento possibile. \u00c8 inoltre chiaro che occorre una rete per monitorare e controllare tutti i pannelli fotovoltaici di un vasto parco installato\u201d. Lagan\u00e0: \u201cIndubbiamente le tecnologie di rete consentono di ottimizzare l\u2019impiego delle risorse e di ampliare e rendere pi\u00f9 efficaci gli strumenti di controllo e analisi, quindi un loro uso intelligente e appropriato non pu\u00f2 che andare a beneficio dell\u2019azienda\u201d. Randieri: \u201cDa sempre il possesso di tecnologie TLC, o tecnologie di rete, sono state vincenti. Oggi alle varie sfi de tecnologiche si aggiunge quella che potremmo definire del \u2018green-networking\u2019; essa, dal punto di vista industriale, enfatizza i concetti di maggiore integrazione, riduzione delle distanze, pi\u00f9 automazione, diminuzione dei costi di esercizio. Il che si traduce in una maggiore sostenibilit\u00e0 e redditivit\u00e0 per chi fa uso di tali tecnologie. Gli sprechi in ambito industriale sono innumerevoli, basti pensare ai lunghi periodi di inattivit\u00e0 dei vari dispositivi di networking durante le ore in cui le aziende non lavorano, o allo spreco di energia legato alla lunghezza dei cavi. Per esempio, qualsiasi switch \u00e8 progettato per supportare sino a 100 m di cavo, quando in media nelle aziende i segmenti sono di 5-10 m. Sarebbe opportuno che lo switch fosse in grado di rilevare la lunghezza del cavo e di regolare conseguentemente i consumi energetici\u201d. Agostinelli: \u201cNell\u2019industria, una delle priorit\u00e0 future riguarder\u00e0 l\u2019attuazione di strategie atte a ottenere un miglioramento dell\u2019effi cienza. Un approccio sistematico alla misura e alla raccolta dati si pu\u00f2 avvalere di dispositivi di misura, come la serie Eco-Power Meter di Panasonic. Sono contatori di energia grazie ai quali, attraverso una porta di comunicazione RS485, si possono mettere a disposizione di altri apparati i dati raccolti. Il sistema di raccolta (PLC) pu\u00f2 eseguire poi il campionamento dei dati dei diversi strumenti tramite una rete cablata o wireless posta all\u2019interno dell\u2019impianto. Dal punto di raccolta si potrebbe avere una rappresentazione locale dei dati ottenuti tramite interfaccia operatore, oppure memorizzare o mettere i dati a disposizione di un livello superiore di raccolta. Quest\u2019ultimo pu\u00f2 essere costituito da PC in rete Ethernet locale (LAN), o da PC in remoto collegabili a PLC tramite diverse metodologie di telecontrollo cablato (Pstn, Adsl ecc.) o wireless (Gprs\/Hspa). La rete che permette il passaggio e la condivisione delle informazioni costituisce dunque un elemento centrale, indispensabile per conoscere l\u2019impianto e\/o sistema, in modo poi da applicarvi le opportune misure, contromisure e gli investimenti\u201d. Rostan: \u201cSe utilizzate correttamente, prestazioni di rete superiori e banda di comunicazione contribuiscono a risparmiare risorse ed energia. Anzitutto le prestazioni: gli utilizzatori di Ethercat, per esempio, riferiscono che, grazie ai brevissimi tempi-ciclo ottenibili mediante questo standard, essi hanno potuto ridurre drasticamente i tempi di attesa e incrementare in tal modo il rendimento dell\u2019impianto in misura superiore all\u2019aumento del consumo di energia. In altre parole, \u00e8 stato ridotto il consumo di energia per singolo pezzo prodotto. Inoltre, la disponibilit\u00e0 di un\u2019ampia banda di comunicazione, come quella messa a disposizione da Ethercat grazie al suo principio di funzionamento, costituisce una premessa per l\u2019integrazione all\u2019interno della rete di tecnologie di misura dell\u2019energia, per il rilevamento e l\u2019ottimizzazione dei consumi nei sistemi esistenti\u201d. Lutz: \u201cIn generale, si pu\u00f2 dire che le tecnologie di rete abbiano un notevole impatto sull\u2019efficienza e le performance, cos\u00ec come sul TCO delle macchine. Il bus di automazione Sercos, per esempio, \u00e8 progettato per offrire performance elevate, alta flessibilit\u00e0 e un\u2019accuratezza dell\u2019ordine di nanosecondi, in modo da essere applicabile a tutti i tipi di applicazione di automazione, anche nelle macchine ad alte prestazioni. La possibilit\u00e0 di utilizzare una rete consolidata e standard per lo scambio dei dati legati al processo (motion, safety, I\/O, visione) porta significativi vantaggi in termini di costi. Al contempo, le reti semplificano la comunicazione fra la periferia delle macchine e i sistemi di supervisione IT, in modo da offrire ulteriori vantaggi potenziali, per esempio legati al condition monitoring e all\u2019ottimizzazione dei processi\u201d. Certificare o no? FN: Sarebbe utile che esistesse uno standard o un marchio riconosciuto per le tecnologie di comunicazione atto a certifi carne l\u2019effi cienza energetica o la sostenibilit\u00e0, come \u2018Energy Star\u2019 per il settore ICT o le \u2018etichette energetiche\u2019 che contraddistinguono gli elettrodomestici? Rostan: \u201cNo, non credo, nel caso delle tecnologie di comunicazione l\u2019efficienza energetica viene conseguita piuttosto in modo indiretto, con il miglioramento del rendimento dell\u2019applicazione, che non sul piano della tecnologia di comunicazione stessa. Per questo motivo una certificazione della tecnologia non credo abbia senso\u201d. Lutz: \u201cUna rete pu\u00f2 offrire determinate funzionalit\u00e0, ma la sfida principale sta poi nella capacit\u00e0 di saperle impiegare al meglio per risparmiare energia o diventare pi\u00f9 sostenibili. Penso che l\u2019introduzione di una sorta di certificazione atta a provare il livello di efficienza energetica e\/o sostenibilit\u00e0 di una rete di per s\u00e9 creerebbe solo confusione\u201d. Lagan\u00e0: \u201cAggiungerei che forse il problema riguarda pi\u00f9 la certificazione dei fornitori, che quella dei prodotti\u201d. Randieri: \u201cRitengo che sarebbe utile, invece, poich\u00e9, cos\u00ec come gi\u00e0 accade in altri settori, il consumatore avrebbe uno strumento in pi\u00f9 per orientarsi meglio nella scelta degli apparati di rete da adottare, magari ponendosi dei quesiti sulle problematiche inerenti ai loro consumi. Sembra banale ma la maggior parte delle PMI in Italia non si \u00e8 mai posto il problema di adottare delle soluzioni per la riduzione dei costi legati ai consumi energetici degli apparati di rete. Dalle parole non sar\u00e0 facile passare ai fatti, occorreranno infatti anni prima che si definiscano dei protocolli di valutazione e attuazione condivisi\u201d. Browett: \u201cL\u2019esigenza di un riconoscimento si sente, in realt\u00e0, e qualcosa in questo senso si sta gi\u00e0 muovendo. Alcune tecnologie di rete, per esempio CC-Link IE, offrono gi\u00e0 delle funzioni particolari per la gestione energetica. Un\u2019azienda che impiega le nostre reti sta gi\u00e0 facendo delle dichiarazioni relative alla loro capacit\u00e0 di gestire l\u2019energia. Ovviamente, questo tipo di asserzioni non sono comparabili con un sistema di certificazione come quello legato al marchio \u2018Energy Star\u2019. Per questo tipo di certificazione di conformit\u00e0 dovrebbero muoversi organismi come OSI o IEC\u201d. L\u2019innovazione tecnologica si fa \u2018green\u2019 FN: Quali innovazioni tecnologiche possono aiutare la diffusione delle reti di comunicazione in progetti \u2018green\u2019? Browett: \u201cPotrebbe sembrare ironico, ma, ovviamente, anche le reti che servono a monitorare e controllare l\u2019uso dell\u2019energia, consumano a loro volta, in qualche modo, energia! Ebbene, i sistemi devono consumare poca energia, altrimenti saranno a loro volta parte del problema, anzich\u00e9 aiutare a risolverlo. Fra le tecnologie che possono supplire in questo figurano, per esempio, quelle legate all\u2019energy harvesting. Grazie a esse un dispositivo di monitoraggio pu\u00f2 letteralmente essere alimentato tramite vibrazioni o altri movimenti, in modo da \u2018auto-alimentarsi\u2019. Del resto, alla fi ne l\u2019aspetto decisivo sar\u00e0 economico, non tecnologico: se verr\u00e0 dimostrato che il ritorno su questo tipo di sistemi si ottiene in un periodo relativamente ragionevole, e poi si continuano a generare ricavi, allora questa sar\u00e0 la strada giusta da percorrere\u201d. Agostinelli: \u201cPi\u00f9 che concentrarsi su tecnologie innovative, sarebbe utile definire quale caratteristica deve avere una tecnologia per una valida e significativa diffusione. Apertura e standardizzazione, per esempio, sono parte integrante delle soluzioni proposte da Panasonic, con l\u2019obiettivo di garantire gli ingenti investimenti allocati dall\u2019utilizzatore per il tempo pi\u00f9 lungo possibile, rendendoli immuni da un\u2019eccessiva dipendenza dai fornitori e da una troppo rapida obsolescenza tecnologica. Ci\u00f2 avviene perch\u00e9 la standardizzazione porta alla creazione di una possibile offerta di pi\u00f9 partner, tutti focalizzati su un\u2019unica soluzione\u201d. Lagan\u00e0: \u201cHo la sensazione che si vada avanti a colpi di annunci e nuove proposte, senza per\u00f2 che vi sia qualcosa di effettivamente consolidato e implementato\u201d. Randieri: \u201cSicuramente le tecnologie di \u2018smart sensing\u2019, ovvero le applicazioni di sensori e reti di sensori, possono contribuire in modo significativo a un uso pi\u00f9 efficiente delle risorse, per affrontare le sfide ambientali e ridurre gli effetti del cambiamento climatico. Negli \u2018smart building\u2019, per esempio, l\u2019accoppiamento degli standard minimi di efficienza energetica con l\u2019uso della tecnologia dei sensori pu\u00f2 essere un fattore importante per ridurre l\u2019uso di energia elettrica e le emissioni di gas a effetto serra. Tuttavia, si devono prendere in considerazione eventuali effetti di tipo \u2018rimbalzo\u2019, in particolare nei trasporti. Una maggiore efficienza dovuta all\u2019impiego della tecnologia dei sensori deve essere accompagnata da una gestione della domanda di internalizzazione dei costi ambientali, per esempio incoraggiando il cambiamento sistematico nel comportamento dei consumatori e degli utenti, educandoli a un consapevole uso dell\u2019energia. Le politiche e le iniziative del governo, a mio avviso, sono cruciali per favorire gli effetti ambientali positivi scaturiti dall\u2019uso di sensori e reti di sensori. Una soluzione potrebbe essere un\u2019intensa attivit\u00e0 programmatica, che abbia come obiettivo quello di dimostrare e promuovere l\u2019uso della tecnologia dei sensori mediante progetti pilota atti a offrire un valido supporto per lo sviluppo di standard aperti\u201d. Lutz: \u201cFieldbus e reti possono essere le architetture \u2018abilitanti\u2019, sulla base delle quali i costruttori di macchine e gli utenti finali implementano progetti \u2018green\u2019. Un buon esempio di questo \u00e8 costituito dal profilo \u2018Energy\u2019 di Sercos. Sercos Energy \u00e8 un profilo implementabile a livello applicativo, che definisce parametri e comandi per la riduzione dei consumi di energia in modo uniforme e indipendente dal fornitore. Pu\u00f2 essere incorporato nei dispositivi Sercos da qualsiasi fornitore. Riduce il consumo di energia in tre modi: riduzione del carico permanente quando macchine\/motori sono in stand by; aggiustamento dinamico del consumo energetico legato al processo in base ai tempi\/dati di completamento \u2018target\u2019, per ottenere un carico parziale pi\u00f9 efficiente; risparmio dell\u2019energia durante il processo spegnando i componenti che non sono necessari in un certo particolare momento o punto del processo (attivit\u00e0 parziale delle macchine)\u201d. Qualche esempio\u2026 FN: Avete dei risultati da condividere, ottenuti in progetti vostri o dei vostri clienti? Randieri: \u201cLa nostra azienda da sempre si \u00e8 occupata di queste tematiche ed \u00e8 stata una delle prime a progettare e costruire dei sistemi embedded per il telecontrollo remoto di apparati, con il duplice obiettivo di automatizzare questi ultimi, compatibilmente con il risparmio energetico. Siamo stati tra i primi in Italia a introdurre un sistema capace di controllare i carichi degli apparati permettendone l\u2019attivazione e disattivazione in funzione delle politiche di risparmio energetico. Oggi, le maggiori esigenze dei nostri clienti sono focalizzate sul monitoraggio dei consumi delle macchine per la produzione. Stiamo mettendo a punto un sistema basato su tecnologie \u2018smart sensing\u2019, che stimiamo permetter\u00e0 un abbattimento dei consumi tra il 10% e il 30% in funzione delle tipologie di applicazione\u201d. Agostinelli: \u201cPrimo fruitore della tecnologia Panasonic \u00e8 la stessa Panasonic. Per cui riporto a titolo di esempio il sistema di monitoraggio realizzato presso l\u2019impianto produttivo di Tastuno, dove, grazie a un sistema di raccolta dati su rete e alla serie Eco-Power Meter, vengono monitorate le varie utenze. In un momento successivo sono state prese le appropriate contromisure. Per la competitivit\u00e0 aziendale, uno dei fronti di analisi \u00e8 proprio la riduzione dei costi e, se si riesce grazie all\u2019efficienza energetica a ottenere una riduzione nei costi dell\u2019energia e un miglioramento dell\u2019immagine aziendale, ci\u00f2 va positivamente a beneficio dell\u2019intera azienda\u201d. Rostan: \u201cUn esempio significativo ci \u00e8 stato riportato da un costruttore di macchine nel settore plastico: grazie alla riduzione dei tempi-ciclo che si \u00e8 potuta ottenere grazie alle prestazioni di Ethercat, \u00e8 stato possibile migliorare la precisione di fabbricazione. Di conseguenza, lo spessore delle pareti delle confezioni di yogurt prodotte \u00e8 stata ridotta. La migrazione a una tecnologia di controllo basata su Ethercat ha portato in questo modo a un risparmio di circa 125 tonnellate di materiale plastico all\u2019anno per singola macchina e a un conseguente risparmio energetico, infatti non \u00e8 stato necessario fondere queste 125 tonnellate di plastica\u2026\u201d.","canonical_url":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/green-and-profitable\/","robots":"max-image-preview:large","keywords":"reduced costs,profit maximization,green technology,randieri,tavola rotonda,interviste","webmasterTools":{"google-site-verification":"7NMwsp-N3LHX1jBoRKAjMfXze3ZZVT66ZEDEbn1CTdY","msvalidate.01":"74F4813546CEAE7E320FAA10BCCB41D3","p:domain_verify":"81b78776d14b78cb35a05343ddb0f2f8","miscellaneous":""},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/green-and-profitable\/#article","name":"Tavola rotonda \u2018Green and profitable\u2019","headline":"\u2018Green and profitable\u2019: come aumentare i profitti riducendo i consumi","author":{"@id":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/author\/cristian\/#author"},"publisher":{"@id":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/#organization"},"image":{"@type":"ImageObject","url":"https:\/\/www.intellisystem.it\/Intellisystem\/wp-content\/uploads\/Copertine Riviste\/Copertine Pulse\/fn-febbraio-2015-tavola-rotonda-green-and-profitable-intellisystem-technologies.jpg","width":700,"height":400,"caption":"FN Febbraio 2015 - Tavola Rotonda Green and profitable - Intellisystem Technologies"},"datePublished":"2015-05-24T12:10:23+02:00","dateModified":"2017-01-05T17:37:06+01:00","inLanguage":"it-IT","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/green-and-profitable\/#webpage"},"isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/green-and-profitable\/#webpage"},"articleSection":"Interviste, Green Technology, Profit Maximization, Reduced Costs"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/green-and-profitable\/#breadcrumblist","itemListElement":[{"@type":"ListItem","@id":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/#listItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/","nextItem":{"@type":"ListItem","@id":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/category\/news\/#listItem","name":"Ultime News"}},{"@type":"ListItem","@id":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/category\/news\/#listItem","position":2,"name":"Ultime News","item":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/category\/news\/","nextItem":{"@type":"ListItem","@id":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/category\/news\/interviste\/#listItem","name":"Interviste"},"previousItem":{"@type":"ListItem","@id":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/#listItem","name":"Home"}},{"@type":"ListItem","@id":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/category\/news\/interviste\/#listItem","position":3,"name":"Interviste","item":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/category\/news\/interviste\/","nextItem":{"@type":"ListItem","@id":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/green-and-profitable\/#listItem","name":"\u2018Green and profitable\u2019: come aumentare i profitti riducendo i consumi"},"previousItem":{"@type":"ListItem","@id":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/category\/news\/#listItem","name":"Ultime News"}},{"@type":"ListItem","@id":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/green-and-profitable\/#listItem","position":4,"name":"\u2018Green and profitable\u2019: come aumentare i profitti riducendo i consumi","previousItem":{"@type":"ListItem","@id":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/category\/news\/interviste\/#listItem","name":"Interviste"}}]},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/#organization","name":"Intellisystem Technologies","description":"Scienza e tecnologia al tuo servizio!","url":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/","telephone":"+393351880035","logo":{"@type":"ImageObject","url":"https:\/\/www.intellisystem.it\/Intellisystem\/wp-content\/uploads\/Loghi Intellisystem\/logo-intellisystem-400x400.jpg","@id":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/green-and-profitable\/#organizationLogo","width":390,"height":390},"image":{"@id":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/green-and-profitable\/#organizationLogo"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/intellisystem","https:\/\/twitter.com\/C_Randieri","https:\/\/www.instagram.com\/intellisystem","https:\/\/www.linkedin.com\/in\/cristianrandieri"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/author\/cristian\/#author","url":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/author\/cristian\/","name":"Cristian Randieri","image":{"@type":"ImageObject","@id":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/green-and-profitable\/#authorImage","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/74a74549fb5e1f14aba969ab729f21b0d042daa12a2ba417831b32d5a1bc36e0?s=96&d=mm&r=g","width":96,"height":96,"caption":"Cristian Randieri"}},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/green-and-profitable\/#webpage","url":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/green-and-profitable\/","name":"Tavola rotonda \u2018Green and profitable\u2019","description":"Con Cristian Randieri, Ph.D., presidente e CEO di Intellisystem Technologies (randieri@intellisystem.it - www.intellisystem.it); Vittorio Agostinelli, product manager Factory Automation di Panasonic Electric Works Italia; Peter Lutz, managing director di Sercos International; Paolo Lagan\u00e0, responsabile tecnico di Inlon Engineering; Martin Rostan, direttore esecutivo di ETG - Ethercat Technology Group; John Browett, general manager di Clpa. ---- L\u2019IMPIEGO DI RETI STANDARD, ALCUNE DOTATE DI APPOSITI PROFILI E SPECIFICHE CHE CONSENTONO UN PI\u00d9 EFFICIENTE USO DELL\u2019ENERGIA, PU\u00d2 AIUTARE LE AZIENDE AD AUMENTARE I PROFITTI, RIDUCENDO I CONSUMI E FAVORENDO LA SOSTENIBILIT\u00c0 Ormai da anni si parla di \u2018sostenibilit\u00e0\u2019: di fronte a una crisi economica globale che drena risorse e frena gli investimenti, non si possono pi\u00f9 rimandare i \u2018bilanci\u2019, non si possono pi\u00f9 tollerare gli \u2018sprechi\u2019. La produzione deve essere efficiente, l\u2019energia deve essere utilizzata al meglio, quando serve e dove serve, gli scarti devono essere ridotti al minimo, i lotti devono essere prodotti \u2018just in time\u2019 seguendo flessibilmente le richieste del mercato. Tutto questo richiede innovazione tecnologica, un\u2019innovazione in sistemi e apparati, hardware e soprattutto software, anche e soprattutto a livello di rete e comunicazione dati. Solo cos\u00ec l\u2019azienda pu\u00f2 sfruttare soluzioni, dall\u2019IoT al cloud, che possono renderla pi\u00f9 efficiente e competitiva in un mondo, quello del business, fattosi sempre pi\u00f9 globale e agguerrito sul fronte sia dei prezzi, sia della qualit\u00e0. Ecco dunque che essere \u2018sostenibili\u2019, essere \u2018green\u2019, non pu\u00f2 rappresentare solo un\u2019operazione di facciata, ma deve essere parte di un progetto di pi\u00f9 ampio respiro che coinvolge l\u2019intera azienda e tutti i suoi dipendenti, cambiando il modo di produrre e di intendere la produzione stessa, affinch\u00e9 l\u2019investimento possa ripagarsi e in tempi brevi. Ma vediamo cosa pensano riguardo a questo tema alcuni protagonisti del settore. Oltre l\u2019immagine Fieldbus&Networks: Un investimento in tecnologie \u2018green\u2019 pu\u00f2 dare ritorni economici concreti o \u00e8 solo una questione di immagine? Cristian Randieri, Ph.D., presidente e CEO di Intellisystem Technologies (www.intellisystem.it): \u201cIn generale, quello delle tecnologie \u2018green\u2019 \u00e8 un mercato in crescita un po\u2019 dappertutto: come riportato da pi\u00f9 fonti il settore \u2018clean tech\u2019 continua a registrare nuovi investimenti. Basti pensare che tra il 2007 e il 2010 la crescita in media \u00e8 stata dell\u201911,8% all\u2019anno. E se a livello mondiale il fenomeno \u00e8 quanto mai significativo, lo \u00e8 particolarmente nei Paesi in via di sviluppo, dove pu\u00f2 tradursi in nuove possibilit\u00e0 di esportazione di prodotti \u2018hi-tech made in Italy\u2019, un\u2019occasione sicuramente da non perdere per le aziende italiane che investono in ricerca e innovazione. Penso che il discorso inerente all\u2019immagine sia secondario a quello concreto di produrre nuove tecnologie a basso costo eco-compatibili, poich\u00e9 tra qualche decennio dovremo fare i conti con gli effetti delle varie politiche non eco-sostenibili attuate sinora soprattutto dai Paesi emergenti. Sul fronte del lavoro, poi, le tecnologie \u2018green\u2019 appaiono una scommessa ragionevole per le imprese che offriranno i cosiddetti \u2018green job\u2019, ossia assumendo persone con competenze tecnologiche \u2018green\u2019\u201d. Vittorio Agostinelli, product manager Factory Automation di Panasonic Electric Works Italia (www.panasonic-electricworks.it): \u201cInvestire in tecnologie \u2018green\u2019 per l\u2019efficienza energetica \u2018paga\u2019 in termini economici, in quanto, dopo il periodo di ammortamento dell\u2019investimento, l\u2019azienda ha un elemento in pi\u00f9 a favore per mantenersi competitiva sul mercato, oltre che avere un effettivo ritorno in termini di immagine in termini di marketing. Se per\u00f2 si lavora solo per il ritorno di immagine, tutto si traduce in un mero costo \u2018commerciale-pubblicitario\u2019\u201d. Peter Lutz, managing director di Sercos International (www.sercos.de): \u201cLe aziende possono non solo godere dei benefi ci derivanti dal risparmio, dato direttamente dalla riduzione del consumo energetico, ma anche delle agevolazioni fi scali previste da alcuni governi nazionali. Per esempio, in Germania, fra gli obblighi imposti per ottenere una riduzione delle tasse sull\u2019elettricit\u00e0, figurano la presenza di un sistema di gestone dell\u2019energia conforme alla ISO 50001 e la prova di un effettivo incremento dell\u2019efficienza (al momento dell\u20191,3%). La riduzione pu\u00f2 arrivare anche al 90%\u201d. Paolo Lagan\u00e0, responsabile tecnico di Inlon Engineering (www.inlon.it): \u201cTemo che in questo momento e in questo Paese si tratti soprattutto di un investimento di immagine, nel senso che pu\u00f2 far differenziare il brand aziendale rispetto alla concorrenza. Di per s\u00e9, per\u00f2, difficilmente le tecnologie generano business, se non sono orientate a un immediato ritorno economico\u201d. Martin Rostan, direttore esecutivo di ETG - Ethercat Technology Group (www.ethercat.org): \u201cSebbene Ethercat non sia ancora stato dichiarato una tecnologia \u2018verde\u2019, abbiamo osservato numerosi casi in cui il suo impiego ha portato a un ritorno economico sugli investimenti in termini di efficienza energetica, risparmio di materiali e incremento del ciclo di vita. Non posso affermare al contrario che questo avviene necessariamente per ogni tecnologia che porti l\u2019etichetta \u2018green\u2019\u201d. John Browett, general manager di Clpa (CC-Link Partner Association - Europe - www.clpa-europe.com): \u201cSe si lavora bene gli investimenti in tecnologie \u2018green\u2019 possono generare un effettivo ritorno economico. Molti stanno ormai cominciando a comprendere che l\u2019energia deve essere considerata una materia prima, proprio come il metallo, la plastica o il legno, in quanto il modo in cui viene impiegata ha un impatto diretto sulle performance finanziarie aziendali: una gestione attenta dell\u2019energia dovrebbe essere una priorit\u00e0 per il management. Certo, le realt\u00e0 pi\u00f9 \u2018capaci\u2019 possono poi anche promuovere la propria immagine facendo leva sulla loro abilit\u00e0 di gestire attentamente l\u2019energia. Oltretutto, a volte gli \u2018accorgimenti\u2019 tecnici da prendere per essere pi\u00f9 \u2018sostenibili\u2019 sono fi n banali. Per esempio, alcune aziende hanno dipinto i loro tetti di colore chiaro in modo da riflettere i raggi del Sole. Questo porta a un risparmio anche significativo dell\u2019energia richiesta per far funzionare i sistemi Hvac atti a mantenere il comfort ambientale negli edifici. Le aziende stanno semplicemente cominciando a realizzare che spesso a livello operativo si spreca energia mentre si potrebbe evitarlo. Per esempio, si \u00e8 soliti far funzionare alla massima velocit\u00e0 ventilatori e ventole, regolandone il flusso meccanicamente tramite l\u2019apertura o chiusura di bocchette d\u2019aerazione. Ora alcune aziende hanno capito che \u00e8 pi\u00f9 efficiente usare un inverter per controllare la velocit\u00e0 del motore e produrre gi\u00e0 il flusso d\u2019aria richiesto. L\u2019attivit\u00e0 di questi inverter si pu\u00f2 coordinare tramite una rete, la quale pu\u00f2 anche consentire di monitorare la quantit\u00e0 e il costo dell\u2019energia impiegata per ciascun dispositivo. In questo modo le aziende possono capire in quali ambiti possono risparmiare. Oltretutto, con l\u2019andar del tempo, sar\u00e0 sempre pi\u00f9 diffi cile individuare quali siano le eventuali aree di risparmio. Qui \u00e8 dove le funzionalit\u00e0 di monitoraggio offerte dalle reti che connettono i sistemi principali dell\u2019impianto possono dare un grande aiuto\u201d. Sostenibili e redditizie FN: Come possono le tecnologie di rete aiutare le aziende a combinare sostenibilit\u00e0 e redditivit\u00e0? Browett: \u201cDa quando Ethernet \u00e8 diventato uno standard riconosciuto per le reti industriali, quello della gestione dell\u2019energia ha costituito una delle funzioni per le quali la rete \u00e8 stata pensata. Oggi, molti protocolli Industrial Ethernet, come CC-Link IE, offrono la possibilit\u00e0 di monitorare e controllare l\u2019uso dell\u2019energia in modo economico. La disponibilit\u00e0 di queste funzioni addizionali riduce il CTO, in quanto non \u00e8 pi\u00f9 necessario implementare una rete a parte per assolvere ai compiti legati alla gestione energetica. Questo rende pi\u00f9 facile controllare in modo efficiente la strumentazione industriale, in quanto \u00e8 possibile monitorare il consumo dei singoli dispositivi, cos\u00ec come di macchine specifiche. Questo costituisce un notevole miglioramento rispetto alle metodologie precedenti, che consentivano il monitoraggio solo di una parte dell\u2019impianto. La sostenibilit\u00e0 \u00e8 per\u00f2 pi\u00f9 difficile da ottenere, in quanto a volte dipende da aspetti che sfuggono al controllo aziendale, per esempio come viene generata la corrente elettrica, o come vengono estratte le materie prime ecc. Focalizzandosi per\u00f2 sulle giuste risorse, si pu\u00f2 arrivare anche alla sostenibilit\u00e0. Per raggiungerla alcune aziende stanno investendo in risorse rinnovabili. Questo ha portato, per esempio, al recente incremento delle vendite di pannelli fotovoltaici. Le reti giocano un ruolo importante nel controllo efficiente di queste risorse. Per esempio, si sa che l\u2019output di un pannello fotovoltaico migliora se questo cambia posizione durante il giorno, per avere il maggiore irraggiamento possibile. \u00c8 inoltre chiaro che occorre una rete per monitorare e controllare tutti i pannelli fotovoltaici di un vasto parco installato\u201d. Lagan\u00e0: \u201cIndubbiamente le tecnologie di rete consentono di ottimizzare l\u2019impiego delle risorse e di ampliare e rendere pi\u00f9 efficaci gli strumenti di controllo e analisi, quindi un loro uso intelligente e appropriato non pu\u00f2 che andare a beneficio dell\u2019azienda\u201d. Randieri: \u201cDa sempre il possesso di tecnologie TLC, o tecnologie di rete, sono state vincenti. Oggi alle varie sfi de tecnologiche si aggiunge quella che potremmo definire del \u2018green-networking\u2019; essa, dal punto di vista industriale, enfatizza i concetti di maggiore integrazione, riduzione delle distanze, pi\u00f9 automazione, diminuzione dei costi di esercizio. Il che si traduce in una maggiore sostenibilit\u00e0 e redditivit\u00e0 per chi fa uso di tali tecnologie. Gli sprechi in ambito industriale sono innumerevoli, basti pensare ai lunghi periodi di inattivit\u00e0 dei vari dispositivi di networking durante le ore in cui le aziende non lavorano, o allo spreco di energia legato alla lunghezza dei cavi. Per esempio, qualsiasi switch \u00e8 progettato per supportare sino a 100 m di cavo, quando in media nelle aziende i segmenti sono di 5-10 m. Sarebbe opportuno che lo switch fosse in grado di rilevare la lunghezza del cavo e di regolare conseguentemente i consumi energetici\u201d. Agostinelli: \u201cNell\u2019industria, una delle priorit\u00e0 future riguarder\u00e0 l\u2019attuazione di strategie atte a ottenere un miglioramento dell\u2019effi cienza. Un approccio sistematico alla misura e alla raccolta dati si pu\u00f2 avvalere di dispositivi di misura, come la serie Eco-Power Meter di Panasonic. Sono contatori di energia grazie ai quali, attraverso una porta di comunicazione RS485, si possono mettere a disposizione di altri apparati i dati raccolti. Il sistema di raccolta (PLC) pu\u00f2 eseguire poi il campionamento dei dati dei diversi strumenti tramite una rete cablata o wireless posta all\u2019interno dell\u2019impianto. Dal punto di raccolta si potrebbe avere una rappresentazione locale dei dati ottenuti tramite interfaccia operatore, oppure memorizzare o mettere i dati a disposizione di un livello superiore di raccolta. Quest\u2019ultimo pu\u00f2 essere costituito da PC in rete Ethernet locale (LAN), o da PC in remoto collegabili a PLC tramite diverse metodologie di telecontrollo cablato (Pstn, Adsl ecc.) o wireless (Gprs\/Hspa). La rete che permette il passaggio e la condivisione delle informazioni costituisce dunque un elemento centrale, indispensabile per conoscere l\u2019impianto e\/o sistema, in modo poi da applicarvi le opportune misure, contromisure e gli investimenti\u201d. Rostan: \u201cSe utilizzate correttamente, prestazioni di rete superiori e banda di comunicazione contribuiscono a risparmiare risorse ed energia. Anzitutto le prestazioni: gli utilizzatori di Ethercat, per esempio, riferiscono che, grazie ai brevissimi tempi-ciclo ottenibili mediante questo standard, essi hanno potuto ridurre drasticamente i tempi di attesa e incrementare in tal modo il rendimento dell\u2019impianto in misura superiore all\u2019aumento del consumo di energia. In altre parole, \u00e8 stato ridotto il consumo di energia per singolo pezzo prodotto. Inoltre, la disponibilit\u00e0 di un\u2019ampia banda di comunicazione, come quella messa a disposizione da Ethercat grazie al suo principio di funzionamento, costituisce una premessa per l\u2019integrazione all\u2019interno della rete di tecnologie di misura dell\u2019energia, per il rilevamento e l\u2019ottimizzazione dei consumi nei sistemi esistenti\u201d. Lutz: \u201cIn generale, si pu\u00f2 dire che le tecnologie di rete abbiano un notevole impatto sull\u2019efficienza e le performance, cos\u00ec come sul TCO delle macchine. Il bus di automazione Sercos, per esempio, \u00e8 progettato per offrire performance elevate, alta flessibilit\u00e0 e un\u2019accuratezza dell\u2019ordine di nanosecondi, in modo da essere applicabile a tutti i tipi di applicazione di automazione, anche nelle macchine ad alte prestazioni. La possibilit\u00e0 di utilizzare una rete consolidata e standard per lo scambio dei dati legati al processo (motion, safety, I\/O, visione) porta significativi vantaggi in termini di costi. Al contempo, le reti semplificano la comunicazione fra la periferia delle macchine e i sistemi di supervisione IT, in modo da offrire ulteriori vantaggi potenziali, per esempio legati al condition monitoring e all\u2019ottimizzazione dei processi\u201d. Certificare o no? FN: Sarebbe utile che esistesse uno standard o un marchio riconosciuto per le tecnologie di comunicazione atto a certifi carne l\u2019effi cienza energetica o la sostenibilit\u00e0, come \u2018Energy Star\u2019 per il settore ICT o le \u2018etichette energetiche\u2019 che contraddistinguono gli elettrodomestici? Rostan: \u201cNo, non credo, nel caso delle tecnologie di comunicazione l\u2019efficienza energetica viene conseguita piuttosto in modo indiretto, con il miglioramento del rendimento dell\u2019applicazione, che non sul piano della tecnologia di comunicazione stessa. Per questo motivo una certificazione della tecnologia non credo abbia senso\u201d. Lutz: \u201cUna rete pu\u00f2 offrire determinate funzionalit\u00e0, ma la sfida principale sta poi nella capacit\u00e0 di saperle impiegare al meglio per risparmiare energia o diventare pi\u00f9 sostenibili. Penso che l\u2019introduzione di una sorta di certificazione atta a provare il livello di efficienza energetica e\/o sostenibilit\u00e0 di una rete di per s\u00e9 creerebbe solo confusione\u201d. Lagan\u00e0: \u201cAggiungerei che forse il problema riguarda pi\u00f9 la certificazione dei fornitori, che quella dei prodotti\u201d. Randieri: \u201cRitengo che sarebbe utile, invece, poich\u00e9, cos\u00ec come gi\u00e0 accade in altri settori, il consumatore avrebbe uno strumento in pi\u00f9 per orientarsi meglio nella scelta degli apparati di rete da adottare, magari ponendosi dei quesiti sulle problematiche inerenti ai loro consumi. Sembra banale ma la maggior parte delle PMI in Italia non si \u00e8 mai posto il problema di adottare delle soluzioni per la riduzione dei costi legati ai consumi energetici degli apparati di rete. Dalle parole non sar\u00e0 facile passare ai fatti, occorreranno infatti anni prima che si definiscano dei protocolli di valutazione e attuazione condivisi\u201d. Browett: \u201cL\u2019esigenza di un riconoscimento si sente, in realt\u00e0, e qualcosa in questo senso si sta gi\u00e0 muovendo. Alcune tecnologie di rete, per esempio CC-Link IE, offrono gi\u00e0 delle funzioni particolari per la gestione energetica. Un\u2019azienda che impiega le nostre reti sta gi\u00e0 facendo delle dichiarazioni relative alla loro capacit\u00e0 di gestire l\u2019energia. Ovviamente, questo tipo di asserzioni non sono comparabili con un sistema di certificazione come quello legato al marchio \u2018Energy Star\u2019. Per questo tipo di certificazione di conformit\u00e0 dovrebbero muoversi organismi come OSI o IEC\u201d. L\u2019innovazione tecnologica si fa \u2018green\u2019 FN: Quali innovazioni tecnologiche possono aiutare la diffusione delle reti di comunicazione in progetti \u2018green\u2019? Browett: \u201cPotrebbe sembrare ironico, ma, ovviamente, anche le reti che servono a monitorare e controllare l\u2019uso dell\u2019energia, consumano a loro volta, in qualche modo, energia! Ebbene, i sistemi devono consumare poca energia, altrimenti saranno a loro volta parte del problema, anzich\u00e9 aiutare a risolverlo. Fra le tecnologie che possono supplire in questo figurano, per esempio, quelle legate all\u2019energy harvesting. Grazie a esse un dispositivo di monitoraggio pu\u00f2 letteralmente essere alimentato tramite vibrazioni o altri movimenti, in modo da \u2018auto-alimentarsi\u2019. Del resto, alla fi ne l\u2019aspetto decisivo sar\u00e0 economico, non tecnologico: se verr\u00e0 dimostrato che il ritorno su questo tipo di sistemi si ottiene in un periodo relativamente ragionevole, e poi si continuano a generare ricavi, allora questa sar\u00e0 la strada giusta da percorrere\u201d. Agostinelli: \u201cPi\u00f9 che concentrarsi su tecnologie innovative, sarebbe utile definire quale caratteristica deve avere una tecnologia per una valida e significativa diffusione. Apertura e standardizzazione, per esempio, sono parte integrante delle soluzioni proposte da Panasonic, con l\u2019obiettivo di garantire gli ingenti investimenti allocati dall\u2019utilizzatore per il tempo pi\u00f9 lungo possibile, rendendoli immuni da un\u2019eccessiva dipendenza dai fornitori e da una troppo rapida obsolescenza tecnologica. Ci\u00f2 avviene perch\u00e9 la standardizzazione porta alla creazione di una possibile offerta di pi\u00f9 partner, tutti focalizzati su un\u2019unica soluzione\u201d. Lagan\u00e0: \u201cHo la sensazione che si vada avanti a colpi di annunci e nuove proposte, senza per\u00f2 che vi sia qualcosa di effettivamente consolidato e implementato\u201d. Randieri: \u201cSicuramente le tecnologie di \u2018smart sensing\u2019, ovvero le applicazioni di sensori e reti di sensori, possono contribuire in modo significativo a un uso pi\u00f9 efficiente delle risorse, per affrontare le sfide ambientali e ridurre gli effetti del cambiamento climatico. Negli \u2018smart building\u2019, per esempio, l\u2019accoppiamento degli standard minimi di efficienza energetica con l\u2019uso della tecnologia dei sensori pu\u00f2 essere un fattore importante per ridurre l\u2019uso di energia elettrica e le emissioni di gas a effetto serra. Tuttavia, si devono prendere in considerazione eventuali effetti di tipo \u2018rimbalzo\u2019, in particolare nei trasporti. Una maggiore efficienza dovuta all\u2019impiego della tecnologia dei sensori deve essere accompagnata da una gestione della domanda di internalizzazione dei costi ambientali, per esempio incoraggiando il cambiamento sistematico nel comportamento dei consumatori e degli utenti, educandoli a un consapevole uso dell\u2019energia. Le politiche e le iniziative del governo, a mio avviso, sono cruciali per favorire gli effetti ambientali positivi scaturiti dall\u2019uso di sensori e reti di sensori. Una soluzione potrebbe essere un\u2019intensa attivit\u00e0 programmatica, che abbia come obiettivo quello di dimostrare e promuovere l\u2019uso della tecnologia dei sensori mediante progetti pilota atti a offrire un valido supporto per lo sviluppo di standard aperti\u201d. Lutz: \u201cFieldbus e reti possono essere le architetture \u2018abilitanti\u2019, sulla base delle quali i costruttori di macchine e gli utenti finali implementano progetti \u2018green\u2019. Un buon esempio di questo \u00e8 costituito dal profilo \u2018Energy\u2019 di Sercos. Sercos Energy \u00e8 un profilo implementabile a livello applicativo, che definisce parametri e comandi per la riduzione dei consumi di energia in modo uniforme e indipendente dal fornitore. Pu\u00f2 essere incorporato nei dispositivi Sercos da qualsiasi fornitore. Riduce il consumo di energia in tre modi: riduzione del carico permanente quando macchine\/motori sono in stand by; aggiustamento dinamico del consumo energetico legato al processo in base ai tempi\/dati di completamento \u2018target\u2019, per ottenere un carico parziale pi\u00f9 efficiente; risparmio dell\u2019energia durante il processo spegnando i componenti che non sono necessari in un certo particolare momento o punto del processo (attivit\u00e0 parziale delle macchine)\u201d. Qualche esempio\u2026 FN: Avete dei risultati da condividere, ottenuti in progetti vostri o dei vostri clienti? Randieri: \u201cLa nostra azienda da sempre si \u00e8 occupata di queste tematiche ed \u00e8 stata una delle prime a progettare e costruire dei sistemi embedded per il telecontrollo remoto di apparati, con il duplice obiettivo di automatizzare questi ultimi, compatibilmente con il risparmio energetico. Siamo stati tra i primi in Italia a introdurre un sistema capace di controllare i carichi degli apparati permettendone l\u2019attivazione e disattivazione in funzione delle politiche di risparmio energetico. Oggi, le maggiori esigenze dei nostri clienti sono focalizzate sul monitoraggio dei consumi delle macchine per la produzione. Stiamo mettendo a punto un sistema basato su tecnologie \u2018smart sensing\u2019, che stimiamo permetter\u00e0 un abbattimento dei consumi tra il 10% e il 30% in funzione delle tipologie di applicazione\u201d. Agostinelli: \u201cPrimo fruitore della tecnologia Panasonic \u00e8 la stessa Panasonic. Per cui riporto a titolo di esempio il sistema di monitoraggio realizzato presso l\u2019impianto produttivo di Tastuno, dove, grazie a un sistema di raccolta dati su rete e alla serie Eco-Power Meter, vengono monitorate le varie utenze. In un momento successivo sono state prese le appropriate contromisure. Per la competitivit\u00e0 aziendale, uno dei fronti di analisi \u00e8 proprio la riduzione dei costi e, se si riesce grazie all\u2019efficienza energetica a ottenere una riduzione nei costi dell\u2019energia e un miglioramento dell\u2019immagine aziendale, ci\u00f2 va positivamente a beneficio dell\u2019intera azienda\u201d. Rostan: \u201cUn esempio significativo ci \u00e8 stato riportato da un costruttore di macchine nel settore plastico: grazie alla riduzione dei tempi-ciclo che si \u00e8 potuta ottenere grazie alle prestazioni di Ethercat, \u00e8 stato possibile migliorare la precisione di fabbricazione. Di conseguenza, lo spessore delle pareti delle confezioni di yogurt prodotte \u00e8 stata ridotta. La migrazione a una tecnologia di controllo basata su Ethercat ha portato in questo modo a un risparmio di circa 125 tonnellate di materiale plastico all\u2019anno per singola macchina e a un conseguente risparmio energetico, infatti non \u00e8 stato necessario fondere queste 125 tonnellate di plastica\u2026\u201d.","inLanguage":"it-IT","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/#website"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/green-and-profitable\/#breadcrumblist"},"author":{"@id":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/author\/cristian\/#author"},"creator":{"@id":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/author\/cristian\/#author"},"image":{"@type":"ImageObject","url":"https:\/\/www.intellisystem.it\/Intellisystem\/wp-content\/uploads\/Copertine Riviste\/Copertine Pulse\/fn-febbraio-2015-tavola-rotonda-green-and-profitable-intellisystem-technologies.jpg","@id":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/green-and-profitable\/#mainImage","width":700,"height":400,"caption":"FN Febbraio 2015 - Tavola Rotonda Green and profitable - Intellisystem Technologies"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/green-and-profitable\/#mainImage"},"datePublished":"2015-05-24T12:10:23+02:00","dateModified":"2017-01-05T17:37:06+01:00"},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/#website","url":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/","name":"Intellisystem Technologies","description":"Scienza e tecnologia al tuo servizio!","inLanguage":"it-IT","publisher":{"@id":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/#organization"}}]},"og:locale":"it_IT","og:site_name":"Intellisystem Technologies","og:type":"article","og:title":"Tavola rotonda \u2018Green and profitable\u2019","og:description":"Con Cristian Randieri, Ph.D., presidente e CEO di Intellisystem Technologies (randieri@intellisystem.it - www.intellisystem.it); Vittorio Agostinelli, product manager Factory Automation di Panasonic Electric Works Italia; Peter Lutz, managing director di Sercos International; Paolo Lagan\u00e0, responsabile tecnico di Inlon Engineering; Martin Rostan, direttore esecutivo di ETG - Ethercat Technology Group; John Browett, general manager di Clpa. ---- L\u2019IMPIEGO DI RETI STANDARD, ALCUNE DOTATE DI APPOSITI PROFILI E SPECIFICHE CHE CONSENTONO UN PI\u00d9 EFFICIENTE USO DELL\u2019ENERGIA, PU\u00d2 AIUTARE LE AZIENDE AD AUMENTARE I PROFITTI, RIDUCENDO I CONSUMI E FAVORENDO LA SOSTENIBILIT\u00c0 Ormai da anni si parla di \u2018sostenibilit\u00e0\u2019: di fronte a una crisi economica globale che drena risorse e frena gli investimenti, non si possono pi\u00f9 rimandare i \u2018bilanci\u2019, non si possono pi\u00f9 tollerare gli \u2018sprechi\u2019. La produzione deve essere efficiente, l\u2019energia deve essere utilizzata al meglio, quando serve e dove serve, gli scarti devono essere ridotti al minimo, i lotti devono essere prodotti \u2018just in time\u2019 seguendo flessibilmente le richieste del mercato. Tutto questo richiede innovazione tecnologica, un\u2019innovazione in sistemi e apparati, hardware e soprattutto software, anche e soprattutto a livello di rete e comunicazione dati. Solo cos\u00ec l\u2019azienda pu\u00f2 sfruttare soluzioni, dall\u2019IoT al cloud, che possono renderla pi\u00f9 efficiente e competitiva in un mondo, quello del business, fattosi sempre pi\u00f9 globale e agguerrito sul fronte sia dei prezzi, sia della qualit\u00e0. Ecco dunque che essere \u2018sostenibili\u2019, essere \u2018green\u2019, non pu\u00f2 rappresentare solo un\u2019operazione di facciata, ma deve essere parte di un progetto di pi\u00f9 ampio respiro che coinvolge l\u2019intera azienda e tutti i suoi dipendenti, cambiando il modo di produrre e di intendere la produzione stessa, affinch\u00e9 l\u2019investimento possa ripagarsi e in tempi brevi. Ma vediamo cosa pensano riguardo a questo tema alcuni protagonisti del settore. Oltre l\u2019immagine Fieldbus&amp;Networks: Un investimento in tecnologie \u2018green\u2019 pu\u00f2 dare ritorni economici concreti o \u00e8 solo una questione di immagine? Cristian Randieri, Ph.D., presidente e CEO di Intellisystem Technologies (www.intellisystem.it): \u201cIn generale, quello delle tecnologie \u2018green\u2019 \u00e8 un mercato in crescita un po\u2019 dappertutto: come riportato da pi\u00f9 fonti il settore \u2018clean tech\u2019 continua a registrare nuovi investimenti. Basti pensare che tra il 2007 e il 2010 la crescita in media \u00e8 stata dell\u201911,8% all\u2019anno. E se a livello mondiale il fenomeno \u00e8 quanto mai significativo, lo \u00e8 particolarmente nei Paesi in via di sviluppo, dove pu\u00f2 tradursi in nuove possibilit\u00e0 di esportazione di prodotti \u2018hi-tech made in Italy\u2019, un\u2019occasione sicuramente da non perdere per le aziende italiane che investono in ricerca e innovazione. Penso che il discorso inerente all\u2019immagine sia secondario a quello concreto di produrre nuove tecnologie a basso costo eco-compatibili, poich\u00e9 tra qualche decennio dovremo fare i conti con gli effetti delle varie politiche non eco-sostenibili attuate sinora soprattutto dai Paesi emergenti. Sul fronte del lavoro, poi, le tecnologie \u2018green\u2019 appaiono una scommessa ragionevole per le imprese che offriranno i cosiddetti \u2018green job\u2019, ossia assumendo persone con competenze tecnologiche \u2018green\u2019\u201d. Vittorio Agostinelli, product manager Factory Automation di Panasonic Electric Works Italia (www.panasonic-electricworks.it): \u201cInvestire in tecnologie \u2018green\u2019 per l\u2019efficienza energetica \u2018paga\u2019 in termini economici, in quanto, dopo il periodo di ammortamento dell\u2019investimento, l\u2019azienda ha un elemento in pi\u00f9 a favore per mantenersi competitiva sul mercato, oltre che avere un effettivo ritorno in termini di immagine in termini di marketing. Se per\u00f2 si lavora solo per il ritorno di immagine, tutto si traduce in un mero costo \u2018commerciale-pubblicitario\u2019\u201d. Peter Lutz, managing director di Sercos International (www.sercos.de): \u201cLe aziende possono non solo godere dei benefi ci derivanti dal risparmio, dato direttamente dalla riduzione del consumo energetico, ma anche delle agevolazioni fi scali previste da alcuni governi nazionali. Per esempio, in Germania, fra gli obblighi imposti per ottenere una riduzione delle tasse sull\u2019elettricit\u00e0, figurano la presenza di un sistema di gestone dell\u2019energia conforme alla ISO 50001 e la prova di un effettivo incremento dell\u2019efficienza (al momento dell\u20191,3%). La riduzione pu\u00f2 arrivare anche al 90%\u201d. Paolo Lagan\u00e0, responsabile tecnico di Inlon Engineering (www.inlon.it): \u201cTemo che in questo momento e in questo Paese si tratti soprattutto di un investimento di immagine, nel senso che pu\u00f2 far differenziare il brand aziendale rispetto alla concorrenza. Di per s\u00e9, per\u00f2, difficilmente le tecnologie generano business, se non sono orientate a un immediato ritorno economico\u201d. Martin Rostan, direttore esecutivo di ETG - Ethercat Technology Group (www.ethercat.org): \u201cSebbene Ethercat non sia ancora stato dichiarato una tecnologia \u2018verde\u2019, abbiamo osservato numerosi casi in cui il suo impiego ha portato a un ritorno economico sugli investimenti in termini di efficienza energetica, risparmio di materiali e incremento del ciclo di vita. Non posso affermare al contrario che questo avviene necessariamente per ogni tecnologia che porti l\u2019etichetta \u2018green\u2019\u201d. John Browett, general manager di Clpa (CC-Link Partner Association - Europe - www.clpa-europe.com): \u201cSe si lavora bene gli investimenti in tecnologie \u2018green\u2019 possono generare un effettivo ritorno economico. Molti stanno ormai cominciando a comprendere che l\u2019energia deve essere considerata una materia prima, proprio come il metallo, la plastica o il legno, in quanto il modo in cui viene impiegata ha un impatto diretto sulle performance finanziarie aziendali: una gestione attenta dell\u2019energia dovrebbe essere una priorit\u00e0 per il management. Certo, le realt\u00e0 pi\u00f9 \u2018capaci\u2019 possono poi anche promuovere la propria immagine facendo leva sulla loro abilit\u00e0 di gestire attentamente l\u2019energia. Oltretutto, a volte gli \u2018accorgimenti\u2019 tecnici da prendere per essere pi\u00f9 \u2018sostenibili\u2019 sono fi n banali. Per esempio, alcune aziende hanno dipinto i loro tetti di colore chiaro in modo da riflettere i raggi del Sole. Questo porta a un risparmio anche significativo dell\u2019energia richiesta per far funzionare i sistemi Hvac atti a mantenere il comfort ambientale negli edifici. Le aziende stanno semplicemente cominciando a realizzare che spesso a livello operativo si spreca energia mentre si potrebbe evitarlo. Per esempio, si \u00e8 soliti far funzionare alla massima velocit\u00e0 ventilatori e ventole, regolandone il flusso meccanicamente tramite l\u2019apertura o chiusura di bocchette d\u2019aerazione. Ora alcune aziende hanno capito che \u00e8 pi\u00f9 efficiente usare un inverter per controllare la velocit\u00e0 del motore e produrre gi\u00e0 il flusso d\u2019aria richiesto. L\u2019attivit\u00e0 di questi inverter si pu\u00f2 coordinare tramite una rete, la quale pu\u00f2 anche consentire di monitorare la quantit\u00e0 e il costo dell\u2019energia impiegata per ciascun dispositivo. In questo modo le aziende possono capire in quali ambiti possono risparmiare. Oltretutto, con l\u2019andar del tempo, sar\u00e0 sempre pi\u00f9 diffi cile individuare quali siano le eventuali aree di risparmio. Qui \u00e8 dove le funzionalit\u00e0 di monitoraggio offerte dalle reti che connettono i sistemi principali dell\u2019impianto possono dare un grande aiuto\u201d. Sostenibili e redditizie FN: Come possono le tecnologie di rete aiutare le aziende a combinare sostenibilit\u00e0 e redditivit\u00e0? Browett: \u201cDa quando Ethernet \u00e8 diventato uno standard riconosciuto per le reti industriali, quello della gestione dell\u2019energia ha costituito una delle funzioni per le quali la rete \u00e8 stata pensata. Oggi, molti protocolli Industrial Ethernet, come CC-Link IE, offrono la possibilit\u00e0 di monitorare e controllare l\u2019uso dell\u2019energia in modo economico. La disponibilit\u00e0 di queste funzioni addizionali riduce il CTO, in quanto non \u00e8 pi\u00f9 necessario implementare una rete a parte per assolvere ai compiti legati alla gestione energetica. Questo rende pi\u00f9 facile controllare in modo efficiente la strumentazione industriale, in quanto \u00e8 possibile monitorare il consumo dei singoli dispositivi, cos\u00ec come di macchine specifiche. Questo costituisce un notevole miglioramento rispetto alle metodologie precedenti, che consentivano il monitoraggio solo di una parte dell\u2019impianto. La sostenibilit\u00e0 \u00e8 per\u00f2 pi\u00f9 difficile da ottenere, in quanto a volte dipende da aspetti che sfuggono al controllo aziendale, per esempio come viene generata la corrente elettrica, o come vengono estratte le materie prime ecc. Focalizzandosi per\u00f2 sulle giuste risorse, si pu\u00f2 arrivare anche alla sostenibilit\u00e0. Per raggiungerla alcune aziende stanno investendo in risorse rinnovabili. Questo ha portato, per esempio, al recente incremento delle vendite di pannelli fotovoltaici. Le reti giocano un ruolo importante nel controllo efficiente di queste risorse. Per esempio, si sa che l\u2019output di un pannello fotovoltaico migliora se questo cambia posizione durante il giorno, per avere il maggiore irraggiamento possibile. \u00c8 inoltre chiaro che occorre una rete per monitorare e controllare tutti i pannelli fotovoltaici di un vasto parco installato\u201d. Lagan\u00e0: \u201cIndubbiamente le tecnologie di rete consentono di ottimizzare l\u2019impiego delle risorse e di ampliare e rendere pi\u00f9 efficaci gli strumenti di controllo e analisi, quindi un loro uso intelligente e appropriato non pu\u00f2 che andare a beneficio dell\u2019azienda\u201d. Randieri: \u201cDa sempre il possesso di tecnologie TLC, o tecnologie di rete, sono state vincenti. Oggi alle varie sfi de tecnologiche si aggiunge quella che potremmo definire del \u2018green-networking\u2019; essa, dal punto di vista industriale, enfatizza i concetti di maggiore integrazione, riduzione delle distanze, pi\u00f9 automazione, diminuzione dei costi di esercizio. Il che si traduce in una maggiore sostenibilit\u00e0 e redditivit\u00e0 per chi fa uso di tali tecnologie. Gli sprechi in ambito industriale sono innumerevoli, basti pensare ai lunghi periodi di inattivit\u00e0 dei vari dispositivi di networking durante le ore in cui le aziende non lavorano, o allo spreco di energia legato alla lunghezza dei cavi. Per esempio, qualsiasi switch \u00e8 progettato per supportare sino a 100 m di cavo, quando in media nelle aziende i segmenti sono di 5-10 m. Sarebbe opportuno che lo switch fosse in grado di rilevare la lunghezza del cavo e di regolare conseguentemente i consumi energetici\u201d. Agostinelli: \u201cNell\u2019industria, una delle priorit\u00e0 future riguarder\u00e0 l\u2019attuazione di strategie atte a ottenere un miglioramento dell\u2019effi cienza. Un approccio sistematico alla misura e alla raccolta dati si pu\u00f2 avvalere di dispositivi di misura, come la serie Eco-Power Meter di Panasonic. Sono contatori di energia grazie ai quali, attraverso una porta di comunicazione RS485, si possono mettere a disposizione di altri apparati i dati raccolti. Il sistema di raccolta (PLC) pu\u00f2 eseguire poi il campionamento dei dati dei diversi strumenti tramite una rete cablata o wireless posta all\u2019interno dell\u2019impianto. Dal punto di raccolta si potrebbe avere una rappresentazione locale dei dati ottenuti tramite interfaccia operatore, oppure memorizzare o mettere i dati a disposizione di un livello superiore di raccolta. Quest\u2019ultimo pu\u00f2 essere costituito da PC in rete Ethernet locale (LAN), o da PC in remoto collegabili a PLC tramite diverse metodologie di telecontrollo cablato (Pstn, Adsl ecc.) o wireless (Gprs\/Hspa). La rete che permette il passaggio e la condivisione delle informazioni costituisce dunque un elemento centrale, indispensabile per conoscere l\u2019impianto e\/o sistema, in modo poi da applicarvi le opportune misure, contromisure e gli investimenti\u201d. Rostan: \u201cSe utilizzate correttamente, prestazioni di rete superiori e banda di comunicazione contribuiscono a risparmiare risorse ed energia. Anzitutto le prestazioni: gli utilizzatori di Ethercat, per esempio, riferiscono che, grazie ai brevissimi tempi-ciclo ottenibili mediante questo standard, essi hanno potuto ridurre drasticamente i tempi di attesa e incrementare in tal modo il rendimento dell\u2019impianto in misura superiore all\u2019aumento del consumo di energia. In altre parole, \u00e8 stato ridotto il consumo di energia per singolo pezzo prodotto. Inoltre, la disponibilit\u00e0 di un\u2019ampia banda di comunicazione, come quella messa a disposizione da Ethercat grazie al suo principio di funzionamento, costituisce una premessa per l\u2019integrazione all\u2019interno della rete di tecnologie di misura dell\u2019energia, per il rilevamento e l\u2019ottimizzazione dei consumi nei sistemi esistenti\u201d. Lutz: \u201cIn generale, si pu\u00f2 dire che le tecnologie di rete abbiano un notevole impatto sull\u2019efficienza e le performance, cos\u00ec come sul TCO delle macchine. Il bus di automazione Sercos, per esempio, \u00e8 progettato per offrire performance elevate, alta flessibilit\u00e0 e un\u2019accuratezza dell\u2019ordine di nanosecondi, in modo da essere applicabile a tutti i tipi di applicazione di automazione, anche nelle macchine ad alte prestazioni. La possibilit\u00e0 di utilizzare una rete consolidata e standard per lo scambio dei dati legati al processo (motion, safety, I\/O, visione) porta significativi vantaggi in termini di costi. Al contempo, le reti semplificano la comunicazione fra la periferia delle macchine e i sistemi di supervisione IT, in modo da offrire ulteriori vantaggi potenziali, per esempio legati al condition monitoring e all\u2019ottimizzazione dei processi\u201d. Certificare o no? FN: Sarebbe utile che esistesse uno standard o un marchio riconosciuto per le tecnologie di comunicazione atto a certifi carne l\u2019effi cienza energetica o la sostenibilit\u00e0, come \u2018Energy Star\u2019 per il settore ICT o le \u2018etichette energetiche\u2019 che contraddistinguono gli elettrodomestici? Rostan: \u201cNo, non credo, nel caso delle tecnologie di comunicazione l\u2019efficienza energetica viene conseguita piuttosto in modo indiretto, con il miglioramento del rendimento dell\u2019applicazione, che non sul piano della tecnologia di comunicazione stessa. Per questo motivo una certificazione della tecnologia non credo abbia senso\u201d. Lutz: \u201cUna rete pu\u00f2 offrire determinate funzionalit\u00e0, ma la sfida principale sta poi nella capacit\u00e0 di saperle impiegare al meglio per risparmiare energia o diventare pi\u00f9 sostenibili. Penso che l\u2019introduzione di una sorta di certificazione atta a provare il livello di efficienza energetica e\/o sostenibilit\u00e0 di una rete di per s\u00e9 creerebbe solo confusione\u201d. Lagan\u00e0: \u201cAggiungerei che forse il problema riguarda pi\u00f9 la certificazione dei fornitori, che quella dei prodotti\u201d. Randieri: \u201cRitengo che sarebbe utile, invece, poich\u00e9, cos\u00ec come gi\u00e0 accade in altri settori, il consumatore avrebbe uno strumento in pi\u00f9 per orientarsi meglio nella scelta degli apparati di rete da adottare, magari ponendosi dei quesiti sulle problematiche inerenti ai loro consumi. Sembra banale ma la maggior parte delle PMI in Italia non si \u00e8 mai posto il problema di adottare delle soluzioni per la riduzione dei costi legati ai consumi energetici degli apparati di rete. Dalle parole non sar\u00e0 facile passare ai fatti, occorreranno infatti anni prima che si definiscano dei protocolli di valutazione e attuazione condivisi\u201d. Browett: \u201cL\u2019esigenza di un riconoscimento si sente, in realt\u00e0, e qualcosa in questo senso si sta gi\u00e0 muovendo. Alcune tecnologie di rete, per esempio CC-Link IE, offrono gi\u00e0 delle funzioni particolari per la gestione energetica. Un\u2019azienda che impiega le nostre reti sta gi\u00e0 facendo delle dichiarazioni relative alla loro capacit\u00e0 di gestire l\u2019energia. Ovviamente, questo tipo di asserzioni non sono comparabili con un sistema di certificazione come quello legato al marchio \u2018Energy Star\u2019. Per questo tipo di certificazione di conformit\u00e0 dovrebbero muoversi organismi come OSI o IEC\u201d. L\u2019innovazione tecnologica si fa \u2018green\u2019 FN: Quali innovazioni tecnologiche possono aiutare la diffusione delle reti di comunicazione in progetti \u2018green\u2019? Browett: \u201cPotrebbe sembrare ironico, ma, ovviamente, anche le reti che servono a monitorare e controllare l\u2019uso dell\u2019energia, consumano a loro volta, in qualche modo, energia! Ebbene, i sistemi devono consumare poca energia, altrimenti saranno a loro volta parte del problema, anzich\u00e9 aiutare a risolverlo. Fra le tecnologie che possono supplire in questo figurano, per esempio, quelle legate all\u2019energy harvesting. Grazie a esse un dispositivo di monitoraggio pu\u00f2 letteralmente essere alimentato tramite vibrazioni o altri movimenti, in modo da \u2018auto-alimentarsi\u2019. Del resto, alla fi ne l\u2019aspetto decisivo sar\u00e0 economico, non tecnologico: se verr\u00e0 dimostrato che il ritorno su questo tipo di sistemi si ottiene in un periodo relativamente ragionevole, e poi si continuano a generare ricavi, allora questa sar\u00e0 la strada giusta da percorrere\u201d. Agostinelli: \u201cPi\u00f9 che concentrarsi su tecnologie innovative, sarebbe utile definire quale caratteristica deve avere una tecnologia per una valida e significativa diffusione. Apertura e standardizzazione, per esempio, sono parte integrante delle soluzioni proposte da Panasonic, con l\u2019obiettivo di garantire gli ingenti investimenti allocati dall\u2019utilizzatore per il tempo pi\u00f9 lungo possibile, rendendoli immuni da un\u2019eccessiva dipendenza dai fornitori e da una troppo rapida obsolescenza tecnologica. Ci\u00f2 avviene perch\u00e9 la standardizzazione porta alla creazione di una possibile offerta di pi\u00f9 partner, tutti focalizzati su un\u2019unica soluzione\u201d. Lagan\u00e0: \u201cHo la sensazione che si vada avanti a colpi di annunci e nuove proposte, senza per\u00f2 che vi sia qualcosa di effettivamente consolidato e implementato\u201d. Randieri: \u201cSicuramente le tecnologie di \u2018smart sensing\u2019, ovvero le applicazioni di sensori e reti di sensori, possono contribuire in modo significativo a un uso pi\u00f9 efficiente delle risorse, per affrontare le sfide ambientali e ridurre gli effetti del cambiamento climatico. Negli \u2018smart building\u2019, per esempio, l\u2019accoppiamento degli standard minimi di efficienza energetica con l\u2019uso della tecnologia dei sensori pu\u00f2 essere un fattore importante per ridurre l\u2019uso di energia elettrica e le emissioni di gas a effetto serra. Tuttavia, si devono prendere in considerazione eventuali effetti di tipo \u2018rimbalzo\u2019, in particolare nei trasporti. Una maggiore efficienza dovuta all\u2019impiego della tecnologia dei sensori deve essere accompagnata da una gestione della domanda di internalizzazione dei costi ambientali, per esempio incoraggiando il cambiamento sistematico nel comportamento dei consumatori e degli utenti, educandoli a un consapevole uso dell\u2019energia. Le politiche e le iniziative del governo, a mio avviso, sono cruciali per favorire gli effetti ambientali positivi scaturiti dall\u2019uso di sensori e reti di sensori. Una soluzione potrebbe essere un\u2019intensa attivit\u00e0 programmatica, che abbia come obiettivo quello di dimostrare e promuovere l\u2019uso della tecnologia dei sensori mediante progetti pilota atti a offrire un valido supporto per lo sviluppo di standard aperti\u201d. Lutz: \u201cFieldbus e reti possono essere le architetture \u2018abilitanti\u2019, sulla base delle quali i costruttori di macchine e gli utenti finali implementano progetti \u2018green\u2019. Un buon esempio di questo \u00e8 costituito dal profilo \u2018Energy\u2019 di Sercos. Sercos Energy \u00e8 un profilo implementabile a livello applicativo, che definisce parametri e comandi per la riduzione dei consumi di energia in modo uniforme e indipendente dal fornitore. Pu\u00f2 essere incorporato nei dispositivi Sercos da qualsiasi fornitore. Riduce il consumo di energia in tre modi: riduzione del carico permanente quando macchine\/motori sono in stand by; aggiustamento dinamico del consumo energetico legato al processo in base ai tempi\/dati di completamento \u2018target\u2019, per ottenere un carico parziale pi\u00f9 efficiente; risparmio dell\u2019energia durante il processo spegnando i componenti che non sono necessari in un certo particolare momento o punto del processo (attivit\u00e0 parziale delle macchine)\u201d. Qualche esempio\u2026 FN: Avete dei risultati da condividere, ottenuti in progetti vostri o dei vostri clienti? Randieri: \u201cLa nostra azienda da sempre si \u00e8 occupata di queste tematiche ed \u00e8 stata una delle prime a progettare e costruire dei sistemi embedded per il telecontrollo remoto di apparati, con il duplice obiettivo di automatizzare questi ultimi, compatibilmente con il risparmio energetico. Siamo stati tra i primi in Italia a introdurre un sistema capace di controllare i carichi degli apparati permettendone l\u2019attivazione e disattivazione in funzione delle politiche di risparmio energetico. Oggi, le maggiori esigenze dei nostri clienti sono focalizzate sul monitoraggio dei consumi delle macchine per la produzione. Stiamo mettendo a punto un sistema basato su tecnologie \u2018smart sensing\u2019, che stimiamo permetter\u00e0 un abbattimento dei consumi tra il 10% e il 30% in funzione delle tipologie di applicazione\u201d. Agostinelli: \u201cPrimo fruitore della tecnologia Panasonic \u00e8 la stessa Panasonic. Per cui riporto a titolo di esempio il sistema di monitoraggio realizzato presso l\u2019impianto produttivo di Tastuno, dove, grazie a un sistema di raccolta dati su rete e alla serie Eco-Power Meter, vengono monitorate le varie utenze. In un momento successivo sono state prese le appropriate contromisure. Per la competitivit\u00e0 aziendale, uno dei fronti di analisi \u00e8 proprio la riduzione dei costi e, se si riesce grazie all\u2019efficienza energetica a ottenere una riduzione nei costi dell\u2019energia e un miglioramento dell\u2019immagine aziendale, ci\u00f2 va positivamente a beneficio dell\u2019intera azienda\u201d. Rostan: \u201cUn esempio significativo ci \u00e8 stato riportato da un costruttore di macchine nel settore plastico: grazie alla riduzione dei tempi-ciclo che si \u00e8 potuta ottenere grazie alle prestazioni di Ethercat, \u00e8 stato possibile migliorare la precisione di fabbricazione. Di conseguenza, lo spessore delle pareti delle confezioni di yogurt prodotte \u00e8 stata ridotta. La migrazione a una tecnologia di controllo basata su Ethercat ha portato in questo modo a un risparmio di circa 125 tonnellate di materiale plastico all\u2019anno per singola macchina e a un conseguente risparmio energetico, infatti non \u00e8 stato necessario fondere queste 125 tonnellate di plastica\u2026\u201d.","og:url":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/green-and-profitable\/","fb:app_id":"928537610592511","fb:admins":"100009340067462","og:image":"https:\/\/www.intellisystem.it\/Intellisystem\/wp-content\/uploads\/Copertine%20Riviste\/Copertine%20Pulse\/fn-febbraio-2015-tavola-rotonda-green-and-profitable-intellisystem-technologies.jpg","og:image:secure_url":"https:\/\/www.intellisystem.it\/Intellisystem\/wp-content\/uploads\/Copertine%20Riviste\/Copertine%20Pulse\/fn-febbraio-2015-tavola-rotonda-green-and-profitable-intellisystem-technologies.jpg","og:image:width":700,"og:image:height":400,"article:tag":["reduced costs","profit maximization","green technology","randieri","tavola rotonda","interviste"],"article:published_time":"2015-05-24T10:10:23+00:00","article:modified_time":"2017-01-05T16:37:06+00:00","article:publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/intellisystem","twitter:card":"summary_large_image","twitter:site":"@C_Randieri","twitter:title":"Tavola rotonda \u2018Green and profitable\u2019","twitter:description":"Con Cristian Randieri, Ph.D., presidente e CEO di Intellisystem Technologies (randieri@intellisystem.it - www.intellisystem.it); Vittorio Agostinelli, product manager Factory Automation di Panasonic Electric Works Italia; Peter Lutz, managing director di Sercos International; Paolo Lagan\u00e0, responsabile tecnico di Inlon Engineering; Martin Rostan, direttore esecutivo di ETG - Ethercat Technology Group; John Browett, general manager di Clpa. ---- L\u2019IMPIEGO DI RETI STANDARD, ALCUNE DOTATE DI APPOSITI PROFILI E SPECIFICHE CHE CONSENTONO UN PI\u00d9 EFFICIENTE USO DELL\u2019ENERGIA, PU\u00d2 AIUTARE LE AZIENDE AD AUMENTARE I PROFITTI, RIDUCENDO I CONSUMI E FAVORENDO LA SOSTENIBILIT\u00c0 Ormai da anni si parla di \u2018sostenibilit\u00e0\u2019: di fronte a una crisi economica globale che drena risorse e frena gli investimenti, non si possono pi\u00f9 rimandare i \u2018bilanci\u2019, non si possono pi\u00f9 tollerare gli \u2018sprechi\u2019. La produzione deve essere efficiente, l\u2019energia deve essere utilizzata al meglio, quando serve e dove serve, gli scarti devono essere ridotti al minimo, i lotti devono essere prodotti \u2018just in time\u2019 seguendo flessibilmente le richieste del mercato. Tutto questo richiede innovazione tecnologica, un\u2019innovazione in sistemi e apparati, hardware e soprattutto software, anche e soprattutto a livello di rete e comunicazione dati. Solo cos\u00ec l\u2019azienda pu\u00f2 sfruttare soluzioni, dall\u2019IoT al cloud, che possono renderla pi\u00f9 efficiente e competitiva in un mondo, quello del business, fattosi sempre pi\u00f9 globale e agguerrito sul fronte sia dei prezzi, sia della qualit\u00e0. Ecco dunque che essere \u2018sostenibili\u2019, essere \u2018green\u2019, non pu\u00f2 rappresentare solo un\u2019operazione di facciata, ma deve essere parte di un progetto di pi\u00f9 ampio respiro che coinvolge l\u2019intera azienda e tutti i suoi dipendenti, cambiando il modo di produrre e di intendere la produzione stessa, affinch\u00e9 l\u2019investimento possa ripagarsi e in tempi brevi. Ma vediamo cosa pensano riguardo a questo tema alcuni protagonisti del settore. Oltre l\u2019immagine Fieldbus&amp;Networks: Un investimento in tecnologie \u2018green\u2019 pu\u00f2 dare ritorni economici concreti o \u00e8 solo una questione di immagine? Cristian Randieri, Ph.D., presidente e CEO di Intellisystem Technologies (www.intellisystem.it): \u201cIn generale, quello delle tecnologie \u2018green\u2019 \u00e8 un mercato in crescita un po\u2019 dappertutto: come riportato da pi\u00f9 fonti il settore \u2018clean tech\u2019 continua a registrare nuovi investimenti. Basti pensare che tra il 2007 e il 2010 la crescita in media \u00e8 stata dell\u201911,8% all\u2019anno. E se a livello mondiale il fenomeno \u00e8 quanto mai significativo, lo \u00e8 particolarmente nei Paesi in via di sviluppo, dove pu\u00f2 tradursi in nuove possibilit\u00e0 di esportazione di prodotti \u2018hi-tech made in Italy\u2019, un\u2019occasione sicuramente da non perdere per le aziende italiane che investono in ricerca e innovazione. Penso che il discorso inerente all\u2019immagine sia secondario a quello concreto di produrre nuove tecnologie a basso costo eco-compatibili, poich\u00e9 tra qualche decennio dovremo fare i conti con gli effetti delle varie politiche non eco-sostenibili attuate sinora soprattutto dai Paesi emergenti. Sul fronte del lavoro, poi, le tecnologie \u2018green\u2019 appaiono una scommessa ragionevole per le imprese che offriranno i cosiddetti \u2018green job\u2019, ossia assumendo persone con competenze tecnologiche \u2018green\u2019\u201d. Vittorio Agostinelli, product manager Factory Automation di Panasonic Electric Works Italia (www.panasonic-electricworks.it): \u201cInvestire in tecnologie \u2018green\u2019 per l\u2019efficienza energetica \u2018paga\u2019 in termini economici, in quanto, dopo il periodo di ammortamento dell\u2019investimento, l\u2019azienda ha un elemento in pi\u00f9 a favore per mantenersi competitiva sul mercato, oltre che avere un effettivo ritorno in termini di immagine in termini di marketing. Se per\u00f2 si lavora solo per il ritorno di immagine, tutto si traduce in un mero costo \u2018commerciale-pubblicitario\u2019\u201d. Peter Lutz, managing director di Sercos International (www.sercos.de): \u201cLe aziende possono non solo godere dei benefi ci derivanti dal risparmio, dato direttamente dalla riduzione del consumo energetico, ma anche delle agevolazioni fi scali previste da alcuni governi nazionali. Per esempio, in Germania, fra gli obblighi imposti per ottenere una riduzione delle tasse sull\u2019elettricit\u00e0, figurano la presenza di un sistema di gestone dell\u2019energia conforme alla ISO 50001 e la prova di un effettivo incremento dell\u2019efficienza (al momento dell\u20191,3%). La riduzione pu\u00f2 arrivare anche al 90%\u201d. Paolo Lagan\u00e0, responsabile tecnico di Inlon Engineering (www.inlon.it): \u201cTemo che in questo momento e in questo Paese si tratti soprattutto di un investimento di immagine, nel senso che pu\u00f2 far differenziare il brand aziendale rispetto alla concorrenza. Di per s\u00e9, per\u00f2, difficilmente le tecnologie generano business, se non sono orientate a un immediato ritorno economico\u201d. Martin Rostan, direttore esecutivo di ETG - Ethercat Technology Group (www.ethercat.org): \u201cSebbene Ethercat non sia ancora stato dichiarato una tecnologia \u2018verde\u2019, abbiamo osservato numerosi casi in cui il suo impiego ha portato a un ritorno economico sugli investimenti in termini di efficienza energetica, risparmio di materiali e incremento del ciclo di vita. Non posso affermare al contrario che questo avviene necessariamente per ogni tecnologia che porti l\u2019etichetta \u2018green\u2019\u201d. John Browett, general manager di Clpa (CC-Link Partner Association - Europe - www.clpa-europe.com): \u201cSe si lavora bene gli investimenti in tecnologie \u2018green\u2019 possono generare un effettivo ritorno economico. Molti stanno ormai cominciando a comprendere che l\u2019energia deve essere considerata una materia prima, proprio come il metallo, la plastica o il legno, in quanto il modo in cui viene impiegata ha un impatto diretto sulle performance finanziarie aziendali: una gestione attenta dell\u2019energia dovrebbe essere una priorit\u00e0 per il management. Certo, le realt\u00e0 pi\u00f9 \u2018capaci\u2019 possono poi anche promuovere la propria immagine facendo leva sulla loro abilit\u00e0 di gestire attentamente l\u2019energia. Oltretutto, a volte gli \u2018accorgimenti\u2019 tecnici da prendere per essere pi\u00f9 \u2018sostenibili\u2019 sono fi n banali. Per esempio, alcune aziende hanno dipinto i loro tetti di colore chiaro in modo da riflettere i raggi del Sole. Questo porta a un risparmio anche significativo dell\u2019energia richiesta per far funzionare i sistemi Hvac atti a mantenere il comfort ambientale negli edifici. Le aziende stanno semplicemente cominciando a realizzare che spesso a livello operativo si spreca energia mentre si potrebbe evitarlo. Per esempio, si \u00e8 soliti far funzionare alla massima velocit\u00e0 ventilatori e ventole, regolandone il flusso meccanicamente tramite l\u2019apertura o chiusura di bocchette d\u2019aerazione. Ora alcune aziende hanno capito che \u00e8 pi\u00f9 efficiente usare un inverter per controllare la velocit\u00e0 del motore e produrre gi\u00e0 il flusso d\u2019aria richiesto. L\u2019attivit\u00e0 di questi inverter si pu\u00f2 coordinare tramite una rete, la quale pu\u00f2 anche consentire di monitorare la quantit\u00e0 e il costo dell\u2019energia impiegata per ciascun dispositivo. In questo modo le aziende possono capire in quali ambiti possono risparmiare. Oltretutto, con l\u2019andar del tempo, sar\u00e0 sempre pi\u00f9 diffi cile individuare quali siano le eventuali aree di risparmio. Qui \u00e8 dove le funzionalit\u00e0 di monitoraggio offerte dalle reti che connettono i sistemi principali dell\u2019impianto possono dare un grande aiuto\u201d. Sostenibili e redditizie FN: Come possono le tecnologie di rete aiutare le aziende a combinare sostenibilit\u00e0 e redditivit\u00e0? Browett: \u201cDa quando Ethernet \u00e8 diventato uno standard riconosciuto per le reti industriali, quello della gestione dell\u2019energia ha costituito una delle funzioni per le quali la rete \u00e8 stata pensata. Oggi, molti protocolli Industrial Ethernet, come CC-Link IE, offrono la possibilit\u00e0 di monitorare e controllare l\u2019uso dell\u2019energia in modo economico. La disponibilit\u00e0 di queste funzioni addizionali riduce il CTO, in quanto non \u00e8 pi\u00f9 necessario implementare una rete a parte per assolvere ai compiti legati alla gestione energetica. Questo rende pi\u00f9 facile controllare in modo efficiente la strumentazione industriale, in quanto \u00e8 possibile monitorare il consumo dei singoli dispositivi, cos\u00ec come di macchine specifiche. Questo costituisce un notevole miglioramento rispetto alle metodologie precedenti, che consentivano il monitoraggio solo di una parte dell\u2019impianto. La sostenibilit\u00e0 \u00e8 per\u00f2 pi\u00f9 difficile da ottenere, in quanto a volte dipende da aspetti che sfuggono al controllo aziendale, per esempio come viene generata la corrente elettrica, o come vengono estratte le materie prime ecc. Focalizzandosi per\u00f2 sulle giuste risorse, si pu\u00f2 arrivare anche alla sostenibilit\u00e0. Per raggiungerla alcune aziende stanno investendo in risorse rinnovabili. Questo ha portato, per esempio, al recente incremento delle vendite di pannelli fotovoltaici. Le reti giocano un ruolo importante nel controllo efficiente di queste risorse. Per esempio, si sa che l\u2019output di un pannello fotovoltaico migliora se questo cambia posizione durante il giorno, per avere il maggiore irraggiamento possibile. \u00c8 inoltre chiaro che occorre una rete per monitorare e controllare tutti i pannelli fotovoltaici di un vasto parco installato\u201d. Lagan\u00e0: \u201cIndubbiamente le tecnologie di rete consentono di ottimizzare l\u2019impiego delle risorse e di ampliare e rendere pi\u00f9 efficaci gli strumenti di controllo e analisi, quindi un loro uso intelligente e appropriato non pu\u00f2 che andare a beneficio dell\u2019azienda\u201d. Randieri: \u201cDa sempre il possesso di tecnologie TLC, o tecnologie di rete, sono state vincenti. Oggi alle varie sfi de tecnologiche si aggiunge quella che potremmo definire del \u2018green-networking\u2019; essa, dal punto di vista industriale, enfatizza i concetti di maggiore integrazione, riduzione delle distanze, pi\u00f9 automazione, diminuzione dei costi di esercizio. Il che si traduce in una maggiore sostenibilit\u00e0 e redditivit\u00e0 per chi fa uso di tali tecnologie. Gli sprechi in ambito industriale sono innumerevoli, basti pensare ai lunghi periodi di inattivit\u00e0 dei vari dispositivi di networking durante le ore in cui le aziende non lavorano, o allo spreco di energia legato alla lunghezza dei cavi. Per esempio, qualsiasi switch \u00e8 progettato per supportare sino a 100 m di cavo, quando in media nelle aziende i segmenti sono di 5-10 m. Sarebbe opportuno che lo switch fosse in grado di rilevare la lunghezza del cavo e di regolare conseguentemente i consumi energetici\u201d. Agostinelli: \u201cNell\u2019industria, una delle priorit\u00e0 future riguarder\u00e0 l\u2019attuazione di strategie atte a ottenere un miglioramento dell\u2019effi cienza. Un approccio sistematico alla misura e alla raccolta dati si pu\u00f2 avvalere di dispositivi di misura, come la serie Eco-Power Meter di Panasonic. Sono contatori di energia grazie ai quali, attraverso una porta di comunicazione RS485, si possono mettere a disposizione di altri apparati i dati raccolti. Il sistema di raccolta (PLC) pu\u00f2 eseguire poi il campionamento dei dati dei diversi strumenti tramite una rete cablata o wireless posta all\u2019interno dell\u2019impianto. Dal punto di raccolta si potrebbe avere una rappresentazione locale dei dati ottenuti tramite interfaccia operatore, oppure memorizzare o mettere i dati a disposizione di un livello superiore di raccolta. Quest\u2019ultimo pu\u00f2 essere costituito da PC in rete Ethernet locale (LAN), o da PC in remoto collegabili a PLC tramite diverse metodologie di telecontrollo cablato (Pstn, Adsl ecc.) o wireless (Gprs\/Hspa). La rete che permette il passaggio e la condivisione delle informazioni costituisce dunque un elemento centrale, indispensabile per conoscere l\u2019impianto e\/o sistema, in modo poi da applicarvi le opportune misure, contromisure e gli investimenti\u201d. Rostan: \u201cSe utilizzate correttamente, prestazioni di rete superiori e banda di comunicazione contribuiscono a risparmiare risorse ed energia. Anzitutto le prestazioni: gli utilizzatori di Ethercat, per esempio, riferiscono che, grazie ai brevissimi tempi-ciclo ottenibili mediante questo standard, essi hanno potuto ridurre drasticamente i tempi di attesa e incrementare in tal modo il rendimento dell\u2019impianto in misura superiore all\u2019aumento del consumo di energia. In altre parole, \u00e8 stato ridotto il consumo di energia per singolo pezzo prodotto. Inoltre, la disponibilit\u00e0 di un\u2019ampia banda di comunicazione, come quella messa a disposizione da Ethercat grazie al suo principio di funzionamento, costituisce una premessa per l\u2019integrazione all\u2019interno della rete di tecnologie di misura dell\u2019energia, per il rilevamento e l\u2019ottimizzazione dei consumi nei sistemi esistenti\u201d. Lutz: \u201cIn generale, si pu\u00f2 dire che le tecnologie di rete abbiano un notevole impatto sull\u2019efficienza e le performance, cos\u00ec come sul TCO delle macchine. Il bus di automazione Sercos, per esempio, \u00e8 progettato per offrire performance elevate, alta flessibilit\u00e0 e un\u2019accuratezza dell\u2019ordine di nanosecondi, in modo da essere applicabile a tutti i tipi di applicazione di automazione, anche nelle macchine ad alte prestazioni. La possibilit\u00e0 di utilizzare una rete consolidata e standard per lo scambio dei dati legati al processo (motion, safety, I\/O, visione) porta significativi vantaggi in termini di costi. Al contempo, le reti semplificano la comunicazione fra la periferia delle macchine e i sistemi di supervisione IT, in modo da offrire ulteriori vantaggi potenziali, per esempio legati al condition monitoring e all\u2019ottimizzazione dei processi\u201d. Certificare o no? FN: Sarebbe utile che esistesse uno standard o un marchio riconosciuto per le tecnologie di comunicazione atto a certifi carne l\u2019effi cienza energetica o la sostenibilit\u00e0, come \u2018Energy Star\u2019 per il settore ICT o le \u2018etichette energetiche\u2019 che contraddistinguono gli elettrodomestici? Rostan: \u201cNo, non credo, nel caso delle tecnologie di comunicazione l\u2019efficienza energetica viene conseguita piuttosto in modo indiretto, con il miglioramento del rendimento dell\u2019applicazione, che non sul piano della tecnologia di comunicazione stessa. Per questo motivo una certificazione della tecnologia non credo abbia senso\u201d. Lutz: \u201cUna rete pu\u00f2 offrire determinate funzionalit\u00e0, ma la sfida principale sta poi nella capacit\u00e0 di saperle impiegare al meglio per risparmiare energia o diventare pi\u00f9 sostenibili. Penso che l\u2019introduzione di una sorta di certificazione atta a provare il livello di efficienza energetica e\/o sostenibilit\u00e0 di una rete di per s\u00e9 creerebbe solo confusione\u201d. Lagan\u00e0: \u201cAggiungerei che forse il problema riguarda pi\u00f9 la certificazione dei fornitori, che quella dei prodotti\u201d. Randieri: \u201cRitengo che sarebbe utile, invece, poich\u00e9, cos\u00ec come gi\u00e0 accade in altri settori, il consumatore avrebbe uno strumento in pi\u00f9 per orientarsi meglio nella scelta degli apparati di rete da adottare, magari ponendosi dei quesiti sulle problematiche inerenti ai loro consumi. Sembra banale ma la maggior parte delle PMI in Italia non si \u00e8 mai posto il problema di adottare delle soluzioni per la riduzione dei costi legati ai consumi energetici degli apparati di rete. Dalle parole non sar\u00e0 facile passare ai fatti, occorreranno infatti anni prima che si definiscano dei protocolli di valutazione e attuazione condivisi\u201d. Browett: \u201cL\u2019esigenza di un riconoscimento si sente, in realt\u00e0, e qualcosa in questo senso si sta gi\u00e0 muovendo. Alcune tecnologie di rete, per esempio CC-Link IE, offrono gi\u00e0 delle funzioni particolari per la gestione energetica. Un\u2019azienda che impiega le nostre reti sta gi\u00e0 facendo delle dichiarazioni relative alla loro capacit\u00e0 di gestire l\u2019energia. Ovviamente, questo tipo di asserzioni non sono comparabili con un sistema di certificazione come quello legato al marchio \u2018Energy Star\u2019. Per questo tipo di certificazione di conformit\u00e0 dovrebbero muoversi organismi come OSI o IEC\u201d. L\u2019innovazione tecnologica si fa \u2018green\u2019 FN: Quali innovazioni tecnologiche possono aiutare la diffusione delle reti di comunicazione in progetti \u2018green\u2019? Browett: \u201cPotrebbe sembrare ironico, ma, ovviamente, anche le reti che servono a monitorare e controllare l\u2019uso dell\u2019energia, consumano a loro volta, in qualche modo, energia! Ebbene, i sistemi devono consumare poca energia, altrimenti saranno a loro volta parte del problema, anzich\u00e9 aiutare a risolverlo. Fra le tecnologie che possono supplire in questo figurano, per esempio, quelle legate all\u2019energy harvesting. Grazie a esse un dispositivo di monitoraggio pu\u00f2 letteralmente essere alimentato tramite vibrazioni o altri movimenti, in modo da \u2018auto-alimentarsi\u2019. Del resto, alla fi ne l\u2019aspetto decisivo sar\u00e0 economico, non tecnologico: se verr\u00e0 dimostrato che il ritorno su questo tipo di sistemi si ottiene in un periodo relativamente ragionevole, e poi si continuano a generare ricavi, allora questa sar\u00e0 la strada giusta da percorrere\u201d. Agostinelli: \u201cPi\u00f9 che concentrarsi su tecnologie innovative, sarebbe utile definire quale caratteristica deve avere una tecnologia per una valida e significativa diffusione. Apertura e standardizzazione, per esempio, sono parte integrante delle soluzioni proposte da Panasonic, con l\u2019obiettivo di garantire gli ingenti investimenti allocati dall\u2019utilizzatore per il tempo pi\u00f9 lungo possibile, rendendoli immuni da un\u2019eccessiva dipendenza dai fornitori e da una troppo rapida obsolescenza tecnologica. Ci\u00f2 avviene perch\u00e9 la standardizzazione porta alla creazione di una possibile offerta di pi\u00f9 partner, tutti focalizzati su un\u2019unica soluzione\u201d. Lagan\u00e0: \u201cHo la sensazione che si vada avanti a colpi di annunci e nuove proposte, senza per\u00f2 che vi sia qualcosa di effettivamente consolidato e implementato\u201d. Randieri: \u201cSicuramente le tecnologie di \u2018smart sensing\u2019, ovvero le applicazioni di sensori e reti di sensori, possono contribuire in modo significativo a un uso pi\u00f9 efficiente delle risorse, per affrontare le sfide ambientali e ridurre gli effetti del cambiamento climatico. Negli \u2018smart building\u2019, per esempio, l\u2019accoppiamento degli standard minimi di efficienza energetica con l\u2019uso della tecnologia dei sensori pu\u00f2 essere un fattore importante per ridurre l\u2019uso di energia elettrica e le emissioni di gas a effetto serra. Tuttavia, si devono prendere in considerazione eventuali effetti di tipo \u2018rimbalzo\u2019, in particolare nei trasporti. Una maggiore efficienza dovuta all\u2019impiego della tecnologia dei sensori deve essere accompagnata da una gestione della domanda di internalizzazione dei costi ambientali, per esempio incoraggiando il cambiamento sistematico nel comportamento dei consumatori e degli utenti, educandoli a un consapevole uso dell\u2019energia. Le politiche e le iniziative del governo, a mio avviso, sono cruciali per favorire gli effetti ambientali positivi scaturiti dall\u2019uso di sensori e reti di sensori. Una soluzione potrebbe essere un\u2019intensa attivit\u00e0 programmatica, che abbia come obiettivo quello di dimostrare e promuovere l\u2019uso della tecnologia dei sensori mediante progetti pilota atti a offrire un valido supporto per lo sviluppo di standard aperti\u201d. Lutz: \u201cFieldbus e reti possono essere le architetture \u2018abilitanti\u2019, sulla base delle quali i costruttori di macchine e gli utenti finali implementano progetti \u2018green\u2019. Un buon esempio di questo \u00e8 costituito dal profilo \u2018Energy\u2019 di Sercos. Sercos Energy \u00e8 un profilo implementabile a livello applicativo, che definisce parametri e comandi per la riduzione dei consumi di energia in modo uniforme e indipendente dal fornitore. Pu\u00f2 essere incorporato nei dispositivi Sercos da qualsiasi fornitore. Riduce il consumo di energia in tre modi: riduzione del carico permanente quando macchine\/motori sono in stand by; aggiustamento dinamico del consumo energetico legato al processo in base ai tempi\/dati di completamento \u2018target\u2019, per ottenere un carico parziale pi\u00f9 efficiente; risparmio dell\u2019energia durante il processo spegnando i componenti che non sono necessari in un certo particolare momento o punto del processo (attivit\u00e0 parziale delle macchine)\u201d. Qualche esempio\u2026 FN: Avete dei risultati da condividere, ottenuti in progetti vostri o dei vostri clienti? Randieri: \u201cLa nostra azienda da sempre si \u00e8 occupata di queste tematiche ed \u00e8 stata una delle prime a progettare e costruire dei sistemi embedded per il telecontrollo remoto di apparati, con il duplice obiettivo di automatizzare questi ultimi, compatibilmente con il risparmio energetico. Siamo stati tra i primi in Italia a introdurre un sistema capace di controllare i carichi degli apparati permettendone l\u2019attivazione e disattivazione in funzione delle politiche di risparmio energetico. Oggi, le maggiori esigenze dei nostri clienti sono focalizzate sul monitoraggio dei consumi delle macchine per la produzione. Stiamo mettendo a punto un sistema basato su tecnologie \u2018smart sensing\u2019, che stimiamo permetter\u00e0 un abbattimento dei consumi tra il 10% e il 30% in funzione delle tipologie di applicazione\u201d. Agostinelli: \u201cPrimo fruitore della tecnologia Panasonic \u00e8 la stessa Panasonic. Per cui riporto a titolo di esempio il sistema di monitoraggio realizzato presso l\u2019impianto produttivo di Tastuno, dove, grazie a un sistema di raccolta dati su rete e alla serie Eco-Power Meter, vengono monitorate le varie utenze. In un momento successivo sono state prese le appropriate contromisure. Per la competitivit\u00e0 aziendale, uno dei fronti di analisi \u00e8 proprio la riduzione dei costi e, se si riesce grazie all\u2019efficienza energetica a ottenere una riduzione nei costi dell\u2019energia e un miglioramento dell\u2019immagine aziendale, ci\u00f2 va positivamente a beneficio dell\u2019intera azienda\u201d. Rostan: \u201cUn esempio significativo ci \u00e8 stato riportato da un costruttore di macchine nel settore plastico: grazie alla riduzione dei tempi-ciclo che si \u00e8 potuta ottenere grazie alle prestazioni di Ethercat, \u00e8 stato possibile migliorare la precisione di fabbricazione. Di conseguenza, lo spessore delle pareti delle confezioni di yogurt prodotte \u00e8 stata ridotta. La migrazione a una tecnologia di controllo basata su Ethercat ha portato in questo modo a un risparmio di circa 125 tonnellate di materiale plastico all\u2019anno per singola macchina e a un conseguente risparmio energetico, infatti non \u00e8 stato necessario fondere queste 125 tonnellate di plastica\u2026\u201d.","twitter:creator":"@C_Randieri","twitter:image":"https:\/\/www.intellisystem.it\/Intellisystem\/wp-content\/uploads\/Copertine Riviste\/Copertine Pulse\/fn-febbraio-2015-tavola-rotonda-green-and-profitable-intellisystem-technologies.jpg"},"aioseo_meta_data":{"post_id":"1944","title":"Tavola rotonda \u2018Green and profitable\u2019","description":"Con Cristian Randieri, Ph.D., presidente e CEO di Intellisystem Technologies (randieri@intellisystem.it - www.intellisystem.it); Vittorio Agostinelli, product manager Factory Automation di Panasonic Electric Works Italia; Peter Lutz, managing director di Sercos International; Paolo Lagan\u00e0, responsabile tecnico di Inlon Engineering; Martin Rostan, direttore esecutivo di ETG - Ethercat Technology Group; John Browett, general manager di Clpa.\r\n----\r\nL\u2019IMPIEGO DI RETI STANDARD, ALCUNE DOTATE DI APPOSITI PROFILI E SPECIFICHE CHE CONSENTONO UN PI\u00d9 EFFICIENTE USO DELL\u2019ENERGIA, PU\u00d2 AIUTARE LE AZIENDE AD AUMENTARE I PROFITTI, RIDUCENDO I CONSUMI E FAVORENDO LA SOSTENIBILIT\u00c0  \r\n\r\nOrmai da anni si parla di \u2018sostenibilit\u00e0\u2019: di fronte a una crisi economica globale che drena risorse e frena gli investimenti, non si possono pi\u00f9 rimandare i \u2018bilanci\u2019, non si possono pi\u00f9 tollerare gli \u2018sprechi\u2019. La produzione deve essere efficiente, l\u2019energia deve essere utilizzata al meglio, quando serve e dove serve, gli scarti devono essere ridotti al minimo, i lotti devono essere prodotti \u2018just in time\u2019 seguendo flessibilmente le richieste del mercato. Tutto questo richiede innovazione tecnologica, un\u2019innovazione in sistemi e apparati, hardware e soprattutto software, anche e soprattutto a livello di rete e comunicazione dati. Solo cos\u00ec l\u2019azienda pu\u00f2 sfruttare soluzioni, dall\u2019IoT al cloud, che possono renderla pi\u00f9 efficiente e competitiva in un mondo, quello del business, fattosi sempre pi\u00f9 globale e agguerrito sul fronte sia dei prezzi, sia della qualit\u00e0. Ecco dunque che essere \u2018sostenibili\u2019, essere \u2018green\u2019, non pu\u00f2 rappresentare solo un\u2019operazione di facciata, ma deve essere parte di un progetto di pi\u00f9 ampio respiro che coinvolge l\u2019intera azienda e tutti i suoi dipendenti, cambiando il modo di produrre e di intendere la produzione stessa, affinch\u00e9 l\u2019investimento possa ripagarsi e in tempi brevi. Ma vediamo cosa pensano riguardo a questo tema alcuni protagonisti del settore.  \r\n\r\nOltre l\u2019immagine \r\nFieldbus&amp;Networks: Un investimento in tecnologie \u2018green\u2019 pu\u00f2 dare ritorni economici concreti o \u00e8 solo una questione di immagine? \r\n\r\nCristian Randieri, Ph.D., presidente e CEO di Intellisystem Technologies (www.intellisystem.it): \u201cIn generale, quello delle tecnologie \u2018green\u2019 \u00e8 un mercato in crescita un po\u2019 dappertutto: come riportato da pi\u00f9 fonti il settore \u2018clean tech\u2019 continua a registrare nuovi investimenti. Basti pensare che tra il 2007 e il 2010 la crescita in media \u00e8 stata dell\u201911,8% all\u2019anno. E se a livello mondiale il fenomeno \u00e8 quanto mai significativo, lo \u00e8 particolarmente nei Paesi in via di sviluppo, dove pu\u00f2 tradursi in nuove possibilit\u00e0 di esportazione di prodotti \u2018hi-tech made in Italy\u2019, un\u2019occasione sicuramente da non perdere per le aziende italiane che investono in ricerca e innovazione. Penso che il discorso inerente all\u2019immagine sia secondario a quello concreto di produrre nuove tecnologie a basso costo eco-compatibili, poich\u00e9 tra qualche decennio dovremo fare i conti con gli effetti delle varie politiche non eco-sostenibili attuate sinora soprattutto dai Paesi emergenti. Sul fronte del lavoro, poi, le tecnologie \u2018green\u2019 appaiono una scommessa ragionevole per le imprese che offriranno i cosiddetti \u2018green job\u2019, ossia assumendo persone con competenze tecnologiche \u2018green\u2019\u201d. \r\n\r\nVittorio Agostinelli, product manager Factory Automation di Panasonic Electric Works Italia (www.panasonic-electricworks.it): \u201cInvestire in tecnologie \u2018green\u2019 per l\u2019efficienza energetica \u2018paga\u2019 in termini economici, in quanto, dopo il periodo di ammortamento dell\u2019investimento, l\u2019azienda ha un elemento in pi\u00f9 a favore per mantenersi competitiva sul mercato, oltre che avere un effettivo ritorno in termini di immagine in termini di marketing. Se per\u00f2 si lavora solo per il ritorno di immagine, tutto si traduce in un mero costo \u2018commerciale-pubblicitario\u2019\u201d. \r\n\r\nPeter Lutz, managing director di Sercos International (www.sercos.de): \u201cLe aziende possono non solo godere dei benefi ci derivanti dal risparmio, dato direttamente dalla riduzione del consumo energetico, ma anche delle agevolazioni fi scali previste da alcuni governi nazionali. Per esempio, in Germania, fra gli obblighi imposti per ottenere una riduzione delle tasse sull\u2019elettricit\u00e0, figurano la presenza di un sistema di gestone dell\u2019energia conforme alla ISO 50001 e la prova di un effettivo incremento dell\u2019efficienza (al momento dell\u20191,3%). La riduzione pu\u00f2 arrivare anche al 90%\u201d. \r\n\r\nPaolo Lagan\u00e0, responsabile tecnico di Inlon Engineering (www.inlon.it): \u201cTemo che in questo momento e in questo Paese si tratti soprattutto di un investimento di immagine, nel senso che pu\u00f2 far differenziare il brand aziendale rispetto alla concorrenza. Di per s\u00e9, per\u00f2, difficilmente le tecnologie generano business, se non sono orientate a un immediato ritorno economico\u201d. \r\n\r\nMartin Rostan, direttore esecutivo di ETG - Ethercat Technology Group (www.ethercat.org): \u201cSebbene Ethercat non sia ancora stato dichiarato una tecnologia \u2018verde\u2019, abbiamo osservato numerosi casi in cui il suo impiego ha portato a un ritorno economico sugli investimenti in termini di efficienza energetica, risparmio di materiali e incremento del ciclo di vita. Non posso affermare al contrario che questo avviene necessariamente per ogni tecnologia che porti l\u2019etichetta \u2018green\u2019\u201d. \r\n\r\nJohn Browett, general manager di Clpa (CC-Link Partner Association - Europe - www.clpa-europe.com): \u201cSe si lavora bene gli investimenti in tecnologie \u2018green\u2019 possono generare un effettivo ritorno economico. Molti stanno ormai cominciando a comprendere che l\u2019energia deve essere considerata una materia prima, proprio come il metallo, la plastica o il legno, in quanto il modo in cui viene impiegata ha un impatto diretto sulle performance finanziarie aziendali: una gestione attenta dell\u2019energia dovrebbe essere una priorit\u00e0 per il management. Certo, le realt\u00e0 pi\u00f9 \u2018capaci\u2019 possono poi anche promuovere la propria immagine facendo leva sulla loro abilit\u00e0 di gestire attentamente l\u2019energia. Oltretutto, a volte gli \u2018accorgimenti\u2019 tecnici da prendere per essere pi\u00f9 \u2018sostenibili\u2019 sono fi n banali. Per esempio, alcune aziende hanno dipinto i loro tetti di colore chiaro in modo da riflettere i raggi del Sole. Questo porta a un risparmio anche significativo dell\u2019energia richiesta per far funzionare i sistemi Hvac atti a mantenere il comfort ambientale negli edifici. Le aziende stanno semplicemente cominciando a realizzare che spesso a livello operativo si spreca energia mentre si potrebbe evitarlo. Per esempio, si \u00e8 soliti far funzionare alla massima velocit\u00e0 ventilatori e ventole, regolandone il flusso meccanicamente tramite l\u2019apertura o chiusura di bocchette d\u2019aerazione. Ora alcune aziende hanno capito che \u00e8 pi\u00f9 efficiente usare un inverter per controllare la velocit\u00e0 del motore e produrre gi\u00e0 il flusso d\u2019aria richiesto. L\u2019attivit\u00e0 di questi inverter si pu\u00f2 coordinare tramite una rete, la quale pu\u00f2 anche consentire di monitorare la quantit\u00e0 e il costo dell\u2019energia impiegata per ciascun dispositivo. In questo modo le aziende possono capire in quali ambiti possono risparmiare. Oltretutto, con l\u2019andar del tempo, sar\u00e0 sempre pi\u00f9 diffi cile individuare quali siano le eventuali aree di risparmio. Qui \u00e8 dove le funzionalit\u00e0 di monitoraggio offerte dalle reti che connettono i sistemi principali dell\u2019impianto possono dare un grande aiuto\u201d. \r\n\r\nSostenibili e redditizie \r\nFN: Come possono le tecnologie di rete aiutare le aziende a combinare sostenibilit\u00e0 e redditivit\u00e0? \r\n\r\nBrowett: \u201cDa quando Ethernet \u00e8 diventato uno standard riconosciuto per le reti industriali, quello della gestione dell\u2019energia ha costituito una delle funzioni per le quali la rete \u00e8 stata pensata. Oggi, molti protocolli Industrial Ethernet, come CC-Link IE, offrono la possibilit\u00e0 di monitorare e controllare l\u2019uso dell\u2019energia in modo economico. La disponibilit\u00e0 di queste funzioni addizionali riduce il CTO, in quanto non \u00e8 pi\u00f9 necessario implementare una rete a parte per assolvere ai compiti legati alla gestione energetica. Questo rende pi\u00f9 facile controllare in modo efficiente la strumentazione industriale, in quanto \u00e8 possibile monitorare il consumo dei singoli dispositivi, cos\u00ec come di macchine specifiche. Questo costituisce un notevole miglioramento rispetto alle metodologie precedenti, che consentivano il monitoraggio solo di una parte dell\u2019impianto. La sostenibilit\u00e0 \u00e8 per\u00f2 pi\u00f9 difficile da ottenere, in quanto a volte dipende da aspetti che sfuggono al controllo aziendale, per esempio come viene generata la corrente elettrica, o come vengono estratte le materie prime ecc. Focalizzandosi per\u00f2 sulle giuste risorse, si pu\u00f2 arrivare anche alla sostenibilit\u00e0. Per raggiungerla alcune aziende stanno investendo in risorse rinnovabili. Questo ha portato, per esempio, al recente incremento delle vendite di pannelli fotovoltaici. Le reti giocano un ruolo importante nel controllo efficiente di queste risorse. Per esempio, si sa che l\u2019output di un pannello fotovoltaico migliora se questo cambia posizione durante il giorno, per avere il maggiore irraggiamento possibile. \u00c8 inoltre chiaro che occorre una rete per monitorare e controllare tutti i pannelli fotovoltaici di un vasto parco installato\u201d. \r\n\r\nLagan\u00e0: \u201cIndubbiamente le tecnologie di rete consentono di ottimizzare l\u2019impiego delle risorse e di ampliare e rendere pi\u00f9 efficaci gli strumenti di controllo e analisi, quindi un loro uso intelligente e appropriato non pu\u00f2 che andare a beneficio dell\u2019azienda\u201d. \r\n\r\nRandieri: \u201cDa sempre il possesso di tecnologie TLC, o tecnologie di rete, sono state vincenti. Oggi alle varie sfi de tecnologiche si aggiunge quella che potremmo definire del \u2018green-networking\u2019; essa, dal punto di vista industriale, enfatizza i concetti di maggiore integrazione, riduzione delle distanze, pi\u00f9 automazione, diminuzione dei costi di esercizio. Il che si traduce in una maggiore sostenibilit\u00e0 e redditivit\u00e0 per chi fa uso di tali tecnologie. Gli sprechi in ambito industriale sono innumerevoli, basti pensare ai lunghi periodi di inattivit\u00e0 dei vari dispositivi di networking durante le ore in cui le aziende non lavorano, o allo spreco di energia legato alla lunghezza dei cavi. Per esempio, qualsiasi switch \u00e8 progettato per supportare sino a 100 m di cavo, quando in media nelle aziende i segmenti sono di 5-10 m. Sarebbe opportuno che lo switch fosse in grado di rilevare la lunghezza del cavo e di regolare conseguentemente i consumi energetici\u201d. \r\n\r\nAgostinelli: \u201cNell\u2019industria, una delle priorit\u00e0 future riguarder\u00e0 l\u2019attuazione di strategie atte a ottenere un miglioramento dell\u2019effi cienza. Un approccio sistematico alla misura e alla raccolta dati si pu\u00f2 avvalere di dispositivi di misura, come la serie Eco-Power Meter di Panasonic. Sono contatori di energia grazie ai quali, attraverso una porta di comunicazione RS485, si possono mettere a disposizione di altri apparati i dati raccolti. Il sistema di raccolta (PLC) pu\u00f2 eseguire poi il campionamento dei dati dei diversi strumenti tramite una rete cablata o wireless posta all\u2019interno dell\u2019impianto. Dal punto di raccolta si potrebbe avere una rappresentazione locale dei dati ottenuti tramite interfaccia operatore, oppure memorizzare o mettere i dati a disposizione di un livello superiore di raccolta. Quest\u2019ultimo pu\u00f2 essere costituito da PC in rete Ethernet locale (LAN), o da PC in remoto collegabili a PLC tramite diverse metodologie di telecontrollo cablato (Pstn, Adsl ecc.) o wireless (Gprs\/Hspa). La rete che permette il passaggio e la condivisione delle informazioni costituisce dunque un elemento centrale, indispensabile per conoscere l\u2019impianto e\/o sistema, in modo poi da applicarvi le opportune misure, contromisure e gli investimenti\u201d. \r\n\r\nRostan: \u201cSe utilizzate correttamente, prestazioni di rete superiori e banda di comunicazione contribuiscono a risparmiare risorse ed energia. Anzitutto le prestazioni: gli utilizzatori di Ethercat, per esempio, riferiscono che, grazie ai brevissimi tempi-ciclo ottenibili mediante questo standard, essi hanno potuto ridurre drasticamente i tempi di attesa e incrementare in tal modo il rendimento dell\u2019impianto in misura superiore all\u2019aumento del consumo di energia. In altre parole, \u00e8 stato ridotto il consumo di energia per singolo pezzo prodotto. Inoltre, la disponibilit\u00e0 di un\u2019ampia banda di comunicazione, come quella messa a disposizione da Ethercat grazie al suo principio di funzionamento, costituisce una premessa per l\u2019integrazione all\u2019interno della rete di tecnologie di misura dell\u2019energia, per il rilevamento e l\u2019ottimizzazione dei consumi nei sistemi esistenti\u201d. \r\n\r\nLutz: \u201cIn generale, si pu\u00f2 dire che le tecnologie di rete abbiano un notevole impatto sull\u2019efficienza e le performance, cos\u00ec come sul TCO delle macchine. Il bus di automazione Sercos, per esempio, \u00e8 progettato per offrire performance elevate, alta flessibilit\u00e0 e un\u2019accuratezza dell\u2019ordine di nanosecondi, in modo da essere applicabile a tutti i tipi di applicazione di automazione, anche nelle macchine ad alte prestazioni. La possibilit\u00e0 di utilizzare una rete consolidata e standard per lo scambio dei dati legati al processo (motion, safety, I\/O, visione) porta significativi vantaggi in termini di costi. Al contempo, le reti semplificano la comunicazione fra la periferia delle macchine e i sistemi di supervisione IT, in modo da offrire ulteriori vantaggi potenziali, per esempio legati al condition monitoring e all\u2019ottimizzazione dei processi\u201d.  \r\n\r\nCertificare o no? \r\nFN: Sarebbe utile che esistesse uno standard o un marchio riconosciuto per le tecnologie di comunicazione atto a certifi carne l\u2019effi cienza energetica o la sostenibilit\u00e0, come \u2018Energy Star\u2019 per il settore ICT o le \u2018etichette energetiche\u2019 che contraddistinguono gli elettrodomestici? \r\n\r\nRostan: \u201cNo, non credo, nel caso delle tecnologie di comunicazione l\u2019efficienza energetica viene conseguita piuttosto in modo indiretto, con il miglioramento del rendimento dell\u2019applicazione, che non sul piano della tecnologia di comunicazione stessa. Per questo motivo una certificazione della tecnologia non credo abbia senso\u201d. \r\n\r\nLutz: \u201cUna rete pu\u00f2 offrire determinate funzionalit\u00e0, ma la sfida principale sta poi nella capacit\u00e0 di saperle impiegare al meglio per risparmiare energia o diventare pi\u00f9 sostenibili. Penso che l\u2019introduzione di una sorta di certificazione atta a provare il livello di efficienza energetica e\/o sostenibilit\u00e0 di una rete di per s\u00e9 creerebbe solo confusione\u201d. \r\n\r\nLagan\u00e0: \u201cAggiungerei che forse il problema riguarda pi\u00f9 la certificazione dei fornitori, che quella dei prodotti\u201d. \r\n\r\nRandieri: \u201cRitengo che sarebbe utile, invece, poich\u00e9, cos\u00ec come gi\u00e0 accade in altri settori, il consumatore avrebbe uno strumento in pi\u00f9 per orientarsi meglio nella scelta degli apparati di rete da adottare, magari ponendosi dei quesiti sulle problematiche inerenti ai loro consumi. Sembra banale ma la maggior parte delle PMI in Italia non si \u00e8 mai posto il problema di adottare delle soluzioni per la riduzione dei costi legati ai consumi energetici degli apparati di rete. Dalle parole non sar\u00e0 facile passare ai fatti, occorreranno infatti anni prima che si definiscano dei protocolli di valutazione e attuazione condivisi\u201d. \r\n\r\nBrowett: \u201cL\u2019esigenza di un riconoscimento si sente, in realt\u00e0, e qualcosa in questo senso si sta gi\u00e0 muovendo. Alcune tecnologie di rete, per esempio CC-Link IE, offrono gi\u00e0 delle funzioni particolari per la gestione energetica. Un\u2019azienda che impiega le nostre reti sta gi\u00e0 facendo delle dichiarazioni relative alla loro capacit\u00e0 di gestire l\u2019energia. Ovviamente, questo tipo di asserzioni non sono comparabili con un sistema di certificazione come quello legato al marchio \u2018Energy Star\u2019. Per questo tipo di certificazione di conformit\u00e0 dovrebbero muoversi organismi come OSI o IEC\u201d. \r\n\r\nL\u2019innovazione tecnologica si fa \u2018green\u2019 \r\nFN: Quali innovazioni tecnologiche possono aiutare la diffusione delle reti di comunicazione in progetti \u2018green\u2019? \r\n\r\nBrowett: \u201cPotrebbe sembrare ironico, ma, ovviamente, anche le reti che servono a monitorare e controllare l\u2019uso dell\u2019energia, consumano a loro volta, in qualche modo, energia! Ebbene, i sistemi devono consumare poca energia, altrimenti saranno a loro volta parte del problema, anzich\u00e9 aiutare a risolverlo. Fra le tecnologie che possono supplire in questo figurano, per esempio, quelle legate all\u2019energy harvesting. Grazie a esse un dispositivo di monitoraggio pu\u00f2 letteralmente essere alimentato tramite vibrazioni o altri movimenti, in modo da \u2018auto-alimentarsi\u2019. Del resto, alla fi ne l\u2019aspetto decisivo sar\u00e0 economico, non tecnologico: se verr\u00e0 dimostrato che il ritorno su questo tipo di sistemi si ottiene in un periodo relativamente ragionevole, e poi si continuano a generare ricavi, allora questa sar\u00e0 la strada giusta da percorrere\u201d. \r\n\r\nAgostinelli: \u201cPi\u00f9 che concentrarsi su tecnologie innovative, sarebbe utile definire quale caratteristica deve avere una tecnologia per una valida e significativa diffusione. Apertura e standardizzazione, per esempio, sono parte integrante delle soluzioni proposte da Panasonic, con l\u2019obiettivo di garantire gli ingenti investimenti allocati dall\u2019utilizzatore per il tempo pi\u00f9 lungo possibile, rendendoli immuni da un\u2019eccessiva dipendenza dai fornitori e da una troppo rapida obsolescenza tecnologica. Ci\u00f2 avviene perch\u00e9 la standardizzazione porta alla creazione di una possibile offerta di pi\u00f9 partner, tutti focalizzati su un\u2019unica soluzione\u201d. \r\n\r\nLagan\u00e0: \u201cHo la sensazione che si vada avanti a colpi di annunci e nuove proposte, senza per\u00f2 che vi sia qualcosa di effettivamente consolidato e implementato\u201d. \r\n\r\nRandieri: \u201cSicuramente le tecnologie di \u2018smart sensing\u2019, ovvero le applicazioni di sensori e reti di sensori, possono contribuire in modo significativo a un uso pi\u00f9 efficiente delle risorse, per affrontare le sfide ambientali e ridurre gli effetti del cambiamento climatico. Negli \u2018smart building\u2019, per esempio, l\u2019accoppiamento degli standard minimi di efficienza energetica con l\u2019uso della tecnologia dei sensori pu\u00f2 essere un fattore importante per ridurre l\u2019uso di energia elettrica e le emissioni di gas a effetto serra. Tuttavia, si devono prendere in considerazione eventuali effetti di tipo \u2018rimbalzo\u2019, in particolare nei trasporti. Una maggiore efficienza dovuta all\u2019impiego della tecnologia dei sensori deve essere accompagnata da una gestione della domanda di internalizzazione dei costi ambientali, per esempio incoraggiando il cambiamento sistematico nel comportamento dei consumatori e degli utenti, educandoli a un consapevole uso dell\u2019energia. Le politiche e le iniziative del governo, a mio avviso, sono cruciali per favorire gli effetti ambientali positivi scaturiti dall\u2019uso di sensori e reti di sensori. Una soluzione potrebbe essere un\u2019intensa attivit\u00e0 programmatica, che abbia come obiettivo quello di dimostrare e promuovere l\u2019uso della tecnologia dei sensori mediante progetti pilota atti a offrire un valido supporto per lo sviluppo di standard aperti\u201d. \r\n\r\nLutz: \u201cFieldbus e reti possono essere le architetture \u2018abilitanti\u2019, sulla base delle quali i costruttori di macchine e gli utenti finali implementano progetti \u2018green\u2019. Un buon esempio di questo \u00e8 costituito dal profilo \u2018Energy\u2019 di Sercos. Sercos Energy \u00e8 un profilo implementabile a livello applicativo, che definisce parametri e comandi per la riduzione dei consumi di energia in modo uniforme e indipendente dal fornitore. Pu\u00f2 essere incorporato nei dispositivi Sercos da qualsiasi fornitore. Riduce il consumo di energia in tre modi: riduzione del carico permanente quando macchine\/motori sono in stand by; aggiustamento dinamico del consumo energetico legato al processo in base ai tempi\/dati di completamento \u2018target\u2019, per ottenere un carico parziale pi\u00f9 efficiente; risparmio dell\u2019energia durante il processo spegnando i componenti che non sono necessari in un certo particolare momento o punto del processo (attivit\u00e0 parziale delle macchine)\u201d. \r\n\r\nQualche esempio\u2026 \r\nFN: Avete dei risultati da condividere, ottenuti in progetti vostri o dei vostri clienti? \r\n\r\nRandieri: \u201cLa nostra azienda da sempre si \u00e8 occupata di queste tematiche ed \u00e8 stata una delle prime a progettare e costruire dei sistemi embedded per il telecontrollo remoto di apparati, con il duplice obiettivo di automatizzare questi ultimi, compatibilmente con il risparmio energetico. Siamo stati tra i primi in Italia a introdurre un sistema capace di controllare i carichi degli apparati permettendone l\u2019attivazione e disattivazione in funzione delle politiche di risparmio energetico. Oggi, le maggiori esigenze dei nostri clienti sono focalizzate sul monitoraggio dei consumi delle macchine per la produzione. Stiamo mettendo a punto un sistema basato su tecnologie \u2018smart sensing\u2019, che stimiamo permetter\u00e0 un abbattimento dei consumi tra il 10% e il 30% in funzione delle tipologie di applicazione\u201d. \r\n\r\nAgostinelli: \u201cPrimo fruitore della tecnologia Panasonic \u00e8 la stessa Panasonic. Per cui riporto a titolo di esempio il sistema di monitoraggio realizzato presso l\u2019impianto produttivo di Tastuno, dove, grazie a un sistema di raccolta dati su rete e alla serie Eco-Power Meter, vengono monitorate le varie utenze. In un momento successivo sono state prese le appropriate contromisure. Per la competitivit\u00e0 aziendale, uno dei fronti di analisi \u00e8 proprio la riduzione dei costi e, se si riesce grazie all\u2019efficienza energetica a ottenere una riduzione nei costi dell\u2019energia e un miglioramento dell\u2019immagine aziendale, ci\u00f2 va positivamente a beneficio dell\u2019intera azienda\u201d. \r\n\r\nRostan: \u201cUn esempio significativo ci \u00e8 stato riportato da un costruttore di macchine nel settore plastico: grazie alla riduzione dei tempi-ciclo che si \u00e8 potuta ottenere grazie alle prestazioni di Ethercat, \u00e8 stato possibile migliorare la precisione di fabbricazione. Di conseguenza, lo spessore delle pareti delle confezioni di yogurt prodotte \u00e8 stata ridotta. La migrazione a una tecnologia di controllo basata su Ethercat ha portato in questo modo a un risparmio di circa 125 tonnellate di materiale plastico all\u2019anno per singola macchina e a un conseguente risparmio energetico, infatti non \u00e8 stato necessario fondere queste 125 tonnellate di plastica\u2026\u201d.","keywords":[{"label":"Reduced Costs","value":"Reduced Costs"},{"label":"Profit Maximization","value":"Profit Maximization"},{"label":"Green Technology","value":"Green Technology"},{"label":"randieri","value":"randieri"},{"label":"tavola rotonda","value":"tavola rotonda"}],"keyphrases":null,"primary_term":null,"canonical_url":null,"og_title":"","og_description":"","og_object_type":"article","og_image_type":"default","og_image_url":null,"og_image_width":null,"og_image_height":null,"og_image_custom_url":null,"og_image_custom_fields":null,"og_video":"","og_custom_url":null,"og_article_section":"","og_article_tags":"","twitter_use_og":false,"twitter_card":"summary_large_image","twitter_image_type":"default","twitter_image_url":null,"twitter_image_custom_url":null,"twitter_image_custom_fields":null,"twitter_title":null,"twitter_description":null,"schema":{"blockGraphs":[],"customGraphs":[],"default":{"data":{"Article":[],"Course":[],"Dataset":[],"FAQPage":[],"Movie":[],"Person":[],"Product":[],"ProductReview":[],"Car":[],"Recipe":[],"Service":[],"SoftwareApplication":[],"WebPage":[]},"graphName":"","isEnabled":true},"graphs":[],"defaultGraph":"","defaultPostTypeGraph":""},"schema_type":null,"schema_type_options":null,"pillar_content":false,"robots_default":true,"robots_noindex":false,"robots_noarchive":false,"robots_nosnippet":false,"robots_nofollow":false,"robots_noimageindex":false,"robots_noodp":false,"robots_notranslate":false,"robots_max_snippet":null,"robots_max_videopreview":null,"robots_max_imagepreview":"large","priority":null,"frequency":null,"location":null,"local_seo":null,"breadcrumb_settings":null,"limit_modified_date":false,"open_ai":null,"ai":null,"created":"2021-01-13 11:55:57","updated":"2025-07-29 10:23:14","seo_analyzer_scan_date":null,"focus_keyword":null,"additional_keywords":null,"truseo_locale":null},"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1944","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1944"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1944\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1878"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1944"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1944"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.intellisystem.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1944"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}