Contributors’ blog

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How to Defend Against Drones - Intellisystem Technologies - Randieri HD

Art. 110 AS 5 Giu-Lug 2016 – Telecontrollo industriale via satellite

 Itsat è la nuova linea di prodotti Hi-tech sviluppata da Intellisystem Technologies, che fornisce un sistema di video controllo remoto industriale, capace di riprendere e rendere fruibili immagini a colori, anche in termografia, utilizzando una connessione dati via satellite di tipo geostazionario. I sistemi proposti integrano la tecnologia Web Embedded Server basata sul sistema operativo Linux, garantendone affidabilità, scalabilità e robustezza. Grazie al sistema di trasmissione dati implementato è possibile svincolarsi da qualsiasi infrastruttura di rete terrestre, sia essa cablata sia wireless (rete Adsl, Hdsl o cellulare). La connettività satellitare, grazie alle opportune interfacce Ethernet, permette la completa tele-gestione da remoto e il controllo del corretto funzionamento degli impianti. I punti forza della soluzione Itsat sono la totale indipendenza dalle varie infrastrutture di rete locali, sia in termini contrattuali sia di affidabilità, e la riduzione dei costi e tempi per la messa in opera dei sistemi. Occorre solamente effettuare il puntamento dell’antenna paraboloide e interfacciare il sistema con altri impianti. Questa soluzione permette inoltre anche la totale portabilità, poiché, all’interno della stessa area geografica di competenza del transponder satellitare selezionato, è sufficiente riposizionare l’antenna paraboloide senza modificare i contratti. Grazie alla copertura globale dei servizi Itsat è possibile creare dei Data Center mirati alla gestione di più impianti dislocati in punti diversi del pianeta. Sfruttando appieno l’elevata banda passante della comunicazione satellitare è possibile prendere in considerazione anche operazioni di tipo real-time capaci di effettuare interventi di diagnosi predittiva sulle parti meccaniche rotanti soggette a normale usura secondo le più moderne tecniche di predictive analisys. Inoltre, è possibile anche veicolare all’interno della connessione un canale telefonico VoIP e remotizzare i sistemi di videosorveglianza già presenti nel luogo d’installazione, offrendo maggiore supporto in termini di sicurezza e per tutte le inevitabili attività di manutenzione ordinarie da effettuare on-site.

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Itsat è una soluzione wireless di video controllo remoto ideale in luoghi senza infrastruttura di rete

A cura di Cristian Randieri. Articolo pubblicato sulla rivista Automazione e Strumentazione N. 5 – Giugno/Luglio 2016.

Per scaricare l’articolo pubblicato sulla rivista, seguire il link riportato di seguito http://www.intellisystem.it/it/portfolio/as-giugnoluglio-2016

129 AO 394 Nov-Dic 2016 – Automazione e manutenzione predittiva nell’era del cloud

Nell’era dei Big Data, anche per il mondo dell’automazione c’è una reale esigenza di migliorare e aggiornare i sistemi tradizionali di process data analytic integrandoli con le più recenti innovazioni tecnologiche nei settori del data mining e del machine learning. Ma per questo è opportuno rivedere alcune cose

Automazione e Manutenzione Predittiva - Intellisystem Technologies

Oggi più che mai le aziende manifatturiere posseggono un grande patrimonio informativo in termini di dati potenzialmente raccolti, derivante dagli interventi di manutenzione, dai sistemi di sensoristica applicati alle macchine. Questi dati se incrociati con altre informazioni aziendali esogene possono fornire utili indicazioni per migliorare il servizio stesso di manutenzione in termini di riduzione dei costi e dei disagi per i clienti. Non bisogna però trascurare il fatto che il trattamento di grandi moli di dati, prodotti dai molteplici sensori applicati alle macchine negli impianti produttivi, risulta un’attività complessa non solo per il volume dei dati in gioco ma anche per la loro eterogeneità e la velocità con la quale possono variare. Si tratta di attività di analisi che stanno guadagnando sempre maggiore attenzione in ambienti industriali evoluti e ben strutturati, spesso in relazione al termine Data Mining e Big Data che di norma, per l’enorme mole di dati, sono supportate su sistemi Cloud. Ad esempio utilizzando le tecniche di Machine Learning è possibile stimare la vita utile residua di un qualsiasi apparato installato in una catena di produzione. Nel mercato esistono di fatto diversi tool capaci di fornire un’ampia scelta di strumenti per estrarre informazioni e valore da questi dati (da qui il concetto di Data Mining), in modo da poter intervenire sull’ottimizzazione della progettazione di macchine, poter realizzare tool per la prognostica e la manutenzione preventiva, la diagnostica e tante altre applicazioni mirate all’ottenimento di maggiore efficienza compatibilmente con una riduzione sostanziale dei costi. Intellisystem Technologies si propone per indagare sulle reali possibilità offerte da tecniche di Data Mining e Big Data applicate ai dati integrati provenienti da più fonti interne ed esterne all’azienda, per garantire una manutenzione degli impianti che sia più reattiva e predittiva. Purtroppo ancora oggi per molte aziende quello dei Big Data è ancora solo un tema a prospettiva futuristica. L’intento di Intellisystem è invece quello di operare partendo dal contesto dell’Internet of Things, offrendo soluzioni e tecnologie che supportino e migliorino le attività e il vivere quotidiano di ogni essere umano, in ogni sua manifestazione. Partendo da questo presupposto una delle principali e più rilevanti applicazioni di tale paradigma riguarda tutte le tematiche inerenti la manutenzione. Tema che ancora oggi rimane caldo all’interno delle aziende manifatturiere e che tocca differenti aspetti tra cui la catena produttiva, la logistica e l’organizzazione in termini di soluzioni Enterprice Resource Planning (ERP). Quest’ultime infatti sono sempre più coinvolte nelle attività di manutenzione e nella loro gestione all’interno di tutti i processi aziendali. Adottando il concetto di Industria 4.0 nell’ambito della manutenzione industriale Intellisystem conta di facilitare e promuovere la diffusione, all’interno dei processi aziendali, delle tecnologie IoT e digitali, poiché entrambe rappresentano uno degli ambiti in cui il ritorno degli investimenti è più facilmente stimabile. Considerando che la gran parte delle attività di manutenzione si basano sulla reperibilità delle informazioni, più elevato è il volume delle informazioni messe a disposizione in relazione a impianti, macchinari e singole componenti all’interno della catena di produzione, maggiori sono la rapidità e la precisione con cui sarà possibile intervenire con le attività di manutenzione su di essi.

 

Interventi su impianti

Nelle attività di manutenzione la condizione ideale sarebbe quella di intervenire sull’impianto in modo preciso e programmato con il personale più adatto, al momento giusto, con gli strumenti più adeguati, ancor prima che il danno avvenga. Le moderne tecnologie IoT sono sicuramente uno degli strumenti che, ad oggi, consentono alle aziende di avvicinarsi maggiormente a questa situazione ottimale. Grazie alla prerogativa intrinseca dell’IoT è possibile raccogliere informazioni dettagliate in tempo reale, sia dai macchinari sia dall’esperienza umana, permettendo l’implementazione di particolari soluzioni basate sul concetto di Data Mining, facendo leva sulle giuste correlazioni e costruendo algoritmi finalizzati a creare, nel lungo periodo, un impianto tipico che si basa sul concetto di Machine Learning. D’altro canto il crescente interesse per il Data Mining deriva dalla confluenza di tre grandi fenomeni tecnologici e scientifici: la diffusione di strumenti per la raccolta e organizzazione di grandi volumi di dati, anche via rete; lo sviluppo di algoritmi più robusti ed efficienti per l’analisi dei dati; la disponibilità a basso costo della necessaria potenza di calcolo richiesta dai metodi di analisi dei dati. Tutto ciò non può prescindere da una conoscenza approfondita dei dati (fonte, struttura, tipologia), raccolta, gestione (salvati, filtrati, archiviati), elaborazione, analisi e di cosa è possibile ottenere da una gestione e analisi sistematica di dati eterogenei.

Quali figure?

Per operare nel contesto del Data Mining diventano sempre più indispensabili nuove figure professionali quali: studiosi di apprendimento automatico (intelligenza artificiale), statistica computazionale, e basi di dati, capaci di sviluppare numerose applicazioni nei settori economico-finanziario, commerciale e delle telecomunicazioni. Tutto ciò implica un profondo riesame anche delle qualifiche in termine di specialisti, infatti nel prossimo futuro ci sarà sempre più spazio per ingegneri, tecnici dei dati (data scientist) e altre figure professionali altamente specializzate. Nello specifico Intellisystem si sta occupando di un progetto pilota atto a promuovere un modello di Manutenzione 4.0, intraprendendo un percorso evolutivo che parte dai servizi più comuni di manutenzione preventiva e si estende in modo naturale e organico alle più moderne soluzioni basate sul concetto di manutenzione predittiva. Tutto ciò ha inizio dalla considerazione che l’implementazione di soluzioni e servizi che consentono la manutenzione preventiva portano alla riduzione dei costi elevati delle attività di manutenzione (dovuti alla scarsa prevedibilità degli eventi critici e ai conseguenti tempi di fermo degli impianti e di conseguenza dell’intera produzione), mentre il raggiungimento di un modello di manutenzione predittiva consentirebbe di raggiungere un’automazione, e quindi un’ottimizzazione più spinta, della manutenzione. A fronte di queste problematiche diversi clienti hanno deciso di intraprendere progetti strategici per inserire all’interno delle proprie fabbriche la tecnologia IoT, connettendo in rete tutti i macchinari di produzione per monitorarne non solo il loro funzionamento ma anche per generare informazioni utili a tutte le attività di manutenzione. Da un punto di vista tecnologico la sfida vera e propria consiste nel collegare in rete in modo uniforme e omogeneo non solo uffici e device mobili e desktop, ma anche impianti e macchinari di produzione. Più facile a dirsi che a farsi, poiché di fatto nella maggior parte dei casi ci si trova a dover connettere in una rete condivisa a tutta la catena di produzione sia macchinari ‘informatizzati’ e tecnologicamente predisposti (ad esempio con soluzioni di Manufacturing Execution System, MES) sia impianti di vecchia generazione ancora isolati in termini di comunicazione con il resto della catena produttiva. Da qui si ritorna alle problematiche tipiche della Digital Transformation di cui ancora oggi soffrono le nostre industrie. Oltre alla problematica della connettività di impianti con diversi gradi di innovazione, un altro tema che ci si trova a dover affrontare riguarda l’individuazione e l’adozione di un unico standard di comunicazione all’interno sia della rete aziendale sia di quella industriale. Infatti per poter trarre pieno vantaggio dai dati che dovranno essere raccolti (e potenzialmente potranno essere raccolti in futuro), ci si trova nella necessità di mettere in comunicazione banche dati disomogenee e dati strutturati in maniera molto diversa. A questo proposito è d’obbligo effettuare particolari percorsi di studio e di analisi della semantica e della struttura delle banche dati, percorso in cui possono essere coinvolti anche università e centri di ricerca specializzati. Anche in questo caso è doveroso ribadire che la cooperazione tra università e industria è qualcosa che in Italia deve essere maggiormente supportata dalle istituzioni, soprattutto quando ci si riferisce alle tematiche come quella dell’Industria 4.0 che racchiude in sé tutte le tecnologie di frontiera.

La sfida

In realtà la sfida più grande riguarda il trasferimento e la diffusione delle tecnologie IoT a tutta la supply chain, in ottica b2b, che coinvolga tutti gli stakeholder, dai fornitori ai rivenditori, fino agli operatori dell’aftermarket. Molto spesso infatti ci si trova ad operare, soprattutto in Italia, all’interno di supply chain eterogeneamente diverse dal punto di vista delle soluzioni tecnologiche adottate. La mancanza di una vera e propria visione globale e condivisa all’interno della supply chain comporta una ridotta portabilità e scalabilità delle soluzioni IoT tra i vari elementi della catena stessa, limitando fortemente l’adozione di queste tecnologie. L’innovazione per essere trasferita anche alle altre imprese necessita di un soggetto promotore che faccia da traino all’interno dell’intera supply chain facendo da riferimento, evidenziando vantaggi e possibilità che l’innovazione può portare all’interno delle aziende di tutta la filiera. Occorrono pertanto nuovi progetti per trasformare le fabbriche italiane in esempi concreti di IoT Connected Data Industry, progetti che necessitano del ruolo di system integrator delle soluzioni IoT al fine di creare una tendenza condivisa nell’adozione e nell’implementazione di nuove tecnologie e nella generazione di servizi a esse correlati. E Intellisystem Technologies può coordinare progetti e interazioni lungo un piano condiviso che coinvolga l’intera catena di produzione: può provare a portare innovazione anche in termini di creazione di sistemi ed esperienze condivise, verso una vera innovazione dell’industria.

 

A cura di Cristian Randieri. Articolo pubblicato sulla rivista Automazione Oggi N. 394 – Novembre/Dicembre 2016.

Per scaricare l’articolo pubblicato sulla rivista, seguire il link riportato di seguito http://www.intellisystem.it/it/portfolio/ao-novembre_dicembre-2016

Art. 125 – AS n. 7 -Droni per la diagnostica delle linee di trasmissione elettrica

Quando si parla di efficienza energetica dobbiamo riferirci anche e soprattutto all’efficienza delle infrastrutture di trasporto dell’energia. In questo contributo viene presentata una soluzione che prevede l’utilizzo di particolari droni quali nuovi strumenti per la diagnostica delle linee di trasmissione elettrica aeree ad alta e media tensione.

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L’efficienza della rete di trasmissione dell’energia elettrica è un requisito fondamentale per lo sviluppo del nostro Paese e per contenere i costi che gravano sulle bollette pagate dai consumatori. La Direttiva 2009/72/ CE al suo interno indica che “Gli Stati membri dovrebbero incoraggiare la modernizzazione delle reti di distribuzione non solo mediante l’introduzione di reti intelligenti (Smart Grids) ma anche mediante dei programmi di ricerca e di innovazione caratterizzati da attività volte allo sviluppo di nuove tecnologie per monitorare, controllare e far funzionare al meglio le reti sia in condizioni normali che di emergenza”. In risposta a questo incoraggiamento, il dipartimento di Ricerca e Sviluppo di Intellisystem Technologies ha messo a punto un nuovo strumento denominato TID (acronimo di Thermal Inspection Drone) per la diagnostica e il monitoraggio delle linee aeree mediante l’utilizzo di particolari droni progettati per un utilizzo a livello industriale.

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Il Kit TID (Thermal Inspection Drone) di Intellisystem

La piattaforma

I droni sono dei robot con limitate capacità decisionali comandati a distanza, tipicamente definiti anche con l’acronimo APR (Aeromobili a Pilotaggio Remoto). Il loro primo utilizzo è avvenuto per scopi militari, ma col passare degli anni e grazie alle nuove tecnologie presenti nel mercato hanno iniziato a diffondersi anche nel mercato industriale con svariate applicazioni che permettono di ottenere risultati alla pari delle tecniche che prevedono l’impiego di elicotteri o piccoli aerei caratterizzati da costi di esercizio decisamente maggiori. Di fatto oggi un Drone è meglio definito col termine ‘multi-rotore’, ossia un velivolo radiocomandato che permette di essere utilizzato in svariate applicazioni. Quello che oggi rende questi piccoli velivoli radiocomandati e pilotabili da remoto molto di più di un sofisticato giocattolo per appassionati, è la possibilità di essere equipaggiati con strumentazione molto avanzata che non si limita più alle tradizionali fotocamere, videocamere, strumenti di geo localizzazione. Tant’è vero che oggi sono dei veri e propri strumenti di misura volanti, in grado di librarsi in volo grazie a quattro o più eliche che li rendono del tutto simili a elicotteri in scala ridotta.

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Particolare del sistema di ripresa termico

Grazie alle più moderne tecnologie wireless sono grado di raccogliere e trasmettere i dati misurati a terra in modo facile, sicuro ed economico. Parallelamente al mondo dei droni, negli ultimi anni nel settore della manutenzione predittiva degli impianti e delle apparecchiature in genere, si è notevolmente sviluppata la termografia: termine che deriva dalle parole greche ‘thermos’ che significa caldo e ‘gràphen’ che significa disegnare ovvero ‘disegnare il calore’. Partendo dal principio che ogni corpo caldo emette per irraggiamento, in funzione della temperatura che possiede onde elettromagnetiche nel campo dell’infrarosso (invisibili all’occhio umano), la termografia, com’è ben noto, è una tecnica diagnostica non invasiva che permette di individuare valori di temperatura superficiale senza entrare direttamente in contatto con gli oggetti da analizzare attraverso la visualizzazione e la misurazione delle radiazioni termiche emesse dall’oggetto stesso. Queste particolari telecamere producono immagini ad elevata risoluzione, che consentono di ottenere termografie nitide degli oggetti con differenze di temperatura rilevabili con uno scarto di soli 0,2 °C.

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Nel caso degli elettrodotti, molto spesso le misure termografiche richiedono ispezioni da postazioni sopraelevate o riprese ravvicinate di oggetti molto alti. Sino ad oggi per fare ciò non rimaneva altro che impiegare una piattaforma aerea o utilizzare potenti teleobiettivi, che nel caso delle apparecchiature termografiche, che montano a bordo lenti al germanio, hanno costi proibitivi. In altri casi, come l’ispezioni di elettrodotti difficilmente accessibili, l’unica soluzione rimaneva quella di utilizzare un elicottero dotato di un’apparecchiatura ancora più sofisticata e costosa. L’avvento dei droni radiocomandati ha aperto una nuova era per le ispezioni termografiche, pur non sostituendo certe operazioni settoriali specialistiche dove aerei ed elicotteri rimangono indispensabili. I droni hanno reso possibile l’ispezione aerea termografica anche negli ambiti più comuni; di fatto l’unione da un lato della tecnologia di questi ultimi e dall’altro quella termografica rappresenta il connubio perfetto tra i due strumenti sofisticati e altamente tecnologici, soluzione vincente per affrontare sopralluoghi e ispezioni in tutta sicurezza e velocità anche negli ambienti più critici.

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Grazie al suo team di Ricerca e Sviluppo, Intellisystem Tecnologies ha messo a punto il primo strumento per applicazioni industriali e professionali che permette le ispezioni termografiche a basso costo mediante un drone di ultima generazione che monta a bordo, a seconda del modello, particolari termocamere ultra compatte installate in una piattaforma stabilizzata grazie alla quale è possibile ottenere le massime prestazioni in termini di stabilità delle riprese. Il sistema TID è stato accuratamente testato su diversi campi di utilizzo dimostrando risultati più che positivi che hanno permesso di ottenere foto termiche d’insieme e mappature termiche dall’alto uniche (basti pensare alla semplicità con cui è possibile monitorare un elettrodotto). Grazie ad esso è possibile effettuare ispezioni termografiche su impianti e strutture difficili da esaminare per collocazione o dimensioni, tutto in breve tempo e senza dover allestire ponteggi, utilizzare cestelli o ricorrere a costosi mezzi aerei. La rapidità di accesso, la capacità di avvicinarsi e di spostarsi in tutte le direzioni, di mantenere una posizione per tutto il tempo desiderato ed effettuare riprese da prospettive differenti, tipiche di un drone, consentono di individuare facilmente punti di una struttura in cui risulti necessario un intervento, consentendo una riduzione di costi e tempi in fase di manutenzione.

 

L’analisi delle linee elettriche

L’ispezione mediante il sistema TID consiste nel filmare la linea ad alta o bassa tensione al fine di individuare la presenza di eventuali punti ‘caldi’ su di essa, quali ad esempio i contatti dei sezionatori, le morsettiere elettriche nei punti di connessione tra linea aerea e quelle in cavo ecc. Tali punti rappresentano ovviamente un’anomalia nel corretto funzionamento del componente oggetto della misura, che in molti dei casi si traduce in una possibile perdita di energia elettrica o peggio ancora in una possibile interruzione di collegamento elettrico, qualora il componente dovesse danneggiarsi ulteriormente. I risultati dell’ispezione vengono in seguito analizzati ed elaborati a terra, consentendo di ottenere i seguenti risultati: analisi della struttura della linea, quali la tipologia degli isolatori, dei pali, armamento, terreno, dispositivi di protezione contro le sovratensioni, condizioni dei trasformatori a palo, condizioni esterne delle cabine ecc.; rilievo delle anomalie georeferenziate (isolatori rotti, strefolature, pali rotti o sbandati, presenza di piante vicino alla linea), per una più rapida individuazione e riparazione delle stesse. L’ispezione delle linee aeree di alta tensione con il sistema TID porta significativi benefici anche in termini di: riduzione dei costi rispetto all’utilizzo dei sistemi convenzionalmente adoperati (elicotteri, arrampicatori industriali ecc.); riduzione dei costi in termini di minor impiego di personale coinvolto nelle operazioni di misura e conseguentemente la relativa riduzione dei tempi di ispezione; maggiore qualità delle immagini grazie ad un approccio visuale ravvicinato; aumento della sicurezza per il personale. Campi di applicazione tipici: controlli periodici di manutenzione predittiva; stima dei danni; analisi dettagliata dei problemi di dispersione della rete, ecc.; analisi della vegetazione cresciuta intorno all’infrastruttura. Il sistema è anche disponibile nella versione a due diverse telecamere, entrambe montate sullo stesso supporto al fine di avere esattamente lo stesso punto di ripresa.

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Un esempio di analisi attraverso le immagini termiche

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Esempio di ripresa aerea di una linea elettrica

Ciò permette di ottenere un’ispezione visiva a doppia visione, sia normale (nel campo del visibile) sia ad infrarosso. In questo caso la registrazione delle immagini può essere realizzata in duplice modalità ‘split mode’ (entrambi i sistemi visibili divisi su un unico schermo) o in modalità ‘switch’ (che consente il passaggio dalle immagini in modalità daylight a quelle in modalità ad infrarossi). Oltre ad una ripresa a grandangolo e alla possibilità di effettuare degli zoom dettagliati con la telecamera che opera nel campo del visibile, in determinate zone della video ripresa è possibile inserire in sovraimpressione alcuni dati specifici a discrezione del cliente, quali ad esempio: la posizione GPS, l’altezza sul livello del mare, la data e l’orario di ripresa, nonché i principali dati della linea e tutte le altre informazioni ritenute utili. Le potenzialità per le ispezioni offerte dal sistema TID di Intellisystem Technologies sono enormi; l’evoluzione dei sensori e dei droni consentirà in pochi anni di avere macchine quasi autonome affidabili, dotate di sensori termici sempre più performanti e a più alta risoluzione che permetteranno di ottenere una mole considerevole di dati ed immagini sempre più definite. Il futuro dei droni in ambito energetico non si fermerà solo al loro utilizzo legato alla manutenzione predittiva di impianti e reti. Nell’evoluzione delle Smart City questi strumenti potrebbero avere usi diversi, dal controllo del traffico al rilevamento di dati meteorologici utili per calibrare, ad esempio, il fabbisogno di elettricità per l’illuminazione pubblica o per il riscaldamento/raffrescamento di abitazioni e uffici. Attualmente l’unico modo per utilizzare un drone in ambito professionale ed industriale è affidarsi ai pochi che hanno completato il percorso di accreditamento come operatori presso Enac con mezzi omologati. La cosa è tutt’altro che semplice, ma è necessario comprendere che far volare un oggetto radiocomandato non è uno scherzo e i danni che si possono provocare potrebbero essere notevoli.

A cura di Cristian Randieri. Articolo pubblicato sulla rivista Automazione e Strumentazione N. 7 – Ottobre 2016.

Per scaricare l’articolo pubblicato sulla rivista, seguire il link riportato di seguito http://www.intellisystem.it/it/portfolio/as-ottobre-2016.

119 FN 88 Settembre 2016 – Più Sicuri Grazie al Satellite

 Dopo i recenti lanci di satelliti, la connessione satellitare è diventa una reale alternativa alle connessioni terrestri in fibra ottica

LA COMUNICAZIONE VIA SATELLITE COSTITUISCE UNA VALIDA ALTERNATIVA ALLE TRASMISSIONI ‘TERRESTRI’ OFFRENDO PROTEZIONE E CONSENTENDO LA MESSA A PUNTO DI STRATEGIE DI BUSINESS CONTINUITY E DISASTER RECOVERY

Da tre anni il Global Risk Report del World Economic Forum annovera gli attacchi cyber tra i rischi più importanti in termini sia di probabilità di accadimento, sia di entità dell’impatto. Per quanto riguarda l’Italia permane la tendenza delle imprese a usare approcci ancorati al passato nell’ambito del security management. Le nostre aziende purtroppo ancora oggi non danno sufficiente importanza alle nuove fonti di rischio rappresentate dall’uso dei social network, dai sistemi mobile e dal Byod (Bring Your Own Device). Mostrano inoltre scarsa consapevolezza della pericolosità di nuove minacce quali APT (Advanced Persistent Threat), attacchi zero-day e attacchi Scada. Nel dare risposte alle minacce emergenti si continua a dare poco peso alla funzione security, sottostimando le perdite economiche legate a possibili incidenti. La cyber-security è un tema al quale i consigli di amministrazione e i comitati rischi dovrebbero dedicare maggiore attenzione man mano che la tecnologia modifica le combinazioni economico-produttive e distributive delle loro società. Se a tutto ciò aggiungiamo che con l’avvento di Industria 4.0, e con essa dello smart manufacturing, è ormai un dato di fatto che le moderne applicazioni IT non possono più prescindere dalla rete mediante la quale sono garantiti i collegamenti a sedi remote di tutti i software centralizzati, per non parlare poi delle applicazioni cloud, dei sistemi IoT e via dicendo. Purtroppo alla crescente domanda di servizi e traffico di rete non è seguita un’analoga crescita delle relative infrastrutture, tantochè l’attuale ecosistema Internet non è più sostenibile a causa di un traffico dati sempre più gravoso, per lo più generato da applicazioni e servizi fondamentali per ogni azienda, specie per quelle che operano nel campo industriale. Mettendo assieme le problematiche di cyber-security e quelle delle attuali infrastrutture di rete, come dimostrano gli attacchi recenti all’operatività online di Hsbc, nasce la maggiore consapevolezza nel predisporre, ex ante, un piano di continuità e disaster recovery che consenta alla aziende di continuare a operare nonostante l’attacco, sia di un piano di crisis management per garantire la business continuity.

Obiettivo: continuità del servizio

Quando si parla di disaster recovery e business continuity, di norma, ci si riferisce a quelle tecniche che assicurano la capacita aziendale di continuare a esercitare il proprio business a fronte di eventi avversi che possono colpirla. In particolare, la tecnologia offre oggi la possibilità di realizzare varie soluzioni di continuità e disaster recovery, atte a garantire l’erogazione continua dei servizi IT definiti col termine ‘mission critical’. La business continuity, occupandosi della pianificazione della continuità operativa e di servizio, è responsabile del ripristino dei processi aziendali essenziali non solo nei casi di cyber-attacchi, ma anche di eventi disastrosi che hanno una probabilità molto bassa di accadere, le cui conseguenze pero possono essere estremamente gravose per il business. Mediante la definizione di un BCP (Business Continuity Plan) occorre identificare i pericoli potenziali che minacciano l’organizzazione, suggerendo e fornendo una struttura che consenta di aumentare la capacità di adattamento alle condizioni d’uso con una risposta il più veloce possibile. Altro obiettivo è salvaguardare gli interessi delle parti in causa, le attività produttive, l’immagine, riducendo i rischi e le conseguenze sul piano gestionale, amministrativo e legale. In pratica, di norma i sistemi e i dati considerati ‘primari’ vengono ridondati su un sito secondario denominato Disaster Recovery Site in modo che, in caso di disastro tale da rendere inutilizzabili i sistemi informativi del sito primario, sia possibile ripristinare le attività aziendali sul sito secondario nel più breve tempo possibile e con la minima perdita di informazioni. Per ottemperare a ciò i responsabili delle aziende grandi e medio-grandi guardano sempre più le problematiche relative alla sicurezza informatica con occhi diversi, cercando di trovare nuove soluzioni tipicamente basate su componenti hardware e software. Difficilmente tuttavia prendono seriamente in considerazione il caso più estremo, di una catastrofe naturale o un attacco alle infrastrutture di rete, per cui non sia più possibile fare affidamento sulle infrastrutture terrestri di comunicazione. Anche se alcune compagnie stanno seriamente studiando polizze assicurative specifiche, al momento non esistono assicurazioni che possano coprire i danni provocati da un attacco informatico e tanto meno da un evento catastrofico, sia esso naturale sia a opera dell’uomo, che ‘metta in ginocchio’ tutti i sistemi di telecomunicazione comunemente adoperati, quali Internet e la telefonia fissa o mobile.

 

Ridondanza e non solo

Ridondare le infrastrutture di rete terrestri con altre sempre terrestri è una soluzione da scartare in caso di disastri naturali o attacchi terroristici estesi, poichè anche se le linee dati sono differenziate, è molto probabile che un terremoto o una inondazione possa mettere fuori servizio tutte le centrali della zona, indipendentemente dall’operatore che le gestisce. La stessa cosa vale anche per tutte le reti wireless, siano esse wi-fi o cellulari, che poggiano su infrastrutture terrestri (la quasi totalità). Poichè sia le catastrofi sia gli attacchi alla rete possono verificarsi inaspettatamente in qualsiasi momento, e ovunque, la capacita aziendale di mantenere in essere le comunicazioni dati in queste situazioni di criticità è una chiave di successo per mantenere in vita una complessa infrastruttura IT aziendale. All’occorrenza di un tale evento è richiesto un team di persone esperte nel campo delle telecomunicazioni, dirette dalla figura del Ciso (Chief Information Security Officer), che siano in grado di mantenere in funzione tutti i sistemi IT aziendali. Purtroppo, secondo una recente ricerca dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, solo nel 42% delle grandi imprese italiane è presente in modo formalizzato la figura del Ciso e nel 36% dei casi il presidio dell’information security è demandato ad altri ruoli in azienda, come un responsabile della sicurezza (CSO). In 12 aziende su 100 addirittura non esiste ancora una figura dedicata e non ne è nemmeno prevista l’introduzione in un immediato futuro.

I vantaggi del satellite

A oggi la soluzione via satellite è l’unica atta a garantire la continuità delle telecomunicazioni, anche nei casi più drammatici, fornendo un servizio di ridondanza e implementabile in pochissimo tempo. Tutto ciò grazie al fatto che il mondo delle connessioni dati satellitari è molto cambiato: sino a qualche tempo fa gli elevati costi ne permettevano l’utilizzo solo per applicazioni prettamente militari. Il lancio di nuovi satelliti e l’innovazione tecnologica degli ultimi anni hanno permesso un incremento delle prestazioni proporzionale a un notevole abbassamento dei costi connessi ai relativi servizi, permettendo la diffusione di queste soluzioni in ambiente industriale e civile. Grazie alle nuove flotte di satelliti geostazionari in orbita a circa 36.000 km dalla Terra, la connessione satellitare bidirezionale è in grado di offrire collegamenti alla rete ad alta velocità in qualunque zona del globo, a patto che sia possibile un allacciamento del sistema a una fonte di energia. Con i recenti satelliti lanciati alla fine del 2013 la connessione satellitare è diventata addirittura tecnicamente competitiva rispetto alle attuali connessioni terrestri in fibra ottica. I satelliti ricevono e inviano dati alle antenne ricetrasmittenti installate presso il cliente e li ritrasmettono a grandi infrastrutture connesse alle dorsali in fibra ottica, denominate ‘teleporti’, dislocate su tutto il pianeta. Grazie a questi ultimi è possibile ‘prolungare’ a largo raggio le comunicazioni Internet, dati e voce, offrendo servizi ad alto valore aggiunto: dall’ultimo miglio bidirezionale alla creazione di reti di distribuzione di contenuti, alle connessioni a Internet a banda larga, alla realizzazione di reti private (VPN). La ridondanza satellitare è sicuramente uno dei temi che devono essere affrontati dai Ciso nel BCP di ogni azienda. Ogni satellite funziona senza alimentazione terrestre, per cui l’unica alimentazione da garantire è quella del modem installato a terra, a bassissimo consumo, quindi alimentabile con sistemi UPS e batterie tampone. Tutte queste caratteristiche garantiscono la ridondanza a livello di sistema, estrema flessibilità e scalabilità, unitamente a una rapida implementazione. La tecnologia satellitare, grazie alla sua fisicità, è attualmente il sistema di telecomunicazione più sicuro, poiché meno attaccabile e intercettabile da pirati o vandali (motivo per cui è ampiamente usato in ambito militare). Facendo leva su questa tecnologia è possibile spingersi verso la creazione di modelli in grado di rispondere all’innovazione digitale sempre più dirompente, che sono necessari e hanno bisogno di consapevolezza, meccanismi organizzativi e approcci tecnologici che portino alla definizione di nuovi ruoli di responsabilità manageriale, per pianificare e mettere in atto la strategia di information security. Ciò non è sufficiente se non si attua un ripensamento delle metodologie di indagine dei confini della sicurezza, affiancando a logiche tradizionali nuove tecnologie di comunicazione e modalità di analisi per processi. Va poi da se che, di fronte a queste sfide, la velocità con cui mettere in atto nuove strategie e progetti diventa sempre più fondamentale. E’ quindi importante che la sicurezza dei sistemi informatici delle PMI, che di fatto costituiscono l’ossatura e il motore dell’industria e dell’economia italiana, non sia intesa come un mero costo, bensì come un vero e proprio investimento volto in primis a tutelare il business aziendale.

A cura di Cristian Randieri. Articolo pubblicato sulla rivista Fieldbus & Networks N. 88 – Settembre 2016.

Per scaricare l’articolo pubblicato sulla rivista, seguire il link riportato di seguito http://www.intellisystem.it/it/portfolio/fn-settembre-2016-2.

122 AO 393 Ottobre 2016 – Ispezione di linee aeree

 L’affidabilità del servizio ferroviario dipende dall’efficienza di sistemi meccanici ed elettrici complessi, con migliaia di parti in movimento. Da qui la necessità di una corretta manutenzione

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Oggi sempre più compagnie ferroviarie fanno richiesta di nuovi sistemi, che siano automatici, veloci e a basso costo, per il monitoraggio e l’ispezione delle linee elettriche catenarie delle proprie reti. Una catenaria aerea è il sistema adoperato per fornire energia elettrica alla locomotiva di un treno, mediante un pantografo installato sul tetto del locomotore stesso. Tali sistemi tipicamente fanno uso di almeno due cavi: uno di supporto meccanico e un secondo di contatto, che entra appunto in contatto con le spazzole del pantografo. Il sistema è tipicamente sospeso su tralicci e sottoposto a una tensione meccanica atta a garantire la migliore aderenza con il pantografo. Una rete catenaria, di norma, è molto estesa e nella maggior parte dei casi è intensamente utilizzata, per cui è necessario che sia sempre efficiente per mantenere alta la qualità del servizio offerto. Spesso gli operatori ferroviari si trovano di fronte a problemi che riguardano le catenarie aeree, per lo più in termini di surriscaldamento anomalo. Questo è dovuto all’attrito che si genera tra le spazzole del pantografo installato sul locomotore e la linea aerea, mostrando in taluni casi delle vere e proprie anomalie difficilmente riscontrabili con altre tecniche sinora adottate. Il più delle volte gli addetti alla manutenzione imputano il problema al traffico intenso della linea in esame, suggerendo di adottare delle soluzioni che prevedano il rafforzamento del sistema di cavi in sospensione, senza però di fatto riuscire a porre rimedio al problema.

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Confronto di un’immagine acquisita nel campo del visibile con una termografica per effettuare misurazioni di temperatura sul punto di contatto tra pantografo e linea aerea

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Misurazione effettuata di notte confrontando un’immagine sul visibile e una termica e analisi dell’anomalia]

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La questione desta poi particolare attenzione quando si iniziano a registrare con una certa frequenza molteplici anomalie a causa del surriscaldamento delle catenarie, che possono causare l’interruzione di contatto tra queste e i pantografi. Proprio a causa del calore generato, i cavi elettrici iniziano a surriscaldarsi e a dilatarsi per effetto joule, perdendo la loro originaria tensione meccanica e iniziando a incurvarsi. Si sono riscontrati anche dei casi-limite in cui il cavo è riuscito ad avvolgersi attorno al pantografo. Questo provoca il blocco totale del transito del treno, rendendo la linea ferroviaria totalmente inagibile e causando forti disagi ai passeggeri, nonché un accumulo di ritardo per tutti i treni che devono transitare sulla medesima linea. Purtroppo, la riparazione delle linee aeree richiede tempo, con tutte le conseguenze immaginabili che si innescano in cascata, specialmente se si tratta di linee densamente occupate nelle ore di punta. Per far fronte a questa esigenza Intellisystem Technologies ha messo a punto la soluzione denominata Tocis (ThermalTronix overhead catenaria inspection system) che, basandosi principalmente su misure termografiche realtime dei punti di contatto tra il pantografo della locomotiva e i cavi della linea catenaria, rende possibile ispezionare un’intera linea aerea, lunga anche diverse centinaia di chilometri, senza fermare il traffico dei treni, permettendo di avere un quadro esatto del modello di riscaldamento dei punti di contatto tra il conduttore e il pantografo. Si tratta di un dispositivo di misurazione ad alta precisione appositamente progettato e realizzato per la manutenzione e l’ispezione dei sistemi OCS (Overhead Catenary System), da installare direttamente a bordo del locomotore.

Un sistema già testato

I primi esperimenti di misurazione condotti dal team di ricerca e sviluppo di Intellisystem Technologies hanno dimostrato che, al fine di ottenere una mappatura completa della catenaria era necessario installare delle particolari telecamere CCD ad alta risoluzione, corredate da appositi illuminatori a LED ad alta potenza, affiancate da altrettante sofisticate termocamere. Grazie alla preziosa collaborazione di alcuni gestori ferroviari esteri è stato messo a punto un locomotore di test appositamente equipaggiato con il sistema Tocis, che ha permesso il test dell’intero sistema. Il sistema proposto è particolarmente innovativo poiché totalmente automatizzato grazie all’uso delle più moderne tecnologie di elaborazione realtime delle immagini, riprese sia nel visibile sia nel termico, entrambe geo-referenziate grazie all’uso di dispositivi GPS integrati.

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Esempio di installazione del sistema Tocis su un locomotore di test

Le particolari telecamere impiegate, siano esse visibili o termiche, permettono di effettuare le misure indifferentemente sia di giorno sia di notte, garantendo una frequenza di scansione delle immagini che permette di visualizzare al meglio anche i dati catturati dalle linee attraversate ad alta velocità. La telecamera operante nel visibile permette di visualizzare i punti delle catenarie che emettono particolari scintillii, eccedenti quelli standard, permettendo così di incrociare i dati catturati simultaneamente con il sistema termografico. Quando viene rilevato un valore anomalo di temperatura, superiore a quello tipico, è possibile controllare lo stato dei cavi di contatto in modo molto dettagliato utilizzando le immagini catturate, prima di programmare un’ispezione manuale on-site, che prevede l’invio di una squadra di manutenzione e il blocco della relativa linea ferroviaria. Grazie all’utilizzo di una particolare telecamera ad alta risoluzione con funzionalità day&night è possibile effettuare le ispezioni anche di notte, quando presumibilmente le linee ferroviarie sono meno trafficate. Inoltre, grazie alla qualità delle misurazioni è possibile individuare con estrema precisione il punto su cui intervenire, conoscendo a priori il possibile problema che potrebbe essere causa di un futuro e imminente guasto alla linea, permettendo una programmazione preventiva e ottimizzata delle squadre di manutenzione.

Uno strumento per la manutenzione

I controlli periodici giocano un ruolo cruciale nel programma di manutenzione preventiva dell’intero sistema ferroviario. Oltre al sistema installato sul tetto del locomotore, all’interno di quest’ultimo un particolare sistema di acquisizione basato su PC si occupa della registrazione di tutte le informazioni numeriche catturate dai sensori. Entrambi i sistemi installati a bordo del locomotore fanno riferimento a uno specifico data center remoto, che provvede a un’accurata ricezione delle misure acquisite, permettendone l’analisi e la memorizzazione su opportuni database. In particolare, si è prestata particolare attenzione nel progettare il sistema in modo che le telecamere in esso contenute siano non solo immuni da vibrazioni, ma anche con una forma particolarmente robusta e aereodinamica, caratterizzata da un design compatibile con quello dei più moderni locomotori. L’intento del sistema mira anche alla formazione di persone che siano capaci di analizzare i dati acquisiti, veicolando tali informazioni a chi si occupa della manutenzione delle linee aeree, fornendo dunque strumenti utili a chi esegue gli interventi, che dovranno ricevere su un palmare o su un tablet tutte le indicazioni per poter agire nel più breve tempo possibile. Occorre quindi una buona integrazione con il campo, per rendere efficace il lavoro di chi deve effettuare gli interventi di manutenzione. Intellisystem Technologies ha investito molto in questa attività, che probabilmente in fase di roll out richiederà ulteriori investimenti e partnership strategiche. In termini di risultati, il driver di riferimento è sicuramente l’ottimizzazione degli interventi di manutenzione. Quanto al ROI, un punto percentuale di miglioramento sui costi di manutenzione delle catenarie aeree ripagherà largamente gli investimenti in ambito ICT.

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Il sistema Tocis porterà notevoli ottimizzazioni e miglioramenti in termini sia di performance dei rotabili, sia di qualità del servizio al pubblico

Valido utilizzo dei Big Data

Il sistema Tocis rappresenta di fatto un esempio innovativo di applicazione dell’Internet of Things alle moderne tecniche di ‘predictive analysis’ basate sui Big Data. Grazie infatti all’utilizzo di migliaia di micro sensori (bolometri) integrati nelle termocamere si ottengono informazioni precise e dettagliate sullo stato delle catenarie aeree. Questo enorme volume di dati viene poi rielaborato con modelli di ricerca operativa basati sul concetto dei Big Data e quindi applicato alla manutenzione per ottenere informazioni rilevanti sugli indicatori dello stato di salute e di usura di tutti i componenti del sistema. L’obiettivo finale è anticipare i problemi risolvendoli prima che possano accadere, effettuando interventi programmati sui singoli componenti, indipendentemente dalla vita degli stessi. È un cambio di paradigma epocale per un’azienda di trasporto ferroviario, che alla luce di queste moderne tecnologie è oramai necessario.

A cura di Cristian Randieri. Articolo pubblicato sulla rivista Automazione Oggi N. 393 – Ottobre 2016.

Per scaricare l’articolo pubblicato sulla rivista, seguire il link riportato di seguito http://www.intellisystem.it/it/portfolio/ao-ottobre-2016.

115 AO 392 Settembre 2016 – Dal Campo alla Nuvola

 L’utilizzo delle moderne tecnologie di videosorveglianza industriale nelle fabbriche si rivelano uno strumento che può essere utile a potenziare le funzionalità dei sistemi di automazione

La videosorveglianza, definita con il ben noto acronimo Tvcc, rappresenta oggi uno strumento di grande utilità anche per il settore industriale. Accanto alle tradizionali funzioni di protezione tipiche del concetto generale di security, quale ad esempio la sorveglianza perimetrale e il controllo degli accessi, i sistemi più moderni possono assolvere anche al compito di ottimizzazione dei processi di produzione e di sicurezza sul lavoro contribuendo a migliorare la qualità e i benefici economici degli sviluppi sostenibili. Al pari di molti altri tipi di applicazioni, anche quelle relative alla videosorveglianza stanno migrando sulla nuvola cercando di sfruttarne appieno tutti i vantaggi offerti da questa dirompente tecnologia che nel gergo ‘cloud’ si traducono in: resilienza, scalabilità e semplicità di gestione.

Un valido strumento

Le videocamere moderne si propongono come valido strumento per ottenere sia una visione d’insieme della linea di produzione di qualsiasi fabbrica, sia per essere integrate direttamente negli impianti per il monitoraggio dei processi on site. In altri termini, grazie alla videosorveglianza industriale e possibile migliorare la produzione e lo sviluppo di qualsiasi fabbrica. Del resto, in ogni reparto di produzione la maggior parte dei dipendenti lavora su macchinari e attrezzature sicuramente di alto valore che comunque vanno tutelate. Considerando quanto siano costosi i tempi di inattività provocati da qualsiasi malfunzionamento, peggio ancora da un incidente, le videocamere possono consentire di intervenire tempestivamente in modo da limitare al massimo gli eventuali danni. Grazie all’analisi delle registrazioni video, un po’ come accade nelle scatole nere degli aerei, è possibile evincere approcci utili per ottimizzare i flussi di lavoro nella produzione al fine di renderla più stabile e sicura. Con la crescita ed espansione delle applicazioni della sorveglianza industriale, continua ad aumentare anche la domanda di sistemi sempre più efficienti e intelligenti. Anche nel contesto di ricerca e sviluppo la videosorveglianza rappresenta uno strumento formidabile per una visione d’insieme degli esperimenti e dei processi di sviluppo più complessi.

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Per ottenere i migliori risultati è fondamentale attuare una fase di analisi e studio del contesto operativo

Per esempio, è possibile monitorare 24 ore su 24 lo stato degli oggetti sottoposti a test intensivi condotti in laboratorio. Se poi consideriamo l’utilizzo di particolari termocamere dotate della funzione di telemetria, opportunamente progettate per lavorare con i sistemi di videosorveglianza, otteniamo un sistema che può permette l’ottimizzazione di interi processi di produzione. L’integrazione del software di gestione video con i sistemi di automazione ne consente una naturale estensione delle potenzialità di questi ultimi. Ad esempio è possibile fare in modo che il sistema possa reagire in modo autonomo a particolari eventi tramite allarmi e diagrammi di flusso programmati, senza la necessità dell’intervento umano. Se il livello di un serbatoio diventa critico, il sistema di automazione interfacciato con il software di gestione video, azionerà direttamente un’apposita valvola di scarico avviando una determinata reazione anche nel sistema di videosorveglianza, ad esempio, avvisando il personale o attivando un segnalatore. In realtà i campi d’applicazione che possono porre la videosorveglianza direttamente al centro d’azione di una fabbrica sono innumerevoli, basti pensare al monitoraggio delle linee di produzione o dei nastri trasportatori. Nel caso specifico del monitoraggio dettagliato di macchine e impianti durante il loro funzionamento, è possibile utilizzare delle particolari videocamere che possono essere installate direttamente on-board. Misurando solamente pochi centimetri riescono a offrire registrazioni di ottima qualità con dettagli d’immagine megapixel. Come per qualsiasi altro sistema di automazione le videocamere sono sempre attive: tutti i dettagli sono registrati in modo permanente. L’osservazione delle registrazioni può avvenire in modalità time-laps (ad esempio nella costruzione dei veicoli) o in modalità slow-motion (ad esempio nell’analisi delle cause del funzionamento scadente di una macchina robotizzata). La registrazione delle fasi di lavorazione e di sviluppo di un nuovo prodotto mediante un impianto di videosorveglianza industriale progettato ad hoc ne facilita la fase di documentazione permettendo al contempo un’analisi completa sia delle fonti di errore, sia dei progressi. E proprio nel contesto del contenimento dei costi che la tecnologia cloud rappresenta il futuro anche per questo tipo di applicazioni.

Nella nuvola

Nell’ambito della sicurezza e dei sistemi di videosorveglianza, sempre più aziende guardano con interesse alle nuove opportunità offerte dal cloud computing finalizzate alla trasmissione e alla gestione delle immagini da remoto. Questo implica che le riprese delle telecamere non risiedono più su server controllati direttamente dai responsabili aziendali, ma vengono trasferite all’interno della nuvola. In queste infrastrutture, sfruttando le elevate capacita di elaborazione disponibili, e possibile svolgere anche le attività di elaborazione e analisi delle immagini stesse. Una simile modalità operativa è molto più efficace di quelle tradizionali, poiché può ridurre i costi aziendali sia in termini di investimenti in strutture IT, sia di personale appositamente formato con competenze necessarie per la gestione di grosse moli di dati. Le fabbriche stanno migrando i loro server di registrazione e analisi video sulla nuvola anche per far fronte alla crescita esplosiva dei dati ottenuti in gran parte dalle videocamere ad alta risoluzione, oltre che per sfruttare vantaggi di maggior flessibilità. Considerando che i sistemi di videosorveglianza posseggono requisiti unici rispetto ad altri tipi di applicazioni industriali, occorre considerare attentamente ogni singolo caso facendo delle analisi e valutazioni che permettano alla fabbrica di prendere una decisione ponderata su come sfruttare al meglio le tecnologie innovative offerte dal cloud computing. Determinare al meglio le modalità con cui la tecnologia cloud può supportare un sistema di videosorveglianza industriale dipende in particolare da alcuni fattori fondamentali, quali: banda, storage, sicurezza e accessibilità.

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Anche la videosorveglianza migra sulla nuvola cercando di sfruttarne i vantaggi

Il calcolo della banda totale necessaria per trasmettere un flusso video dipende dal numero di immagini al secondo catturate dalle telecamere (frame rate al secondo, o fps) e dalla definizione delle immagini stesse. Considerando che in molte installazioni sono presenti telecamere IP ad alta definizione, la banda richiesta diventa una fattore discriminante da considerare prima di effettuare qualsiasi integrazione o aggiornamento dell’impianto stesso. Un altro elemento di cui occorre tener conto è quello di considerare la banda minima disponibile con quella necessaria per trasmettere simultaneamente i video catturati dalle molteplici telecamere IP sul cloud che potrebbe non supportare l’intero flusso dati richiesto dalle telecamere dell’impianto. Questo perché purtroppo ancora oggi Internet ad alta velocità non è omogeneamente presente in tutto il territorio italiano. Prima di affidarsi a una soluzione cloud-based per la videosorveglianza occorre anche valutare bene la propria capacita di analisi e reportistica al fine di determinare quando possa avere senso trasmettere attraverso costose connessioni Internet i video per l’archiviazione su server cloud. Come per qualsiasi oggetto connesso alla nuvola anche per la videosorveglianza si e esposti a tutti i rischi e vulnerabilità di un sistema IT. Le aziende in generale sono molto attente nell’assicurare l’integrità e la sicurezza dei propri dati e della propria rete di videosorveglianza. In questo contesto per ottenere un impatto significativo sulla sicurezza e sulla protezione di un sistema di videosorveglianza basato su cloud sono tipicamente utilizzate tecnologie tipo il Port-forwarding, l’utilizzo di firewall e la criptazione dei file video sono accorgimenti che purtroppo richiedono un alto livello di conoscenze e impegno da parte del reparto IT interno all’azienda. In ultimo bisogna considerare di applicare il concetto di business continuity poichè affidarsi a una rete gestita da terzi per trasmettere e scaricare video potrebbe implicare dei disservizi che interrompono il flusso dati tra l’azienda e il cloud, causando la perdita di dati e informazioni che anche in seguito di un ripristino non sarebbero più disponibili. In conclusione possiamo affermare che l’utilizzo delle moderne tecnologie di videosorveglianza industriale nelle fabbriche si rivelano uno strumento che può essere utile a potenziare le funzionalità dei sistemi di automazione. Non bisogna pero dimenticare che per ottenere i migliori risultati e fondamentale attuare una fase di analisi e studio del contesto operativo al fine di determinare quale soluzione infrastrutturale sia più adatta per gli scopi richiesti, sia essa cloud sia tradizionale.

A cura di Cristian Randieri. Articolo pubblicato sulla rivista Automazione Oggi N. 392 – Settembre 2016 – Anno 32

Per scaricare l’articolo pubblicato sulla rivista, seguire il link riportato di seguito http://www.intellisystem.it/it/portfolio/ao-settembre-2016-2.

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